alife. Gravi irregolarità gestionali contabili, il sindaco Giuseppe Avecone avvisa che ricorrerà alla Procura e ordina al revisore die conti di fare assoluta chiarezza: “Gravi irregolarità vengono segnalate irregolarità. Al fine di avere contezza delle censure mosse si chiede al Revisore di specificare ed, eventualmente, di documentare tali irregolarità. In particolare, si chiede allo stesso di evidenziare: Se vi siano stati impegni di spesa assunti in violazione dell’art. 183 TUEL, ed, eventualmente, quali siano le determinazioni che hanno determinato tali violazioni ed il funzionario responsabile. Si chiede al Revisore di esprimere ed, eventualmente, di documentare se, per il procedimento relativo all’assunzione degli impegni di spesa, siano state violate le procedure di cui all’art. 183 TUEL che impone l’obbligo di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica. Si chiede al Revisore di chiarire quanto asserito a pag. 34 in riferimento all’acquisto di beni mobili non acquisiti né utilizzati dall’Ente. Si chiede di precisare a quali spese ci si riferisce e se tali acquisti siano stati realizzati nel rispetto delle norme sul procedimento di spesa. In particolare, si chiede di pronunciarsi in ordine al fatto che tali acquisti integrino gli estremi di illeciti penali e se, in tal caso, il revisore abbia provveduto, ex art. 239 TUEL, a formulare denuncia-querela alle autorità giurisdizionali competenti. Allo stesso tempo, si chiede al Revisore di documentare quanto asserito fornendo copia dei provvedimenti e/o degli atti dai quali emergono tali spese, le eventuali irregolarità negli acquisti, i reali destinatari degli stessi. Nel caso in cui tale denuncia-querela non sia stata presentata, una volta pervenuta la relazione del Revisore, sarà l’amministrazione comunale a presentare la stessa”.
La cronaca, la politica, le opinioni e le storie dell'Alto Casertano, e non solo. Leggi ed esprimi la Tua opinione, contribuisci a formare la coscienza civile, a difendere la Tua terra, a realizzare un futuro migliore per i Tuoi figli. Una libera e corretta informazione aiuta a rendere gli uomini più liberi, più consapevoli, maggiormente critici.
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martedì 5 luglio 2011
Alife - Consuntivo, riscontrate gravi irregolarità
alife. Gravi irregolarità gestionali contabili, il sindaco Giuseppe Avecone avvisa che ricorrerà alla Procura e ordina al revisore die conti di fare assoluta chiarezza: “Gravi irregolarità vengono segnalate irregolarità. Al fine di avere contezza delle censure mosse si chiede al Revisore di specificare ed, eventualmente, di documentare tali irregolarità. In particolare, si chiede allo stesso di evidenziare: Se vi siano stati impegni di spesa assunti in violazione dell’art. 183 TUEL, ed, eventualmente, quali siano le determinazioni che hanno determinato tali violazioni ed il funzionario responsabile. Si chiede al Revisore di esprimere ed, eventualmente, di documentare se, per il procedimento relativo all’assunzione degli impegni di spesa, siano state violate le procedure di cui all’art. 183 TUEL che impone l’obbligo di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica. Si chiede al Revisore di chiarire quanto asserito a pag. 34 in riferimento all’acquisto di beni mobili non acquisiti né utilizzati dall’Ente. Si chiede di precisare a quali spese ci si riferisce e se tali acquisti siano stati realizzati nel rispetto delle norme sul procedimento di spesa. In particolare, si chiede di pronunciarsi in ordine al fatto che tali acquisti integrino gli estremi di illeciti penali e se, in tal caso, il revisore abbia provveduto, ex art. 239 TUEL, a formulare denuncia-querela alle autorità giurisdizionali competenti. Allo stesso tempo, si chiede al Revisore di documentare quanto asserito fornendo copia dei provvedimenti e/o degli atti dai quali emergono tali spese, le eventuali irregolarità negli acquisti, i reali destinatari degli stessi. Nel caso in cui tale denuncia-querela non sia stata presentata, una volta pervenuta la relazione del Revisore, sarà l’amministrazione comunale a presentare la stessa”.
