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giovedì 7 luglio 2011

Caiazzo - Passa il bilancio, scontro in aula


caiazzo. Il bilancio di previsione 2011 passa in Consiglio, ma in aula è scontro. L’opposizione, nella persona di Ciro Ferrucci, Amedeo Insero e Antimo Cerreto, lancia una durissima accusa alla classe dirigente caiatina. “L’amministrazione Giaquinto – tuona Città Viva - non ha mai preteso di programmare un qualche obiettivo finanziario. Ha anzi navigato a vista tra violazioni del patto di stabilità e salvataggi in calcio d’angolo. Il sindaco aveva promesso di ridurre le aliquote della Tarsu. I cittadini si stanno accorgendo che non solo questa dichiarazione è stata una bugia, ma, addirittura, le richieste di pagamenti sono diventate più incalzanti al punto di vanificare quel tiepido sollievo che è la rateizzazione delle bollette. La tassa del i RFU è passata dai 391mila euro del rendiconto 2009 a 446milaeuro della previsione 2010 per spegnersi in un misero 277mila euro di rendiconto 2010? Si sono persi circa 170 mila euro. Dove sono andati a finire? La previsione 2011 riporta l’incasso a 326mila euro. Da dove usciranno questi soldi? Saranno ruoli recuperati, lotta all’evasione? Qualche altra strana alchimia? O forse ci si vuole affidare al Gratta e vinci? In un anno il monumentale Palazzo Mazziotti stabilisce il record di incassi: quasi 250 euro distribuiti in 12 mesi, oltre 20 euro al mese, addirittura 5 euro alla settimana. E questa amministrazione come interviene: vi sareste aspettati un fervore di iniziative e di suggerimenti per mettere a reddito il palazzo. La giunta Giaquinto va ben oltre e se l’anno scorso aveva previsto di incassare 900 euro; stavolta, si accontenta di prevedere un incasso più realistico: 500 euro. Ma perché non ripensare l'uso per la città di palazzo Mazziotti? Magari utilizzarne una parte per la caserma dei Carabinieri. Il Bilancio del Comune di Caiazzo sta in piedi, e lo dice l'organo di vigilanza, perchè ci sono ancora molti automobilisti indisciplinati che ci assicurano diecimila euro di multe al mese. Finora hanno continuato a violare il codice della strada e i soldi sono arrivati. Ma il sindaco e la giunta devono continuare a sperare che ci siano ancora automobilisti distratti e indisciplinati.
Francesco Mantovani

Piedimonte Matese - Ospedale, reparto di dialisi con carenza di servizi. Disagi per gli utenti


piedimonte matese. Sanità ancora una volta nell’occhio del ciclone. Nel reparto di dialisi gravi i disagi per gli utenti, costretti a convivere con servizi igienici poco efficienti e spesso conla biancheria utilizzata il giorno precedente.
Tutto dipenderebbe dal pensionamento di un ausiliare; una figura che l’Asl non avrebbe ancora sostituita, nonostante i ripetuti solleciti del medico che dirige il piccolo reparto.
Alcuni pazienti, esasperati dai continui disagi hanno inviato una letterea di protesta all’Asl per sollecitare un intervento che ripristini l’efficienza del servizio.
Per i residenti dei 35 comuni compresi nell’area Matese – Alto Casertano ammalarsi è un lusso, troppo grande. Dopo la chiusura dell’ospedale di Teano resta attiva solo la struttura di Piedimonte Matese. Un ospedale che dovrebbe garantire servizi e assistenza ad una vasta zona e che invece vive frequenti criticità dalle quali scaturiscono pesanti disservizi per l’utenza. Da alcuni giorni l’unità di Urologia ha sospeso i ricoveri per mancanza di personale medico. Dopo un incontro con i sindacati il commissario aveva provveduto a trasferire da altra sede un urologo che, però, non si è mai presentato in servizio. Attualmente i turni vengono ancora effettuati dal personale rimasto fino a quando gli ultimi degenti verranno dimessi. Grave disagio per il territorio per un reparto importante e previsto dal nuovo piano sanitario regionale. La problematica che ha spinto alla chiusura del reparto di urologia è solo l’ultimo tassello di un quadro desolante che di fatto rende i servizi sanitari nell’Alto Casertano e nel Matese una chimera. I residenti, per curarsi, sono costretti a continui pellegrinaggi verso le strutture del Molise, del Lazio oppure verso il capoluogo di Terra di Lavoro.
Non è bastata una sentenza del tar, confermata poi dal Consiglio di Stato, che imponeva all’Asl di incrementare i presidi e il personale sull’intero territorio. “Siamo molto preoccupati per il nostro ospedale, unico punto di riferimento sanitario in un territorio vastissimo. Siamo amareggiati - precisa Vincenzo Cappello, sindaco di Piedimonte Matese - perché da diversi mesi non si riescono a risolvere problematiche banali. Sono lontani i tempi - siamo negli ottanta, sottolinea Cappello - quando la nostra struttura sanitaria si permetteva il lusso di chiudere con bilanci attivi.

