Piedimonte Matese. I sindaci del Matese tentano di scongiurare la chiusura della ferrovia alifana. Vincenzo Cappello guida la rivolta dei primi cittadini.
Al tavolo tecnico sarà presente anche l’assessore ai trasporti Sergio Vetrella. La riunione per esaminare le problematiche finanziarie ed operative dell’ex alifana gestita da Metrocampania nordest si terrà domani (17,30) presso l’ufficio di presidenza del presidente del consiglio regionale, Paolo Romano . E vedrà la partecipazione di sindaci , sollecitati dal sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello , da enti territoriale e dalle rappresentanze sindacali di categoria.
Preoccupati dello stato sono in particolare i sindacati e le amministrazioni. “Le organizzazioni sindacali dei lavoratori autoferrotranvieri della provincia di Caserta, sono seriamente preoccupate per lo stallo in cui versa la discussione politica circa l’infrastrutturazione del territorio, in special modo, intorno al potenziamento della Metrocampanianordest, ramo ferroviario Piedimonte Matese – Santa Maria C. V. – Aversa”. Una preoccupazione diffusa, per i tagli nazionali e regionali, di cui si fanno, appunto interpreti i sindacati aziendali( coordinamento rsu-rsa dell’ex alifana) .Chiedono una discussione di merito anche in vista del tavolo tecnico convocato dal sindaco Vincenzo Cappello per una proposta capace di ridare vita e funzionalità al sistema trasportistico della provincia. Tra gli elementi mettono in campo l’elettrificazione della linea, il miglioramento del parco macchine (una media di 40 anni) , la ridiscussione dell’orario di servizio con gli utenti, tagli alle consulenze esterne e la riorganizzazione aziendale. Su questo ed altro vi è l’ampia disponibilità a confronti politici e tecnici.
“A fronte di ingenti investimenti, che si sono avuti da oltre 20 anni ad oggi (legge 910), i quali hanno prodotto il concreto rifacimento infrastrutturale della suddetta ferrovia, oggi si avverte un repentino arretramento rispetto a tali investimenti. L’E.A.V., alla quale fanno capo alcune aziende ferroviarie campane, durante vari incontri con l’assessorato regionale ai trasporti, ha appreso che, da piani regionali di riorganizzazione del T.P.L. ci sarebbero tagli o mancate erogazioni di circa 70 milioni di euro al trasporto su ferro (di cui circa 7 milioni solo per Metro campanianordest). Questo porterebbe a pesanti ricadute negative sui livelli occupazionali, salariali e/o paventate chiusure di rami aziendali. Nella città di Piedimonte Matese dovrebbe insediarsi una facoltà universitaria e, alle porte della stessa, si sta istituendo un presidio permanente dei vigili del fuoco;che riteniamo improponibile un’eventuale dismissione della stessa tratta, con conseguenze deleterie, sia sotto l’aspetto occupazionale sia sotto l’aspetto della mobilità del trasporto “integrato”. Il territorio dell’alto casertano non può essere, per nessun motivo, marginalizzato.
michele martuscelli
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martedì 7 giugno 2011
Alvignano: Revocato il finanziamento per i lavori su via Cupa
Alvignano. Revocato, dalla provincia, il finanziamento per i lavori lungo via Cupa Sagliutelle. Il comune con pochi fondi cerca un legale per difendersi. Due professionisti avrebbero già rinunciato.
Una revoca di un finanziamento che non trova avvocati. Finora. E’ quella con cui è alle prese l’amministrazione comunale di Alvignano.
La decisione della provincia
Il decreto, di cui la provincia di Caserta ha avviato l’iter per la revoca, è quello riguardante i lavori di completamento e sistemazione della strada rurale via Cupa Sagliutelle nell’ambito di una misura della precedente programmazioni di fondi comunitari.
Gli uffici regionali, a seguito di controlli effettuati in ordine ad alcuni procedure di appalti , tra cui quello deliberato dalla giunta guidata dal sindaco Angelo Di Costanzo, ha riscontrato una serie di “criticità” (così dice il provvedimento di giunta) emerse anche in relazione a questa procedura.
In virtù di queste segnalazioni, la provincia si è attivata per l’avvio della revoca, chiedendo al contempo chiarimenti, osservazioni e documentazione per “rimuovere le cause del procedimento di revoca ed annullamento”.