San Gregorio Matese - Carabiniere ritrovato morto in auto, è giallo
SAN GREGORIO MATESE. E’ giallo suelle cause che hanno determianto la morte di un carabinieri. NicolaValente. 50 anni, è stato ritrovato morto nelle campagne al confine fra la provincia di Benevento e Caserta. La vettura dopo essere uscita di strada ha proseguito lungo un terreno in leggera pendenza per fermarsi contro un albero.
Sarà l’esame medico legale a stabilire le cause che hanno stroncato la vita del brigadiere scelto. Al momento sembrano essere due le ipotesi più accredidate: un malore oppure un colpo di sonno. Bisognerà, inoltre, stabilire se l’uomo è morto prima dell’impatto oppure a seguito dellos contro con l’albero.
Il corpo senza vita del carabinieri è stato ritrovato in località Ponte Canale nel comune di Pietraroja, lungo la strada statale 76, al km 23.
L'auto su cui viaggiava, una Fiat Punto, è uscita fuori strada, in un punto dove le protezioni sono rotte. In quel punto la strada è dritta e non vi sono curve pericolose, che potrebbero indurre aa ipotizzare una manovra sbagliata.
Valente, come ogni altra mattina, era uscito da casa con la propria vettura per raggiungere la caserma di San Gregorio Matese.
Dopo molte ore, i colleghi, non vedendolo arrivare hanno chiamato la moglie la quale ha lanciato l’allarme per l’insolito comportamento del marito. L'operazione di ricerca è stata condotta dagli uomini del comando di Cerreto Sannita, con l'ausilio anche di un mezzo aereo.
Un'operazione, lunga, non semplice, a causa della fitta vegetazione di quella zona. Il carabiniere, 26 nell'Arma, era originario di Cusano Mutri, da molti anni prestava servizio a San Gregorio Matese.
La notizia della morte del brigadiere ha sconvolto il piccolo paese matesino dove da anni Valente operava. Tutti, a San Gregorio, lo ricordano per la sua professionalità e dedizione. Sempre presente, sempre pronto a confortare e a dare un buon consiglio a tutti.
I colleghi dell’uomo, pur continuando il proprio lavoro non hanno potuto nascondere il proprio dolore per quanto accaduto.
Inconsolabile la moglie e i familiari dell’uomo intorno ai quali si è stretta l’intera Pietraroja. I funerali di Valente potrebbo svolgersi nel pomeriggio oppure domani.
Sarà l’esame medico legale a stabilire le cause che hanno stroncato la vita del brigadiere scelto. Al momento sembrano essere due le ipotesi più accredidate: un malore oppure un colpo di sonno. Bisognerà, inoltre, stabilire se l’uomo è morto prima dell’impatto oppure a seguito dellos contro con l’albero.
Il corpo senza vita del carabinieri è stato ritrovato in località Ponte Canale nel comune di Pietraroja, lungo la strada statale 76, al km 23.
L'auto su cui viaggiava, una Fiat Punto, è uscita fuori strada, in un punto dove le protezioni sono rotte. In quel punto la strada è dritta e non vi sono curve pericolose, che potrebbero indurre aa ipotizzare una manovra sbagliata.
Valente, come ogni altra mattina, era uscito da casa con la propria vettura per raggiungere la caserma di San Gregorio Matese.
Dopo molte ore, i colleghi, non vedendolo arrivare hanno chiamato la moglie la quale ha lanciato l’allarme per l’insolito comportamento del marito. L'operazione di ricerca è stata condotta dagli uomini del comando di Cerreto Sannita, con l'ausilio anche di un mezzo aereo.
Un'operazione, lunga, non semplice, a causa della fitta vegetazione di quella zona. Il carabiniere, 26 nell'Arma, era originario di Cusano Mutri, da molti anni prestava servizio a San Gregorio Matese.
La notizia della morte del brigadiere ha sconvolto il piccolo paese matesino dove da anni Valente operava. Tutti, a San Gregorio, lo ricordano per la sua professionalità e dedizione. Sempre presente, sempre pronto a confortare e a dare un buon consiglio a tutti.
I colleghi dell’uomo, pur continuando il proprio lavoro non hanno potuto nascondere il proprio dolore per quanto accaduto.
Inconsolabile la moglie e i familiari dell’uomo intorno ai quali si è stretta l’intera Pietraroja. I funerali di Valente potrebbo svolgersi nel pomeriggio oppure domani.
