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sabato 23 luglio 2011

Alife - Rinuncia alle indennità di carica, per ora nessun fatto concreto

alife. A quando la formalizzazione in delibera della rinuncia alle indennità di carica del sindaco e degli assessori comunali? L’interrogativo  non è provocatorio ma è posto perché  la  giunta   ancora  non ha provveduto a mettere in un atto quell’impegno solenne assunto dal sindaco e dalla maggioranza in vari incontri pubblici e che, stando ai commenti circolanti in quelle settimane,  è stato molto apprezzato dai cittadini per le motivazioni e le finalità poste dal primo cittadino ,Giuseppe Avecone impegnato in una intensa e notevole attività amministrativa a fronte di una situazione ereditata ricca di criticità ai vari livelli .Quelle parole sono bastate davanti al corpo elettorale ma  non sono sufficienti nel campo della sfera istituzionale  che ha i suoi momenti formali : le volontà e gli obiettivi vanno tradotti in atti formali  e precisi che sono gli atti amministrativi  quali  gli atti deliberativi .
Fino ad oggi la delibera di rinuncia e di accantonamento delle somme risparmiate dai componenti della  giunta non è stata adottata altrimenti sarebbe stata pubblicata sul sito web istituzionale del comune come è successo per gli atti  di giunta finora aassunti. La questione  ha un risvolto prativo notevole: quelle somme accantonate  devono essere utilizzate per scopi sociali e di interesse pubblico, in base alle esigenze valutate di volta  in volta dall’esecutivo Avecone, e questo deve essere specificato nella delibera quando avrà i crismi della ufficialità.
Quello della rinuncia alle indennità di funzione assessorile  è stato uno degli argomenti- chiave della campagna elettorale che ha portato alla netta vittoria della compagine civica di “Per Alife” trainata dal sindaco. Lo fu  nel corso del bel confronto pulblico organizzato nell’auditorium  dell’Ipia a cura dell’associazione “Morelli” fino al comizio finale in cui ci furono applausi di entusiasmo quando il sindaco Avecone ha riconfermato la  volontà di fare a meno delle indennità al pari della giunta anche per le  notevoli criticità di bilancio e della necessità di risanare le casse comunali .                  mi.ma.

Piedimone Matese - Comunità montana, i dubbi del presidente Pepe

piedimonte matese. “Io sono molto scettico su quella proposta approvata che dovrebbe svincolare alcune somme  a favore delle comunità montane della regione. E’una perplessità che è stata già segnalata dall’Uncem. Comunque lunedì avremo un incontro in regione con l’assessore Amendolara ed altri assessori dove approfondiremo tutte le problematiche che stanno sfasciando il settore della forestazione”.
A parlare è il presidente della comunità montana Fabrizio Pepe ed il commento si riferisce alla proposta avanzata da due consigliere regionali Grimaldi(Nuono PSI) e Foglia ed approvata all’unanimità in seno al consiglio regionale. Con quell’emendamento si  mette in evidenza  “si assicurano alle Comunità Montane le risorse derivanti dalle economie realizzate dalle Province che andrebbero restituite alla Regione Campania. Questi fondi già previsti dalla Legge Regionale numero 4 del 2011, con l’emendamento approvato saranno erogati direttamente dalle Province agli enti montani ricadenti nelle singole realtà territoriali. Si superano, così, vincoli di bilancio che avrebbero potuto comportare notevoli ritardi nella erogazione delle risorse. “Con questi fondi vengono garantite senza lungaggini burocratiche le retribuzioni agli operai forestali( in alcuni enti non sono pagati da mesi ndr)  delle varie Comunità Montane del territorio regionale” è stato il commento di Foglia(UDC) diramato alle agenzie. “Non ci convince- dichiara ancora Pepe perché  il nostro ente , al pari delle altre comunità , ha come referente esclusivo la regione per conto del quale noi esercitiamo le  funzioni delegate” prosegue il presidente Pepe che conferma il quadro drammatico che sta attraversando il settore .Da ultimo il consiglio generale che è stato quasi interamente dedicato alla crisi del comparto terminato  con una dura e dettagliata presa di posizione circa la insufficienza delle risorse  non solo erogate  ma stanziate in via  di bilancio preventivo.”A tutt’oggi  non sono state erogate somme per circa 2.700.000 inerente addirittura il piano forestazione 2009. Inoltre per l’anno in corso c’è la copertura finanziaria solo per 53.000 giornate lavorative a fronte delle 80.000 del personale Baif.Questa situazione è stata più volte  fatta presente agli organi regionali senza alcun esito favorevole” conclude Pepe. Ci sono enti montani in situazione ancora più in difficoltà dell’ente matesino a riprova della crisi del comparto a livello regionale 