Tra l’altro, gli uffici regionali, dopo aver esaminato i rilievi e le considerazioni presentate dall’ufficio tecnico del comune, non hanno cambiato idea, ritenendo “non valide le giustificazioni del comune di Alvignano” tanto è vero che l’ente provinciale, a marzo 2010, ha emesso il decreto di revoca del finanziamento.
La resistenza del comune
Provvedimento contestato dal comune che ha preso la sua contromisura: è alla ricerca di un legale per il necessario ricorso alla giustizia amministrativa .
Finora i due legali contattati hanno rinunciato per motivi professionali l’uno e per insufficienza della somma per la parcella professionale o meglio “inadeguata al valore della controversia”, il secondo .
Da qui la ricerca di un avvocato per portare nelle sede competenti la sua posizione di difesa del finanziamento .
Una revoca di un finanziamento che non trova avvocati. Finora. E’ quella con cui è alle prese l’amministrazione comunale di Alvignano.
La decisione della provincia
Il decreto, di cui la provincia di Caserta ha avviato l’iter per la revoca, è quello riguardante i lavori di completamento e sistemazione della strada rurale via Cupa Sagliutelle nell’ambito di una misura della precedente programmazioni di fondi comunitari.
Gli uffici regionali, a seguito di controlli effettuati in ordine ad alcuni procedure di appalti , tra cui quello deliberato dalla giunta guidata dal sindaco Angelo Di Costanzo, ha riscontrato una serie di “criticità” (così dice il provvedimento di giunta) emerse anche in relazione a questa procedura.
In virtù di queste segnalazioni, la provincia si è attivata per l’avvio della revoca, chiedendo al contempo chiarimenti, osservazioni e documentazione per “rimuovere le cause del procedimento di revoca ed annullamento”.
Tra l’altro, gli uffici regionali, dopo aver esaminato i rilievi e le considerazioni presentate dall’ufficio tecnico del comune, non hanno cambiato idea, ritenendo “non valide le giustificazioni del comune di Alvignano” tanto è vero che l’ente provinciale, a marzo 2010, ha emesso il decreto di revoca del finanziamento.
La resistenza del comune
Provvedimento contestato dal comune che ha preso la sua contromisura: è alla ricerca di un legale per il necessario ricorso alla giustizia amministrativa .
Finora i due legali contattati hanno rinunciato per motivi professionali l’uno e per insufficienza della somma per la parcella professionale o meglio “inadeguata al valore della controversia”, il secondo .
Da qui la ricerca di un avvocato per portare nelle sede competenti la sua posizione di difesa del finanziamento .
Dragoni - Applati, scoperti lavori mai eseguiti. Tremano alcuni indagati
Dragoni. Lavori pubblici nei due comuni ai piedi del monte Maggiore. L’incheista delle fiamme gialle sembra essere ad una svolta.
Altre figure entrano nell’indagine. A fare i loro nomi sarebbero state altre figure - a conoscenza di fatti e circostanza - ascoltate nei giorni scorsi dagli inquirenti.
Lavori mai eseguiti
Secondo alcune indiscrezioni raccolte sul posto, attraverso nuovi interrogatori, gli inquirenti avrebbero appurato che alcune delle imprese - quasi tutte dell’agro aversano - avrebbero attestatol’esecuzione di lavori, in realtà mai svolti.
I lavori, falsamente dichiarati, sarebbero stati eseguiti presso alcuni privati di Dragoni ed Alvignano.
L’impegno, ora, degli investigatori sembra essere orientato a capire i motivi che hanno spingo le imprese a dichiarare l’esecuuzione di lavori mai svolti presso soggetti privati.
Il sospetto del riciclaggio
Un’altra svolta nell’inchiesta delle fiamme gialle di Piedimonte Matese - guidate dal capitano Tramis, coordinate dal comando provinciale di Caserta, guidate dal colonnello Amendola - passerebbe attraverso l’acquisizione di numerosi assegni sospetti attraverso i quali sarebbero state riciclate grosse somme di denaro.
I titoli da cui si ricavavano ingenti somme veninvano cambiate presso alcuni punti scommesse della zona del Matese. Probabilmente il denaro ricavato poteva poi essere utilizato per una serie di operazioni illecite, fra cui anche il versamento di tangenti. Proprio questo, fr ale altre cose, tentaranno di chiarire le ulteriori indagini sul caso che sta scuotendo, principalmente, due paesi dell’area come Dragoni e Alvignano.