Pignataro Maggiore - Domani nuovo riesame per Magliocca

pignataro maggiore. Domani nuova udienza del riesame per l’ex sindaco Giorgio Magliocca. La difesa - riferiscono alcune indiscrezioni - avrebbe raccolto una serie di prove con le quali tenterà di allegerire la posizione dell’ex primo cittadino pignatarese. Il lavoro attuato dal gruppo di avvocati, guidato da Filippo Trofino, avrebbe evidenziato una serie di incongruenze nell’impianto accusatorio. La sperenza della difesa è quella di riuscire a convincere i giudici del riesame sull’inconsistenza dell’impianto accusatorio e quindi ottenere la scarcerazione di Giorgio Magliocca, in carcera dallo scorso marzo.
Magliocca si rivolse a Pietro Ligato e gli chiese di appoggiarlo nelle elezioni; chiese che tutti gli affiliati al gruppo di Ligato e le loro famiglie votassero per lui.
Magliocca era ben consapevole che Pietro Ligato era capo-clan e che quindi poteva garantirgli un certo numero di voti. In particolare, il Magliocca promise a Pietro Ligato che in caso di sua elezione a sindaco, gli avrebbe sbloccato la pratica per costruire un capannone in un terreno situato nella zona industriale di Pignataro, nei pressi dello zuccherificio Passeretti. Nato a Pignataro Maggiore il 7 aprile 1975.
Sposato con due figli. Laureato in Giurisprudenza e specializzato in diritto e gestione dell’ambiente e in diritto degli enti locali. Nel 1998, ad appena 23 anni, è stato eletto consigliere comunale di Pignataro Maggiore dove ottenne 384 preferenze, risultando il primo degli eletti.
Nel 2000 è stato eletto consigliere provinciale della Provincia di Caserta, collegio n. 15 Pignataro Maggiore – Grazzanise, ottenendo 2917 voti, pari al 20,67% dell’elettorato. In quella consiliatura ha ricoperto la carica di Presidente della IV Commissione provinciale con delega alle attività produttive. Nel 2002 è stato eletto sindaco di Pignataro Maggiore con la lista civica “Alleanza Civica” ottenendo 2686 pari al 58,53% dell’elettorato.
In questa gestione ha portato avanti le acquisizioni al patrimonio indisponibile dell’ente dei beni confiscati alla camorra, ha attivato la raccolta differenziata, ha realizzato il primo parcheggio comunale, ha realizzato le prime due villette comunali per bambini, ha realizzato il rimodernamento di tutte le strutture sportive del comune e il rimodernamento del sistema di Pubblica Illuminazione e del sistema viario nonché sono state autorizzate l’insediamento di oltre 12 aziende eco-compatibile che a regime daranno occupazione per circa 100 posti di lavoro.
C’è molta attesa per l’esito del riesame che potrebbe rimettere in libertà l’ex sindaco in carcere dallo scorso marzo.
lunedì 4 luglio 2011
Riardo - Incidente sul lavoro a Ferrarelle: due operai colpiti da soda caustica


riardo. Incidente sul lavoro nello stabilimento Ferrarelle. Due operai - uno di Riardo e l’altro di Teano - investiti da sostanze chimiche. Umberto Dragone e Carlo Mancini sono stati ustionati dalla soda caustica, sostanza che - riferiscono alcune indiscrezioni raccolte sul posto - viene usata per la pulizia delle bottiglie di vetro prima che le stesse vegnano riempieti d’acqua minerale.
I danni più gravi sarebbero quelli subiti da Carlo Mancini il cui corpo risulterebbe devastato dalla sostanza chimica per oltre il 60% del corpo.
I fatti
Mancava poco alle ore tredici di ieri, quando le sirene di una prima ambulanza, proveniente da Roccaromana, ha squarciato la quiete del piccolo paese, famoso nel mondo per le bollicine della sua acqua. Dopo pochi istante un’altra ambulanza, proveniente da Caianello, ha imboccato l’ingresso dello stabilimento Ferrarelle. In pochi minuti la notizia dell’incidente si è divulgata in paese generando preoccupazione per la sorte dei due operai coinvolti.
Mancini e Dragone, secondo alcune indiscrezioni raccolte sul posto, erano impegnati nella manutenzione della lavatrice - una macchina che serve per igienizzare le bottiglie di vetro prima del loro riempimento - sulla linea del vetro.