venerdì 22 luglio 2011

Teano - Lotta alla droga: il Sert che nessuno vuole

teano. Il tossicodipendente: l’appestato del III millennio. Da qualche giorno in paese si parla e si polemizza con insistenza ed evidente preoccupazione della notizia della probabile chiusura del Sert di Teano sottolineando la latitanza ( meglio sarebbe dire l’assenza), l’assoluto, inquietante silenzio e l’immobilismo totale delle autorità locali a fronte di una notizia che, a nostro parere ,dovrebbe produrre una immediata mobilitazione generale.
“La tossicodipendenza - precisa Mario Migliozzi che per professione si occupa  proprio di tale servizio - è una malattia (non un vizio) cronico-recidivante la cui eziologia riconosce cause biologiche, psicologiche e sociali; il suo lungo decorso determina una grave compromissione del benessere psico-fisico del soggetto che ne è affetto, impatta negativamente sulla famiglia, spesso sola e inadeguata a far fronte alle difficoltà ad essa connesse, ha gravi ripercussioni sul tessuto sociale nel complesso.
Il Sert  è l’unica struttura sanitaria territoriale chiamata a dare risposte e a fronteggiare le infinite difficoltà legate al problema “ Tossicodipendenza”.
E’ nel Sert che il tossicodipendente trova accoglienza e cure idonee; è al Sert che si rivolgono le famiglie, spesso disorientate, per contenere ed arginare le problematiche e le difficoltà  nella gestione del  tossicodipendente; è il Sert  che con i suoi servizi e con i suoi operatori contiene e controlla l’impatto sociale della tossicodipendenza (riduzione della micro-macrocriminalità, riduzione delle complicanze cliniche della malattia, miglioramento della qualità di vita e reinserimento sociale del paziente tossicodipendente); tuttavia tutti ostentano indifferenza, pare che nessuno si renda conto dell’importanza di questo servizio, tanto che lo si scarica con estrema disinvoltura etichettandolo come un servizio di scarsa importanza, poco rilevante ai fini del benessere della collettività, la cui chiusura non rappresenta una grave perdita.
Poco importa se tale sciagurata ipotesi determinerà una significativa, ulteriore, diminuzione dei livelli minimi di assistenza in questo territorio già saccheggiato e ampiamente depredato; poco importa se tale perdita comporterà un ulteriore aggravarsi del dramma che le famiglie vivono quotidianamente. Eppure, basterebbe individuare  locali alternativi a quelli in cui è attualmente allocato il Servizio per scongiurarne la chiusura e garantirne la sopravvivenza… ma pare che il problema sia proprio questo!
Il Sert nessuno lo vuole! I tossicodipendenti nessuno li vuole! Nel millennio della globalizzazione, della lotta ad oltranza ad ogni sorta di discriminazione, nel tempo in cui si scende a migliaia nelle piazze per difendere attivamente il diritto dei più deboli, degli immigrati, degli omosessuali, si discriminano dei malati; i tossicodipendenti assurgono al ruolo di moderni “ appestati”  tanto che non ci meraviglieremmo se qualcuno suggerisse di ricoverarli  in  “lazzaretti” di manzoniana memoria o spolverasse l’idea di creare nuovi  ghetti all’interno dei quali  confinarli. La subcultura ed il pregiudizio non possono  e non devono orientare le scelte di chi governa”.  

Riardo - Dissequestrato il cantiere nell'Oasi Ferrarelle

riardo. E’ stato totalmente dissequestrato il cantiere abusivo all’interno dell’oasi Ferrarelle, nell’ex masseria Mozzi.
La decisione dopo il sopralluogo - avvenuto ieri - congiunto eseguito dai tecnici dell’Asl e dai carabinieri della stazione di Pietramelara, competenti per territorio.
Nei giorni precedenti l’azienda aveva eseguito il ripristino dei luoghi così come imposto dall’ufficio tecnico comunale.
Ora, se l’azienda Ferrarelle Agricola riterrà opportuno potrà avviare i lavori per la posa in opera della condotta fognaria, così come previsto dal progetto presentato nei mesi scorsi presso l’ufficio tecnico riardese. Un progetto che il precedente scavo aveva disatteso.