mercoledì 6 luglio 2011

Vairano Patenora - Discarica abusiva, condannato il sindaco Robbio


vairano patenora. Gestione di discarica abusiva e inosservanza delle norme che regolano lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Condannato il sindaco Giovanni Robbio e consigliere provinciale nelle file dell’udc, condannato a 6 mesi di carcere con pena sospesa.
Queste le accuse che hanno dato vita la processo a carico di Giovanni Robbio, sindaco di Vairano Patenora e consigliere provinciale nelle fila dell’Udc. I difensori del primo cittadino, Vincezo Cortellessa e Renato Jappelli - annunciano ricorso in Appello contro sentenza che ritengono ingiusta perchè le ordinanza del sindaco sarebbero legittime perchè adottate per garantire la sicurezza dei cittadini.
Robbio, durante il processo ha raccontato le motivazioni che portarono all’emissione - nel 2007 - di alcune ordinanze che permisero lo smaltimento dei rifiuti in una vecchia cava del paese. Uno stoccaggio provvisorio che però, secondo l’accusa, non fu eseguito nel rispetto della normativa. I fatti avvennero nel 2007, in piena emergenza rifiuti, tutti i rifiuti della città vennero ammassati in una vecchia cava che doveva fungere come sito momentaneo di stoccaggio ma che, di fatto, divenne una discarica a cielo aperto.
I pochi cassoni che doveva ospitare momentaneamente i rifiuti, erano mezzi vuoti e i materiali giacevano sulla nuda terra. Così, la raccolta differenziata che i cittadini facevano con tanta abnegazione era praticamente vanificata. Quintali di immondizia ammassati ovunque, con l’aggravante che i sacchi dell’umido, del riciclabile e dell’indifferenziato diventano un unico corpo. Gli enormi mucchi di rifiuti stazionavano dappertutto nello squarcio della cava e il percolato scorreva in piccoli rivoli verso la strada sottostante. Il sito fu prima sequestrato dai carabinieri del Noe e poi dissequestrato per permettere la rimozione dei materiali.

Riardo - Dissequestrato il cantiere abusivo all'interno dell'Oasi Ferrarelle


riardo. La Procura della Repubblica concede il dissequestro del cantiere abusivo all’interno dell’oasi Ferrarelle. Un enorme scavo all’interno del bosco dei 5mila alberi - eseguito in totale difformità rispetto al progetto presentato in comune e senza alcuna norma di sicurezza - nel quale l’azienda intendeva far passare una condotta fogniaria.

Solo per il ripristino dei luoghi
Un dissequestro finalizzato unicamente al totale ripristino dei luoghi e alla rimozione dei materiali già collocati all’interno dello scavo. Così come ordinato a suo tempo anche dal comune di Riardo, un’ordinanza emessa subito dopo il sequestro operato dai carabinieri.

Vigileranno i militari dell’arma
Saranno i carabinieri della stazione di Pietramelara, competenti per territorio, a controllare l’esatta esecuzione del ripristino dei luoghi e la rimozione dei materiali già collocati all’interno dello scavo.