Per motivi ancora da accertare, improvvisamente, ci sarebbe stata la fuoriscita di una sostanza chimica- la soda caustica - che si sarebbe riversata sui due operai.
Il getto avrebbe investito in pieno Mancini che avrebbe fatto anche da scudo a Dragone.
L’allarme
Altri operai che erano in zona avrebbero fatto scattare immediatamente l’allarme. I due operai feriti sono stati spostati all’esterno del capannone dove hanno atteso l’arrivo delle ambulanze. I due sono stati condotti presso l’ospedale civile di Caserta dove hanno ricevuto le cure del caso.
Lo spostamento in elicottero
Qualche ora dopo, il ferito più grave, Carlo Mancini, è stato trasferito attraverso un eliambulanza, a Roma, presso una struttura specializzata in ustioni del genere. Il suo sarebbe stato devastato per oltre il 60% della soda caustica. Quasi contemporaneamente, in viaggio verso la capitale si sono messi alcuni parenti e amici dell’uomo che vogliono essere intorno alla famiglia Mancini in un momento così difficile.
Meno gravi, invece, le condizioni di Dragone che avrebbe subito solo ustioni superficiali e quindi di poco conto.
sabato 2 luglio 2011
Teano - L'assessore Magellano sbatte la porta e apre la crisi in giunta

teano. L’assessore Francesco Magellano rimette la delega allo sport rassegnando le dimissioni e ne spiega le motivazioni. All’indomani della presentazione del bilancio di previsione, l’assessore Francesco Magellano ha deciso di rimettere la delega allo sport, rassegnando le dimissioni, in ragione della forte limitazione della disponibilità di risorse a disposizione di questo settore.
“In realtà –spiega l’assessore- appena resomi conto della situazione, ho preparato un emendamento nel tentativo di reperire dei fondi necessari e sostanziali per lavorare in un certo modo, ma la Giunta lo ha respinto determinando la mia decisione. E’ oltremodo necessario fare un passo e ricordare che all’atto dell’approvazione in giunta del bilancio, io ero assente perché malato ”.
E’ fatto noto che molti dei tagli in bilancio dipendono dal governo centrale che ha chiaramente legiferato in materia.
“Pur consapevole dei tagli ai trasferimenti - continua Magellano - e dei vincoli per il rispetto del patto di stabilità previsti dalla legge finanziaria 2011, sono convinto che uno dei settori da salvaguardare e su cui investire fosse quello che prevede momenti di sana aggregazione e socializzazione, mentre questo bilancio non ha posto la minima attenzione allo sport, anzi i capitoli destinati alle attività sportive sono stati quasi del tutto azzerati, trasformando in un miraggio anche la prospettiva di una piscina comunale, progetto che rappresenta un impegno elettorale assunto. Pertanto non mi è rimasta alternativa alcuna alle dimissioni ”. La domanda che certamente sorge spontanea ai più è come si comporterà l’assessore Magellano nel prossimo consiglio comunale, fissato per giovedì 7 luglio, sede in cui si approverà il bilancio.
“Per spirito di coerenza con me stesso e con gli elettori – dice l’assessore- ho deciso che voterò contro questo bilancio e nella stessa sede chiederò al segretario comunale, dott.ssa Maciariello, di spiegarmi i criteri con cui i tagli sono stati effettuati e le percentuali per tutti i capitoli, avendo la stessa chiaramente sottolineato i limiti imposti dal d.l. 78 del 2010 e dei quali sono perfettamente a conoscenza.”
A chi pensa che si apre una crisi politica in seno alla maggioranza e che l’assessore Magellano sarà quasi sicuramente messo fuori dalla Giunta, quest’ultimo risponde così: “Sono preparato a tutto e mi preme sottolineare che la mia è una politica del fare e non quella delle parole o delle grandi promesse, se tutto ciò cozza con un modo di intendere la vita amministrativa che non mi appartiene, sono pronto ad accettare le conseguenze di una decisione meditata e ben ponderata”.
Alife - Una commerciante molestata da un 60enne, scatta al denuncia
alife. Perseguitava una commerciante posto, denuncianto alla Procuca della Repubblica, per stalking, un 60enne alifano.