Di sicuro lo stratagemma utilizzato da alcuni degli indagati potrebbe essere una svolta importante nell’intera vicenda. La guardia di Finanza di Caserta, avrebbe rinvenuto tracce dei titoli durante le perquisizioni eseguite alcuni mesi fa in diverse abitazioni, studi tecnici, sedi di imprese e presso gli uffici tecnici dei municipi di Dragoni e Alvignano.
Fra le varie figure indagate, oggetto anche di perquisizione, figurerebbero anche il sindaco di Alvignano - Angelo Di Costanzo - e l’assessore di Dragoni - Bruno Pagliaro - più volte sindaco della cittadina. Ora bisognerà attendere le prossime settimane per capire l’impatto delle nuove prove acquisite dalle fiamme gialle sull’indagini in corso e dalle quali nessuno degli indagati può ritenersi escluso o in qualche modo marginale. Una inchiesta che potrebbe mettere in luce un sistema malato di affidamento dei lavori pubblici nei due comuni coinvolti.
Nelle prossime settimane potrebbero arrivare nuovi importanti sviluppi.
Altre figure entrano nell’indagine. A fare i loro nomi sarebbero state altre figure - a conoscenza di fatti e circostanza - ascoltate nei giorni scorsi dagli inquirenti.
Lavori mai eseguiti
Secondo alcune indiscrezioni raccolte sul posto, attraverso nuovi interrogatori, gli inquirenti avrebbero appurato che alcune delle imprese - quasi tutte dell’agro aversano - avrebbero attestatol’esecuzione di lavori, in realtà mai svolti.
I lavori, falsamente dichiarati, sarebbero stati eseguiti presso alcuni privati di Dragoni ed Alvignano.
L’impegno, ora, degli investigatori sembra essere orientato a capire i motivi che hanno spingo le imprese a dichiarare l’esecuuzione di lavori mai svolti presso soggetti privati.
Il sospetto del riciclaggio
Un’altra svolta nell’inchiesta delle fiamme gialle di Piedimonte Matese - guidate dal capitano Tramis, coordinate dal comando provinciale di Caserta, guidate dal colonnello Amendola - passerebbe attraverso l’acquisizione di numerosi assegni sospetti attraverso i quali sarebbero state riciclate grosse somme di denaro.
I titoli da cui si ricavavano ingenti somme veninvano cambiate presso alcuni punti scommesse della zona del Matese. Probabilmente il denaro ricavato poteva poi essere utilizato per una serie di operazioni illecite, fra cui anche il versamento di tangenti. Proprio questo, fr ale altre cose, tentaranno di chiarire le ulteriori indagini sul caso che sta scuotendo, principalmente, due paesi dell’area come Dragoni e Alvignano.
Di sicuro lo stratagemma utilizzato da alcuni degli indagati potrebbe essere una svolta importante nell’intera vicenda. La guardia di Finanza di Caserta, avrebbe rinvenuto tracce dei titoli durante le perquisizioni eseguite alcuni mesi fa in diverse abitazioni, studi tecnici, sedi di imprese e presso gli uffici tecnici dei municipi di Dragoni e Alvignano.
Fra le varie figure indagate, oggetto anche di perquisizione, figurerebbero anche il sindaco di Alvignano - Angelo Di Costanzo - e l’assessore di Dragoni - Bruno Pagliaro - più volte sindaco della cittadina. Ora bisognerà attendere le prossime settimane per capire l’impatto delle nuove prove acquisite dalle fiamme gialle sull’indagini in corso e dalle quali nessuno degli indagati può ritenersi escluso o in qualche modo marginale. Una inchiesta che potrebbe mettere in luce un sistema malato di affidamento dei lavori pubblici nei due comuni coinvolti.
Nelle prossime settimane potrebbero arrivare nuovi importanti sviluppi.