I denunciati
I carabinieri della stazione di Pietramelara hanno denunciato Carlo Pontecorvo in qualità di titolare del fondo; Michele Pontecorvo, in qualità di conduttore del sito; l’architetto Gabriella Frulio, direttrice dei lavori; l’ingegnere Sabina Piras, responsabile delal sicurezza; Marco Cascella, titolare della Lande srl ditta esecutrice dei lavori. Secondo gli inquirenti, le cinque persone coinvolte nei fatti, si sarebbero rese responsabili - a vario titolo - di violazioni delle norme che regolano la sicurezza sui cantieri e suoi luoghi di lavoro. Inoltre hanno contestato l’accusa di violazione dell’articolo 142 del codice penale per violazione di norme ambientali avendo eseguiti lavori in un bosco senza l’autorizzazione della Soprintendenza. Le forze dell’ordine accusano i cinque denunciati di aver violato l’articolo 734 del codice penale, per distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

Caianello - Omicidio colposo, chiesto il rinvio a giudizio per D'Agostino




caianello. E’ stata effettuata richiesta di rinvio a giudizio dal P.M. dott. Silvio Marco Guarriello nei confronti dell’sig. Giuseppe D’Agostino, imputato di omicidio colposo per avere con la sua condotta imprudente alla guida di una autovettura Ferrari causato, il 5 gennaio scorso, la morte di Silvana Guerrazza, 50 anni, e della figlia, Anna Lanna, 18 anni, che viaggiavano regolarmente su un veicolo Skoda Felicia. L’udienza preliminare è fissata il 1 Dicembre 2011 dinanzi al GUP del Tribunale di S.Maria C.V.
E’ stata completamente accolta la tesi dell’Avv. Carlo Marino difensore del marito e delle altri parti offese che ha dimostrato la piena, esclusiva e indiscutibile responsabilità del D’Agostino nel provocare il sinistro mortale. Quest’ultimo con il suo comportamento imprudente alla guida del veicolo Ferrari (assolutamente efficiente e senza alcuna anomalia) invadeva ad alta velocità l’opposta corsia sulla quale sopraggiungeva il veicolo Skoda. In tale anomala posizione ed in piena accelerazione, il veicolo Ferrari guidato dal sig. D’Agostino si scontrava in modo frontale con l’autovettura Skoda, cagionando le tragiche conseguenze risultati da un si fatto violento impatto. E’ emerso dalla richiesta di rinvio a giudizio del P.M. e dalla tesi dell’Avv. Carlo Marino che nessuna responsabilità dell’accaduto può attribuirsi al comportamento di guida del veicolo Skoda, che viaggiava in modo assolutamente conforme alla norma del C.d.s. e della segnaletica imposta sul tratto di strada teatro del sinistro e invece, sono emerse in modo chiaro le responsabilità del D’Agostino che viaggiava ad una velocità elevata e non conforme alla norma. E’ giunta in breve tempo a una svolta l’inchiesta che ha fatto luce sulle responsabilità dell’incidente del 5 gennaio scorso in cui persero la vita Silvana Guerrazza, di 50 anni, e la figlia Anna Laura, di 18 anni, morte nello scontro frontale tra l’auto sul quale viaggiavano, una Skoda Felicia e la Ferrari guidata dal D’Agostino Giuseppe. L’incidente avvenuto sulla Statale Appia, in prossimità del bivio per Vitulazio, e la tragedia ha generato un grande dolore in tutta la comunità.
alberto gatto