A seguito di indagini coordinate dalla Compagnia di Piedimonte Matese, i Carabinieri della Stazione di Alife, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, un 60enne, di Alife, che con i suoi comportamenti, da circa sei mesi, aveva attuato una vera e propria forma di persecuzione nei confronti di una 50enne, commerciante del posto. Tutto ha inizio nei primi giorni del 2011, attraverso reiterate minacce e molestie anche con continue ed assillanti telefonate e l’invio di sms contenenti frasi oscene ed offensive e arrivando anche in qualche circostanza alle percosse e alla minaccia di morte. In una circostanza, lo stalker era arrivato anche a colpire la vittima con un calcio all’addome. Atti persecutori che hanno cagionato alla donna un perdurante e grave stato di ansia e di paura, ingenerando nella stessa un fondato timore per la propria incolumità, infatti la donna ha finito per maturare la convinzione di non poter uscire da sola di casa. Ma finalmente è riuscita a denunciare ai Carabinieri tutte le aggressioni e i gravi comportamenti tenuti dal 60enne, spesso subiti in silenzio. Per il momento la svolta nelle indagini da parte dei Carabinieri ha restituito un minimo di serenità alla vittima di questo odioso reato introdotto di recente nel Codice Penale. In caso di sentenza di condanna emessa a carico del responsabile la pena prevista va da sei mesi a quattro anni di reclusione. Un problema scottante ed attuale quale è lo “Stalking”, a cui i Carabinieri stanno dedicando una particolare attenzione, proprio perché in molti casi la molestia assillante e vessatoria, produce stati di angoscia nelle vittime che la subiscono, purtroppo, nella maggior parte dei casi, risultano essere giovani donne.
A seguito di indagini coordinate dalla Compagnia di Piedimonte Matese, i Carabinieri della Stazione di Alife, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, un 60enne, di Alife, che con i suoi comportamenti, da circa sei mesi, aveva attuato una vera e propria forma di persecuzione nei confronti di una 50enne, commerciante del posto. Tutto ha inizio nei primi giorni del 2011, attraverso reiterate minacce e molestie anche con continue ed assillanti telefonate e l’invio di sms contenenti frasi oscene ed offensive e arrivando anche in qualche circostanza alle percosse e alla minaccia di morte. In una circostanza, lo stalker era arrivato anche a colpire la vittima con un calcio all’addome. Atti persecutori che hanno cagionato alla donna un perdurante e grave stato di ansia e di paura, ingenerando nella stessa un fondato timore per la propria incolumità, infatti la donna ha finito per maturare la convinzione di non poter uscire da sola di casa. Ma finalmente è riuscita a denunciare ai Carabinieri tutte le aggressioni e i gravi comportamenti tenuti dal 60enne, spesso subiti in silenzio. Per il momento la svolta nelle indagini da parte dei Carabinieri ha restituito un minimo di serenità alla vittima di questo odioso reato introdotto di recente nel Codice Penale. In caso di sentenza di condanna emessa a carico del responsabile la pena prevista va da sei mesi a quattro anni di reclusione. Un problema scottante ed attuale quale è lo “Stalking”, a cui i Carabinieri stanno dedicando una particolare attenzione, proprio perché in molti casi la molestia assillante e vessatoria, produce stati di angoscia nelle vittime che la subiscono, purtroppo, nella maggior parte dei casi, risultano essere giovani donne.
Piedimonte Matese - Truffa ai Por, sette tecnici sotto processo
piedimonte matese. Truffa ai Por, riparte il processo a carico di sette tecnici. Fra pochi giorni si torna in aula dopo il rinvio, avvenuto alcuni mesi fa, a causa dell’ assenza del giudice titolare.
L’accusa
Una maxi truffa per diverse centinaia di migliaia di euro ai danni della Regione Campania. Avrebbero, in sintesi, prodotto falsi progetti per intascare i finanziamenti che la comunità europea eroga attraverso la regione Campania.
Gli imputati
Sotto accusa sono finiti sette, tutti dell’Alto Casertano: Diego Navarra, Loreto Pascale e Luciano Ricigliano di San Potito Sannitico, Gianluigi Di Bartolomeo di Gioia Sannitica, Giancarlo Franco Macaro ed Elio D’Allestro di Piedimonte Matese, e Giuseppe Sansone di Alife. Saranno loro a doversi presentare davanti ai giudici fra qualche giorni.