Pietravairano - Cave e cementificio, Zarone canta vittoria
pietraviarano. Il Sindaco di Pietravairano Francesco Zarone e il Comitato Civico per la Tutela e la Difesa di Pietravairano guidato da Maria Acquaro, hanno tenuto presso la Sala Consiliare del Comune una Conferenza Stampa a cui hanno partecipato numerosi cittadini, organi di stampa e alcuni amministratori anche di paesi vicini, per comunicare gli ultimi aggiornamenti riguardanti la questione della delocalizzazione della cava e del Cementificio Moccia S.p.A. da S.Clemente di Caserta in località Monte Monaco di Pietravairano. L’incontro, moderato da Pietro Rossi, è stato introdotto dall’intervento del Capo Gruppo di maggioranza Pietro Antoscia che ha ripercorso le varie tappe della lotta intrapresa dall’amministrazione guidata da Francesco Zarone e il Comitato Civico negli ultimi quattro anni. La presidente del Comitato Civico per la tutela e la difesa di Pietravairano, Maria Acquaro, ha ringraziato il Sindaco Zarone e l’intera amministrazione per l’impegno profuso nella vicenda Cave ed ha ribadito che l’organo da lei guidato non abbasserà la guardia e vigilerà sempre per il bene comune di Pietravairano con l’obiettivo di difendere un modello di sviluppo eco-compatibile, il patrimonio storico, culturale e ambientale. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha annunciato il Sindaco di Pietravairano Francesco Zarone, con propria nota del 20 maggio scorso, ha stabilito che la competenza per l’installazione di un insediamento produttivo quale il cementificio spetti esclusivamente al Comune. Quindi l’iter procedurale di questa incresciosa questione, è da ritenersi concluso nel pieno rispetto della volontà del popolo sovrano. E’ una grande vittoria dei cittadini di Pietravairano che ringrazio per la loro tenacia ma è soprattutto una vittoria politica, ha concluso Francesco Zarone, in quanto ci siamo sempre opposti alle cave, sin da prima dell’ultima campagna elettorale e posso assicurare che il cementificio non si farà.
Vairano Patenora - Don Luigi De Rosa verso la guarigione
vairano patenora. Il parroco di Vairano Scalo, Don Luigi De Rosa, sta meglio. Le sue condizioni migliorano rapidamente dopo l’intervento chirurgico resosi necessario dopo un infarto che ha colpito il prete pochi giorni fa.
Ora bisognerà aspettare solo il tempo necessario per la compelta guarigione. Ieri, Don Luigi, ha lasciato anche la sala di terapia intensiva per essere collocato nel reparto. “Spero di tornare presto a casa, fra i fedeli della mia parrocchia”. Lo ha afferamato al telefono lo stesso parrocco, commosso dalla vicinanza e dalle manifestazioni di affetto ricevute subito dopo il malore.
Ora bisognerà aspettare solo il tempo necessario per la compelta guarigione. Ieri, Don Luigi, ha lasciato anche la sala di terapia intensiva per essere collocato nel reparto. “Spero di tornare presto a casa, fra i fedeli della mia parrocchia”. Lo ha afferamato al telefono lo stesso parrocco, commosso dalla vicinanza e dalle manifestazioni di affetto ricevute subito dopo il malore.
Vairano Patenora - Omicidio Casparrino: sfilano i testimoni
VAIRANO PATENORA. Il bidello Bartolomeo Casparrino fu uscciso per soffocamento, probabilmente con un cuscino pressato sul viso. Per legarlo e immobilizzarlointervennero almeno due persone. L’uomo lottò e tentò disperatamente di difendersi. Fu piacchiato e maltrattato. L’agonia dell’uomo durò fr ai quattro e sei minuti. ieri nuova udienza del processo che ha portato alal testimonianza Nitu Liliana. Il processo è stato rinviato al prossimo sedici giugno. Tre degli imputati sono stati già assolti durante l’udienza preliminare dello scroso novembre perchè riconosciuti innocenti. Secondo il giudice, infatti, i tre non hanno avuto alcun legame con l’azione criminosa che portò all’uccisione del 50enne bidello vairanese. La sentenza emessa dal giudice Taglialatela scuote il castello accusatorio. Arseni Marius, Mutu Dorinel e Ciurea Costantin - accusati di rapina aggravata e difesi dall’avvocato Ernesto De Angelis - hanno scelto il rito abbreviato ed hannocosì definito la loro posizione processuale . Il pubblico ministero, a carico dei tre, aveva chiesto otto anni di carcere. Dovranno affrontare il processo, invece, Razvan Eduard Uretu , Alexandru Onofreiciuc, Ciurea Alexandru, Nicoleta Stefan, Ionel Sandu e Romulus Trinca.