Piedimonte Matese - Parte il completamento per Sir dell'Asl

piedimonte matese. Struttura sanitaria per disagiati mentali, scattano i lavori di adeguamento e completamento dell’immobile. Dopo anni di attesa, forse, i diagi potrebbe presto cessare. L’Asl tenta quindi di attiva una struttura sanitaria completata ma mai consegnata. Da anni l’Asl non riesce ad ottenere la fornitura di energia elettrica. La denuncia arriva da Ermanno Preziosi, presidente dell’associazione disagiati psichici. Un edificio totalmente nuovo che doveva ospitare i pazienti della Sir (Struttura Intermedia Residenziale). Ora i venti utenti sono alloggiati in due strutture private. “Da diversi anni, più volte – ha precisato il sindaco Vincenzo Cappello – abbiamo sollecitato l’apertura ai vertici dell’Asl. Abbiamo avuto solo rassicurazioni alle quali non sono mai seguiti fatti concreti. Abbiamo richiesto un nuovo incontro con il commissario Romano per tentare di risolvere la vicenda”. “Appare inspiegabile, precisa il presidente Preziosi, il mancato utilizzo di una nuova struttura, presso l’ospedale civile che doveva assorbire le necessità dei 17 Comuni della Comunità Montana e quelli afferenti. Oggi, conclude Preziosi, ci chiediamo chi ha collaudato la struttura? Chi ha autorizzato i pagamenti alle ditte appaltatrici? Chi è responsabile dei lavori non eseguiti correttamente?”. Servizi sanitaria negati. Le proteste dei cittadini dell’Alto Casertano, trovano conferma anche in una recente sentenza del Tar che definisce l’area come 'zona disagiata' e impone quindi una presenza maggiore di medici sul territorio. La sentenza è in netto contrasto con il nuovo piano sanitario regionale, proposto dal commissario Zuccatelli che, invece, prevede pesanti tagli al sistema sanitario nell’Alto Casertano. Ora arrivano i lavori che potrebbero porre fine a tutta la problematica, agli sprechi e ai disagi per gli utenti. Il sindaco Vincenzo Cappello e il presidente Preziosi si mostrano fiduciosi.

Piedimonte Matese - L'ex responsabile dei lavori pubblici coinvolto nello scandalo dei falsi certificati al comun di Capua

piedimonte matese - Anche un professionista di Piedimonte Matese coinvolto nello scandalo dei falsi certificati per sicurezza sul lavoro.
Francesco Greco, 40enne, originario e residente nel centro Matesino,
è stato colito, ieri mattina, da un decreto che gli vieta di dimorare nell’intera provincia di Caserta.

Ex dirigente del comune
Greco, prima di passare al comune sulle psonde del Volturno, è stato dirigente dei lavori pubblici dell’ente municipale piedimontese. Per circa dieci anni ha svolto mansioni di responsabile dei lavori pubblici quando il comune era amministrato dall’ex sindaco Carlo Sarro, continuando nel ruolo anche sotto la gestione commissariale.

L’accusa
Secondo la Procura un ispettore della Asl di Santa Maria Capua Vetere i cinque indagati sono accusati di falso ideologico e corruzione aggravata in concorso. In base all'attività investigativa condotta dai carabinieri sarebbe emerso che a seguito di un incidente sul lavoro di una dipendente comunale gli indagati a vario titolo si sarebbero prodigati per produrre falsi certificati relativi alla sicurezza sui luoghi di lavoro attestando corsi di formazione in quello specifico settore mai eseguiti. Uno dei professionisti coinvolti inoltre è stato fittiziamente nominato responsabile della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro retrodatando l'assunzione ad un periodo precedente all'infortunio in questione.
Le investigazioni che hanno portato all’emissione dell’ordinanza cautelare hanno avuto origine da un’altra più ampia indagine, svolta anche questa dalla Stazione Carabinieri di Grazzanise, che nel 2010 aveva accertato l’esistenza di una consorteria criminale costituita appunto da ispettori del lavoro in servizio presso il dip.di prevenzione ASL CE/2 e da tecnici professionisti.
Alcuni ispettori del lavoro nel corso di controlli sui cantieri edili erano soliti preannunziare ai titolari dei cantieri stessi sottoposti ad accertamenti pesanti sanzioni pecuniarie , sequestri giudiziari dei cantieri e delle aziende, con conseguente blocco dell’attività lavorativa, ove essi si fossero rifiutati di ottemperare alle richieste degli indagati. gdm