27 persone prosciolte
Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha invece prosciolto per non aver commesso il fatto altre 27 persone titolari di bar, agriturismi e ristoranti della zona dell’Alto Casertano che, per il tramite di questi sette tecnici che avevano curato le pratiche, avevano chiesto e ottenuto un finanziamento Por Campania per la ristrutturazione dei rispettivi locali. Il gup ha quindi creduto alla loro buona fede nel caso di specie rinviando a giudizio invece i sette tecnici che, secondo l’accusa, avrebbero, attraverso delle documentazioni presentate ritenute false (del tipo preventivi), raggirato la Regione Campania per far ottenere ai beneficiari il finanziamento Por.
Gli acceretamenti
I fatti furono accertati dalle forze dell’ordine nel periodo a cavallo tra il 2006 e il 2007. Un processo quindi che si restringe coinvolgendo solo i tecnici che avrebbero presentato documentazioni false truffando in tal modo la Regione Campania. Il processo di merito per truffa è stato fissato dal gup dinanzi al giudice penale della sezione distaccata di Piedimonte Matese, competente per materia e per territorio a decidere del caso in esame. Difensori degli imputati, tra gli altri, gli avvocati: Claudio Sgambato, Ercole Di Baia, Russo, Ferritto, Dario Mancino, Luigi Cimmino e Antonio Santillo.
L’accusa
Una maxi truffa per diverse centinaia di migliaia di euro ai danni della Regione Campania. Avrebbero, in sintesi, prodotto falsi progetti per intascare i finanziamenti che la comunità europea eroga attraverso la regione Campania.
Gli imputati
Sotto accusa sono finiti sette, tutti dell’Alto Casertano: Diego Navarra, Loreto Pascale e Luciano Ricigliano di San Potito Sannitico, Gianluigi Di Bartolomeo di Gioia Sannitica, Giancarlo Franco Macaro ed Elio D’Allestro di Piedimonte Matese, e Giuseppe Sansone di Alife. Saranno loro a doversi presentare davanti ai giudici fra qualche giorni.
27 persone prosciolte
Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha invece prosciolto per non aver commesso il fatto altre 27 persone titolari di bar, agriturismi e ristoranti della zona dell’Alto Casertano che, per il tramite di questi sette tecnici che avevano curato le pratiche, avevano chiesto e ottenuto un finanziamento Por Campania per la ristrutturazione dei rispettivi locali. Il gup ha quindi creduto alla loro buona fede nel caso di specie rinviando a giudizio invece i sette tecnici che, secondo l’accusa, avrebbero, attraverso delle documentazioni presentate ritenute false (del tipo preventivi), raggirato la Regione Campania per far ottenere ai beneficiari il finanziamento Por.
Gli acceretamenti
I fatti furono accertati dalle forze dell’ordine nel periodo a cavallo tra il 2006 e il 2007. Un processo quindi che si restringe coinvolgendo solo i tecnici che avrebbero presentato documentazioni false truffando in tal modo la Regione Campania. Il processo di merito per truffa è stato fissato dal gup dinanzi al giudice penale della sezione distaccata di Piedimonte Matese, competente per materia e per territorio a decidere del caso in esame. Difensori degli imputati, tra gli altri, gli avvocati: Claudio Sgambato, Ercole Di Baia, Russo, Ferritto, Dario Mancino, Luigi Cimmino e Antonio Santillo.
Sparanise - Schiacciato dal trattore, indagato il padre

sparanise. Il paese piange la morte di Francesco Rossi, strapato ai suoi cari ad appena quindi anni. I carabinieri indagano per chiarire l’esatta dinamica dei fatti che hanno portato, l’altro giorno, alla morte del ragazzo. Bisognerà stabilire chi effettivamente era alla guida del trattore. Proprio su questo aspetto sarebbe stato ascoltato ieri il padre del ragazzo.