Fra gli imputati, Razvan Eduard e Romulus Trinca sono gli unici ad aver confessato la partecipazione all’azione criminale. Entrambi però affermano di non aver preso parte all’omicidio perchè il loro ruolo era quello di tenere ferma la madre della vittima. Razvan, che si occupò di immobilizzare la mamma della vittima ha fornito importanti indizi per permettere di arrestare gli altri del gruppo. Un ruolo determinante nella vicenda sarebbe quello svolto da Nicoleta che dopo aver avvicinato la vittima avrebbe fornito le informazioni necessarie al resto del gruppo. Per compiere materialmente la rapina, sarebbero giunti a Vairano un gruppo di connazionali provenienti dal Nord Italia.
Fra gli imputati, Razvan Eduard e Romulus Trinca sono gli unici ad aver confessato la partecipazione all’azione criminale. Entrambi però affermano di non aver preso parte all’omicidio perchè il loro ruolo era quello di tenere ferma la madre della vittima. Razvan, che si occupò di immobilizzare la mamma della vittima ha fornito importanti indizi per permettere di arrestare gli altri del gruppo. Un ruolo determinante nella vicenda sarebbe quello svolto da Nicoleta che dopo aver avvicinato la vittima avrebbe fornito le informazioni necessarie al resto del gruppo. Per compiere materialmente la rapina, sarebbero giunti a Vairano un gruppo di connazionali provenienti dal Nord Italia.
Teano - Ospedale: i sindacati: ci tolgono tutto
Teano. I sindacati dell’ospedale scrivono al commissajrio straordinario A.s.l. caserta al sig. sindaco dei comune di teano al dirigente servizio controllo interno di gestione ai direttore sanitario distretto n.14-Teano. Tetano di evitare la totale cancellazione di ogni servizio dalla strututra sidicina e chiedono la corretta applicazione della legge regionale. “I sottoscritti referenti sindacali di comparto mettono in evidenza alla S. V !e difficoltà oggettive che vive non solo la cittadinanza di Teano ma gli operatori tutti dell' ex Presidio Ospedaliero. Entrando nel merito la chiusura, di fatto, del P.O. ha portato serie difficoltà assistenziali ad una numerosa fetta dei cittadini dell'Alto Casertano in quanto si trova a dover chiedere soccorso, anche spesso per eventi di mimmo interesse sanitario, agli Ospedali rimasti determinandone ima sorta di ingolfamento delle attività e con risposta spesso frettolosa.La nostra informazione in relazione alla riconversione prevede per Teano la presenza dello PSAUT , le attività specialistiche ambulatoriali, la chirurgia poImperialistica ambulatoriale e ano Ospedale di Comunità per 20 pi, che non soddisfa le esigenze dei territorio, ma potrebbe essere una temporanea riconversione decorosa. Sorgono ,però, alcuni dubbi sulle decisioni poste in essere dalla azienda sudo spostamento integrale del Distretto e dei servizi annessi, nella ex struttura ospedaliera che. a nostro avviso, più che erogare servizi crea confusione. Infatti allocare servizi importanti come la Medicina Legale e; quindi commissioni pensioni, invalidità civile, salute mentale, direzione amministrativa, UOASB, riabilitaz. farmacia. ADI aggiunti alla poiispecialistica ambulatoriale .Ospedale di Comunità , determinerebbe una presenza massiva tra personale ed utenza difficoltosa da gestire . Inoltre si dovrà allocare il SERT e l'UOPC con d Servizio Veterinario, presenti in strutture in fitto o di proprietà del Comune , ma con probabili problemi di agibilità. Si pone il quesito che dismettendo i vari fitti si dovrà collocare tutto nello stabile dell'ex PO ma esistono gli spazi autorizzabili?. Il risparmio a tutti i costi può penalizzare prioritariamente un territorio privandolo di servizi essenziali? Riteniamo che se si conservasse invece Fattuale insediamento del Distretto, si potrebbero evitare le spese per il Servizio Veterinario, l'UOPC e la Medicina Legale, concentrando mito nel suddetto stabile insieme con il Sen. dove e già allocato, il Servizio di Salute Mentale, la Direzione Amministrativa ,1'UOASB l'UOPC e ie altre attività non strettamente sanitarie organizzando cosi le attività specialistiche ambulatoriali, il Servizio materno infantile e vaccinale, la Riabilitazione e iki, l'Ospedale di Comunità presso l'ex P.O. che diventerebbe un Palazzetto della Salute erogando materialmente servizi sanitari di base che sicuramente ridurrebbero l'utenza Ospedaliera.