Pignataro Maggiore - Riesame di Magliocca, ecco la difesa

pignataro maggiore. Oggi si svolgerà il riesame in favore dell’ex sindaco Giorgio Magliocca. La difesa, rappresentata dall’avvocato Filippo Trofino, tenterà di far crollare l’impianto accusatorio puntando su alcuni punti - ritenuti - deboli dell’intera vicenda. Ecco, in sintensi, alcuni passaggi della lunga memoria difensiva che sarà presentata ai giiudici del riesame. “Com’è possibile che l’insegnante Raimondo Cuccaro in data 31/7/2007 alla squadra mobile di Caserta riferisce di circostanze che nemmeno i testimoni diretti della cena EBLA dicono di aver parlato.
In pratica Cuccaro Raimondo riferisce che sia Eliseo Cuccaro che Francesco Parisi nella piazza di Pignataro Maggiore gli hanno raccontato più volte degli argomenti della cena e cioè degli appalti da affidare al clan e su come comportarsi con la gestione dei beni confiscati. Questo purtroppo per Cuccaro Raimondo (e la magistratura si è già accorta e sta indagando) va in estremo conflitto con le dichiarazioni dei due testimoni diretti alla cena i quali riferiscono .
Eliseo Cuccaro “la discussione scivolò sul discorso delle elezioni amministrative e che nessuna questione fu approfondita in quella sede. Poi aggiunge di non poter riferire in ordine ad eventuali altri argomenti affrontasi dai commensali durante le sue assenze dal tavolo perché ripetutamente si alzava con varie scuse perché un po’ imbarazzato dalla presenza del Lubrano”
Francesco Parisi “…si è parlato solo di elezioni amministrative”
La magistratura si è già accorta di questo perché il tribunale del Riesame nelle motivazioni del rigetto del riesame riferisce di non avere la certezza della cena per via delle contraddizioni del Cuccaro rispetto alle deposizioni degli unici testimoni diretti del presunto incontro.
Com’è possibile esponenti del clan del calibro di Rosa Nuvoletta o Francesco Parisi vanno a raccontare circostanze simili ad un personaggio come Raimondo Cuccaro che pubblicamente e fariseicamente è schierato contro loro stessi. Un Sindaco al servizio del clan se è funzionale agli obiettivi dello stesso certamente non va smascherato anzi è un bene da tutelare. Invece in questa strana vicenda viene messo al proscenio da esponenti mai pentiti quali Parisi Francesco , Rosa Nuvoletta ed altri. Com’è possibile che il collaboratore di Giustizia Pettrone Giuseppe nell’interrogatorio del 10/9/2010 riferisce che “Pietro Ligato sponsorizzò la candidatura del sindaco Giorgio Magliocca e fece personalmente campagna elettorale per Magliocca dispensando in prima persona il materiale elettorale” e poi scoprire che il boss Pietro Ligato era in galera e lo è stato dal 6 Ottobre 2004 fino a dopo le elezioni.
Com’è possibile che vengono addebitati al Magliocca i mancati controlli sui beni confiscati e poi scoprire che dallo stesso Magliocca sono stati commissionati ai VV.UU decine e decine di controlli sugli stessi senza che questi riportassero alcuna nota di rilievo o negativa.
Com’è possibile che in uno di questi controlli datato 7 Giugno 2007, i vigili Urbani scoprono che il terreno confiscato di Via Del Conte era condotto da tal Maisto Giuseppe e che questa conduzione viene addebitata a Magliocca e inquadrata nell’accordo del patto della cena? …per poi scoprire il contratto di fitto di quel terreno esisteva già dal 10/8/2002 e cioè tredici mesi prima del 26 Agosto 2003 e cioè quando il Comune acquisì quei beni ?
Com’è possibile che viene addebitata al Magliocca la distruzione della villa bunker di via del Conte quando in realtà dalle deposizioni raccolte dalle forze dell’ordine giunte sul posto risulta che Magliocca raggiunto presso la casa comunale autorizza la solo l’asportazione degli infissi, per poi scoprire, a scempio avvenuto, che la villa è state interamente distrutta. Pavimentazione, bagni e opere murarie e Magliocca non era nemmeno presente alle operazioni di ritiro. I centimetri di cui si parlava tempo fa si stanno sommando. Queste sono solo alcune gravi contraddizioni che saltano fuori che a breve porteranno a galla una nuova verità che metteranno in serie difficoltà alcuni personaggi della Pignataro di oggi”.