Intanto oggi potrebbe sovolgersi l’esame autoptico sul corpo del giovane, successivamente i funerali. Sognava di diventare campione di Kick boxing, muore schiacciato dal trattore di suo padre. Francesco Rossi aveva appena quindici anni. Era nei campi di famiglia per dare una mano all’azienda del padre. Una morte avvolta ancora dal mistero perché, infatti, resta ancora da chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Il padre, in evidente stato confusionale, avrebbe raccontato ai carabinieri di non aver visto il figlio, fermo sul ciglio di un canale e dopo averlo investito avrebbe perso il controllo del trattore che si sarebbe ribaltato schiacciando Francesco. Saranno i militari dell’arma della locale stazione a condurre le indagini che dovranno spiegare le ragioni della tragedia.
Fra le varie ipotesi, gli investigatori, non trascurano che alla guida del mezzo ci fosse la stessa vittima. Il dramma si è consumato in una zona periferica – utilizzata per le colture di ortaggi e tabacco - dove Luigi, il padre, stava lavorando in sella al trattore; il figlio sarebbe arrivato e si sarebbe fermato proprio al confine fra due campi, nello stesso punto in cui insite un grosso canale per il deflusso delle acque piovane. Il 49enne impegnato in una retromarcia non si sarebbe accorto del ragazzo travolgendolo; probabilmente in preda al panico non sarebbe riuscito a fermare il mezzo che si sarebbe poi ribaltato finendo sul quindicenne. Sul luogo dell’incidente, insieme all’ambulanza del 118 e ai vigili del fuoco, sono arrivati i carabinieri, gli amministratori comunali ed tanti parenti della vittima. I pompieri hanno dovuto lavorare qualche ora prima di liberare il corpo dal mezzo agricolo. Francesco, affermano in paese, era un bravo ragazzo, una mosca bianca fra tanti suoi coetanei, uno che aiutava sempre la famiglia. Non sembrava un ragazzo dei nostri tempi, non amava le tecnologie e facebook, il suo tempo preferiva passarlo studiando o lavorando. Era uno studente modello e frequentava l’istituto professionale Marconi di Vairano Scalo dove aveva appena superato con brillanti voti il primo anno.
Sant'Angelo D'Alife - Obama scrittura il batterista Feola per i concerti della pace in Iraq

SANT’ANGELO D’ALIFE – Il batterista santangiolese Gianpaolo Feola – con la band di Carvin Jones - parteciperà al concerto internazionale per la pace. Un evento voluto dal governo degli Stati Uniti d’America che si svolgerà a Baghdad (in Iraq) il prossimo venti luglio 2011. L’appuntamento giungerà al culmine di un tour che porterà il musicista di Terra di Lavoro ad esibirsi in tutte le basi militari americane del Kuwait e dell’Iraq al fianco del famosissimo chitarrista statunitense Carvin Jones e del bassista Mike Califano. Moltissime altre star del panorama mondiale del rock-blues prenderanno parte al live show, destinato a rivivere indelebile nella storia del mondo delle sette note. A Feola, così come ai pochi privilegiati che saliranno sul palco in nome della libertà, il Governo a stelle e strisce, targato Barack Obama, metterà a disposizione un volo di Stato per raggiungere la terra mediorientale. L’artista di Sant’Angelo d’Alife, sempre insieme a Carvin Jones, il “secondo Jimi Hendrix al mondo”, qualche anno fa, era stato protagonista di una tournèe mondiale che lo aveva portato a calcare i più ambiti palcoscenici del pianeta. Dopo un breve periodo di meritato riposo, una nuova lunga serie di concerti nelle città più suggestive del vecchio continente con tappe in Germania, Repubblica Ceca e Italia. Feola ha condiviso il palco con il gotha del blues mondiale, esibendosi con chitarristi del calibro di Johnny Winter, Walter Trout, Jimmie Vaughan, fratello del mitico Stevie Ray Vaughan, e con lo storico gruppo dei Ten Years After. Il suo talento ha praticamente brillato in ogni angolo del mondo. Spettacoli indimenticabili tra Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Austria, Francia, Danimarca, Inghilterra, Belgio, Norvegia, Olanda e Stati Uniti (Texas, Arizona, Mexico, New Mexico). Feola e Califano (i “Cheap Tequila”) sono la sezione ritmica di varie band. Negli ultimi periodi il due si sono esibiti in varie località europee con altri interpreti e compositori del genere, fra i quali Angelo Feola (fratello di