lunedì 6 giugno 2011
RIARDO - Campagna pubblicitaria falsa Lete ‘denuncia’ la Ferrarelle La guerra di bollicine
RIARDO. Guerra di bollicine tra la Lete di Nicola Arnone e la Ferrarelle di Carlo
Pontecorvo. L’istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha definito ‘comunicazione
pubblicitaria ingannevole’ la campagna ‘Rispettiamo la natura - Prodotto a impatto
zero’, lanciata dall’azienda di Riardo. L’esposto di Lete. Tutta la vicenda parte
dall’esposto di Lete, ditta che attinge acqua dalla sorgente di Pratella, capeggiata
da Nicola Arnone. Ferrarella, alcuni mesi fa, aveva messo in commercio una confezione di sei bottiglie da un litro e mezzo che sopra il marchio presanta la
scritta ‘Rispettiamo la natura - Prodotto a impatto zero’. Più in basso è possibile leggere ‘Ferrarelle compensa la Co2 emessa per produrre questa confezione clon la
creazione e tutela di nuove foreste’. Inoltre, sulla stessa confezione capeggia il
marchio ‘Lifegate’, network dello sviluppo sostenibile, e nel volantino all’interno della confezione di legge quanto segue: ‘Ferrarelle, in collaborazione con Lifegate,
è la prima acqua minerale a impatto zero. Con questa iniziativa, Ferrarelle contribuisce alla creazione e tutela di oltre 1,4 milioni di metri quadrati di foreste in Costa Rica’. Pochi giorni dopo l’avvio della campagna, l’azienda di Nicola Arnone che produce Lete, presenta l’esposto all’Iap, perchè dalla pubblicità di Ferrarelle si comprenderebbe che l’intero processo produttivo e distributivo dei prodotti in questione non ha impatto sull’ambiente, cosa che non corrisponderebbe al vero. Infatti, secondo la Lete, la compensazione operata attraverso il progetto con
‘LIfegate’ non azzera totalemente l’impatto ambientale del prodotto.
La sentenza dell’Iap. Lo scorso 15 aprile l’Iap ha giudicato la pubblicità in costrasto con l’articolo 2 del Codice di autodisciplina della comunicazione ambientale: in parole povere comunicazione commerciale ingannevole. Lo stesso istituto si riserva 120 giorni per pubblicare le motivazioni.Allo stato attuale, in casa Ferrarelle restano tutti sereni per la decisione dell’Iap. Dall’altra parte, la società di Arnone ha comunicato che l’esposto è stato presentato esclusivamente per tutelare i consumatori e si auspica che la decisione di condanna del giurì rappresenti un valido precedente. L’Iap ha definito l’operato della società di Pontecorvo ‘ingannevole’.
Pontecorvo. L’istituto dell’autodisciplina pubblicitaria ha definito ‘comunicazione
pubblicitaria ingannevole’ la campagna ‘Rispettiamo la natura - Prodotto a impatto
zero’, lanciata dall’azienda di Riardo. L’esposto di Lete. Tutta la vicenda parte
dall’esposto di Lete, ditta che attinge acqua dalla sorgente di Pratella, capeggiata
da Nicola Arnone. Ferrarella, alcuni mesi fa, aveva messo in commercio una confezione di sei bottiglie da un litro e mezzo che sopra il marchio presanta la
scritta ‘Rispettiamo la natura - Prodotto a impatto zero’. Più in basso è possibile leggere ‘Ferrarelle compensa la Co2 emessa per produrre questa confezione clon la
creazione e tutela di nuove foreste’. Inoltre, sulla stessa confezione capeggia il
marchio ‘Lifegate’, network dello sviluppo sostenibile, e nel volantino all’interno della confezione di legge quanto segue: ‘Ferrarelle, in collaborazione con Lifegate,
è la prima acqua minerale a impatto zero. Con questa iniziativa, Ferrarelle contribuisce alla creazione e tutela di oltre 1,4 milioni di metri quadrati di foreste in Costa Rica’. Pochi giorni dopo l’avvio della campagna, l’azienda di Nicola Arnone che produce Lete, presenta l’esposto all’Iap, perchè dalla pubblicità di Ferrarelle si comprenderebbe che l’intero processo produttivo e distributivo dei prodotti in questione non ha impatto sull’ambiente, cosa che non corrisponderebbe al vero. Infatti, secondo la Lete, la compensazione operata attraverso il progetto con
‘LIfegate’ non azzera totalemente l’impatto ambientale del prodotto.