martedì 5 luglio 2011

Teano - Il vecchio ospedale diventa "magazzino" dell'Asl


teano. L’ospedale di Teano - anzi l’ex ospedale di Teano - trasformato in un deposito di “robavacchia”.
Infatti molte delle stanze della struttura, un tempo fiore all’occhiello dell’intero territorio, è stata ammassata una enorme quantità di matariali che in precedenza era stivati all’interno del distretto sanitario. Materiali in gran parte obsoleti e quindi inutilizzabili.
E’ questa una delle tante ombre che pesano sul futuro della strututra sidicina sempre più incapace di garantire servizi

La visita di Menduni
Ieir mattina il commissario straordinario dell’Asl - Paolo Menduni - ha fatto visita alla strututra sanitaria sidicina constatando l’effettiva messa a norma di tutti i locali. Così come ha constatato che è stata chiusa una delle strutture più moderne ed efficienti dell’intera provincia di Caserta.
La promessa è sempre la stessa: entro pochi giorni l’ospedale di comunità aprirà e gestirà venti posti letto.

Conca sarà il dirigente
Il validissimo chirurgo Roberto Conca sarà, con molta probabilità, il dirigente della nuova struttura.
Anche questo sembra essere una piccola anomalia se si considera il fatto che di norma gli ospedali di comunità dovrebbero essere diretti daun geriatra.

Chiusura solo per gli utenti
Da circa un anno l’ex ospedale è stato chiuso e i servizi dismessi, anche quelli che non andavano dismessi.
Una chiusura che, tuttavia, sembra aver interessato solo i pazienti e gli utenti.
L’ospedale sembra essere rimasto aperto per i “soliti” giochi politici e di potere.

Picierno si lamenta
Nei giorni scorsi, riferiscono alcune voci raccolte negli ambienti politici teanesi, il sindaco Raffaele Picierno, si sarebbe recato presso la sede dell’Asl per manifestare a Menduni tutto il suo disappunto.
Un disappunto che sarebbe maturato per la mancata comunicazione, da parte dell’Asl, sui tempi di apertura dell’ospedale di comunità.
E già, il primo cittadino, probabilmente, si sarà risentinto per non essere stato avvisato dovendo così rischiare di non presenziare ad un avvenimento “biblico”.
I cittadini di Teano si domandano se Picierno, nell’occasione, avrà trovato il tempo e i modi per lamentarsi con Menduni della situazione in cui versa la sanità nell’intera zona che subisce sempre più tagli di servizi.

Fontegreca - Festa della Montagna fra "Patrizi e Plebei"


fontegreca. Non si placano le polemiche dopo la festa della montagna organizzata dal comune guidato da Antonio Montoro, all’interno della cipresseta. I malumori nascono dal diverso grado di importanza e dai “servizi ricevuti” dai politici locali matesini rispetto a tutti gli altri. Gli organizzatori, infatti, hanno pensato bene di riservare per loro stessi un tavolo al quale diversi camerieri si alternavano al servizio per non far mancare mai le pietanze - stabilite attraverso un preciso menù - a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di sedere da quella parte. Posate in acciaio, bicchieri in cristallo, vettovagliamento in tessuto finissimo e ogni altra attenzione per i potenti di turno che hanno mangiato in abbondanza. Dall’altra parte, invece, il popolo (in veste di plebei) che doveva servirsi da solo ad un buffet con l’immancabile fila e i relativi disagi.
Insomma i politici convenuti e gli organizzatori non hanno fatto una bella figura innanzi a coloro che erano interventui pensando ad una festa del popolo. Assenti anche gli artigiani e gli imrpenditori locali. Quindi una scampagnata nella cipresseta a spese della collettività. Altro che festa della montagna.