Gianpaolo), chitarrista ormai affermato in Campania e non solo, e Carmine Migliore. Con quest’ultimo hanno appena concluso un tour a cui ha fatto seguito l’uscita di un cd dal titolo “The blues stays in me”, presentato lo scorso mese di febbraio in Spagna. Suonano anche con altre band tra le quali “Tyron D’Arienzo” – tributo a Jimi Hendrix - e gli ottimi DownTown Gang. “Ho sempre sognato questa vita - afferma Feola -, dopo anni di sacrifici, ora ho l’ onore di suonare nei grandi festival internazionali. Condividere il palco con artisti di fama mondiale mi dà grande gioia e fierezza”. Feola ha riferito che Jones ama Sant’ Angelo d’ Alife , soprattutto il bel clima che caratterizza la piccola comunità sui colli del Matese. Carvin Jones ha attribuito a Feola un nomignolo. Il soprannome scelto dall’ artista americano è “the train”, il treno perché quando suona riesce a non fermarsi mai. Giancarlo Izzo
venerdì 1 luglio 2011
Sparanise - Sognava di fare l'atleta, muore a 15 anni schiacciato dal trattore del padre. Dramma in paese

SPARANISE – Sognava di diventare campione di Kick boxing, muore schiacciato dal trattore di suo padre. Francesco Rossi aveva appena quindici anni. Era nei campi di famiglia per dare una mano all’azienda del padre. Una morte avvolta ancora dal mistero perché, infatti, resta ancora da chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Il padre, in evidente stato confusionale, avrebbe raccontato ai carabinieri di non aver visto il figlio, fermo sul ciglio di un canale e dopo averlo investito avrebbe perso il controllo del trattore che si sarebbe ribaltato schiacciando Francesco. Saranno i militari dell’arma della locale stazione a condurre le indagini che dovranno spiegare le ragioni della tragedia. Una tragedia che scuote nuovamente Sparanise dopo quella avvenuta qualche mese fa quando un 16enne finì con la moto contro un palo. Fra le varie ipotesi, gli investigatori, non trascurano che alla guida del mezzo ci fosse la stessa vittima. Il dramma si è consumato in una zona periferica – utilizzata per le colture di ortaggi e tabacco - dove Luigi, il padre, stava lavorando in sella al trattore; il figlio sarebbe arrivato e si sarebbe fermato proprio al confine fra due campi, nello stesso punto in cui insite un grosso canale per il deflusso delle acque piovane. Il 49enne impegnato in una retromarcia non si sarebbe accorto del ragazzo travolgendolo; probabilmente in preda al panico non sarebbe riuscito a fermare il mezzo che si sarebbe poi ribaltato finendo sul quindicenne. Sul luogo dell’incidente, insieme all’ambulanza del 118 e ai vigili del fuoco, sono arrivati i carabinieri, gli amministratori comunali ed tanti parenti della vittima. I pompieri hanno dovuto lavorare qualche ora prima di liberare il corpo dal mezzo agricolo. Francesco, affermano in paese, era un bravo ragazzo, una mosca bianca fra tanti suoi coetanei, uno che aiutava sempre la famiglia. Non sembrava un ragazzo dei nostri tempi, non amava le tecnologie e facebook, il suo tempo preferiva passarlo studiando o lavorando. Era uno studente modello e frequentava l’istituto professionale Marconi di Vairano Scalo dove aveva appena superato con brillanti voti il primo anno. Dotato di un fisico possente e muscoloso, aveva anche la passione per la Kick boxing, che aveva coltivato seguendo i corsi tenuti dal maestro Antonio Scialdone. Questa mattina, presso l’istituto di medicina legale di Caserta potrebbe svolgersi l’esame autoptico sul corpo del 15enne, nel pomeriggio la città accompagnerà il ragazzo nel suo ultimo viaggio. L’agricoltura, purtroppo, è ancora il settore che colpisce più duramente la vita dei lavoratori. Gli errori e le morti potrebbero essere evitati, eppure il bollettino nero in agricoltura continua con il 35% circa di tutte le morti sul lavoro rilevate nel Paese.Un risultato che non tiene conto solo delle vittime assicurate Inail, bensì di tutti gli infortuni mortali sul lavoro verificatisi nel Paese. Nella speciale classifica della "terra killer", è la Lombardia la prima in graduatoria seguita da Veneto e Trentino Alto Adige, Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna. Oltre il 52% degli incidenti mortali accade per colpa del trattore. Giancarlo Izzo
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