La sentenza dell’Iap. Lo scorso 15 aprile l’Iap ha giudicato la pubblicità in costrasto con l’articolo 2 del Codice di autodisciplina della comunicazione ambientale: in parole povere comunicazione commerciale ingannevole. Lo stesso istituto si riserva 120 giorni per pubblicare le motivazioni.Allo stato attuale, in casa Ferrarelle restano tutti sereni per la decisione dell’Iap. Dall’altra parte, la società di Arnone ha comunicato che l’esposto è stato presentato esclusivamente per tutelare i consumatori e si auspica che la decisione di condanna del giurì rappresenti un valido precedente. L’Iap ha definito l’operato della società di Pontecorvo ‘ingannevole’.
domenica 5 giugno 2011
Vairano Patenora - Don Luigi De Rosa colpito da infarto
Vairano Patenora. Don Luigi De Rosa, parroco della frazione Scalo è stato colto da un infarto alcune ore fa. Trasportato prima all'ospedale di Piedimonte Matese, è stato successivamente trasferito a Caserta. Tutti i fedeli pregano per lui
Alvignano - Gare d'appalto e riciclaggio: trovati numerosi assegni. Si complica la posizione di alcuni indagati
Alvignano. Gare di appalto, lavori pubblici e riciclaggio di denaro. Svolta nell’inchiesta delle fiamme gialle di Caserta - guidate dal colonnello Amendola - che avrebbero acquisito numerosi assegni sospetti attraverso i quali sarebbero state riciclate grosse somme di denaro.
I titoli da cui si ricavavano ingenti somme veninvano cambiate presso alcuni punti scommesse della zona del Matese. Probabilmente il denaro ricavato poteva poi essere utilizato per una serie di operazioni illecite, fra cui anche il versamento di tangenti.
Proprio questo, fr ale altre cose, tentaranno di chiarire le ulteriori indagini sul caso che sta scuotendo, principalmente, due paesi dell’area come Dragoni e Alvignano. Di sicuro lo stratagemma utilizzato da alcuni degli indagati potrebbe essere una svolta importante nell’intera vicenda.
La guardia di Finanza di Caserta, avrebbe rinvenuto tracce dei titoli durante le perquisizioni eseguite alcuni mesi fa in diverse abitazioni, studi tecnici, sedi di imprese e presso gli uffici tecnici dei municipi di Dragoni e Alvignano.
Fra le varie figure indagate, oggetto anche di perquisizione, figurerebbero anche il sindaco di Alvignano - Angelo Di Costanzo - e l’assessore di Dragoni - Bruno Pagliaro - più volte sindaco della cittadina. Ora bisognerà attendere le prossime settimane per capire l’impatto delle nuove prove acquisite dalle fiamme gialle sull’indagini in corso e dalle quali nessuno degli indagati può ritenersi escluso o in qualche modo marginale. Una inchiesta che potrebbe mettere in luce un sistema malato di affidamento dei lavori pubblici nei due comuni coinvolti.
I titoli da cui si ricavavano ingenti somme veninvano cambiate presso alcuni punti scommesse della zona del Matese. Probabilmente il denaro ricavato poteva poi essere utilizato per una serie di operazioni illecite, fra cui anche il versamento di tangenti.
Proprio questo, fr ale altre cose, tentaranno di chiarire le ulteriori indagini sul caso che sta scuotendo, principalmente, due paesi dell’area come Dragoni e Alvignano. Di sicuro lo stratagemma utilizzato da alcuni degli indagati potrebbe essere una svolta importante nell’intera vicenda.
La guardia di Finanza di Caserta, avrebbe rinvenuto tracce dei titoli durante le perquisizioni eseguite alcuni mesi fa in diverse abitazioni, studi tecnici, sedi di imprese e presso gli uffici tecnici dei municipi di Dragoni e Alvignano.
Fra le varie figure indagate, oggetto anche di perquisizione, figurerebbero anche il sindaco di Alvignano - Angelo Di Costanzo - e l’assessore di Dragoni - Bruno Pagliaro - più volte sindaco della cittadina. Ora bisognerà attendere le prossime settimane per capire l’impatto delle nuove prove acquisite dalle fiamme gialle sull’indagini in corso e dalle quali nessuno degli indagati può ritenersi escluso o in qualche modo marginale. Una inchiesta che potrebbe mettere in luce un sistema malato di affidamento dei lavori pubblici nei due comuni coinvolti.
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