Teano - Forum giovanile, saltano le elezioni.

teano. Salta l’elezione del presidente del Forum Giovanile. Nonsi trova l’accordo e tutto viene rinviato a data da destinarsi.
La logica avrebbe voluto un’elezione “serena” e facile che avrebbe dovuto portare ai vertici del  Forum Rossella Turco che è da sempre la vera anima dell gruppo di giovani e ricopre anche la caric adi vice presidente provinciale.
I bastoni fr ale ruote - come al solito - sembra averli  messi la politica che come unico obiettivo si pone quello del controllo dei centri di poteri. Senza mostrarsi, però, mai capace di risolvere le questioni e di dare risposte concrete.
Una condizione che accomuna la politica e le amministrazioni, in senso generale.
Il rischio è che anche Il Forum Giovanile di Teano possa diventare un pantano nel quale perdere finanziamenti e possibilitò concrete di fornire un valido aiuto ai giovani, non solo del posto.  Quest’anno c’è stato il boom di iscrizioni al Forum giovanile di Teano. Il forum giovanile è strettamente collegato con l’ente territoriale sidicino attraverso l’ufficio Informagiovani di Teano. 
La disputa sembra essere fra Rossella Turco e Valerio De Fusco. 

Pietramelara - Schiaffi a un giocatore, denunciato l'assessore Zannito

pietramelara. Schiaffeggia e offendoun 17enne durante un “tranquillo” torneo estivo di beach soccer. Finisce nei guai l’assessore Pietro Zannito, denunciato dai genitori dell’atleta.
Nei giorni scorsi la denuncia sarebbe stata presentata presso la caseram dei carabinieri di Pietramelara dove  sarebbero stati esposti i fatti accaduti quella notte in piazza San Rocco.
Secondo alcune indiscrezioni raccolte in paese, l’assessore - che assisteva alla finale del torneo da semplice spettatore - avrebbe perso il controllo nel momento in cui il 17enne sarebbe stato espulso dal campo di gioco.
Senza una ragione apparente, mentre il ragazzo lasciava il campo di sabbia - predisposto nell’occasione nella piazza principale del paese - Zannito si sarebbe avvicinato al 17enne e dopo averlo strattonato e offeso loa vrebbe schiaffeggiato: “sei un presuntuoso, non conosci le regole del gioco”. Questa una delle frasi che l’assessore avrebbe rivolto verso l’atleta.
Sarebbe nata una discussione che si sarebbe conclusa in pochi  attimi. Era lo scorso dodici luglio.  Nei giorni seguenti i famigliari dell’atleta avrebbero presentato denuncia presso la locale caserma dei carabinieri, guidata dal maresciallo Pasquale Mariano.

Teano - Omicidio Mollicone, indagata anche la moglie dell'ex maresciallo Mottola

teano.  Sono diventati sei gli indagati per l'omicidio di Serena Mollicone, la studentessa di Arce trovata morta i primi giorni di giugno del 2001 in un boschetto di Anitrella. Alle prime cinque persone sottoposte a indagini si è aggiunta la moglie dell'ex maresciallo Franco Mottola.
L'inchiesta entra in una fase cruciale con l'udienza per l'incidente probatorio fissata dal gip Angelo Valerio Lanna, per il 27 luglio. Anche per la sesta persona indagata l'ipotesi di reato è di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Come le altre cinque persone, anche la moglie dell'ex maresciallo sarà sottoposta al test del Dna. Il loro profilo genetico sarà poi comparato con quello trovato sugli indumenti di Serena Mollicone.
Padre madre e figlio, tutti  di Teano, coinvolti nell’inchiesta sull’omicidio di Serena Mollicone. Franco Mottola, sua moglie e suo figlio Marco sono accusati - insieme ad altre tre persone - dell’assassinio della 18enne di Arce (in provincia di Frosinone).
Il 55enne Franco Mottola, all’epoca dei fatti era comandate della stazione dei carabinieri di Arce. Iil figlio, Marco, all’epoca dei fatti 19enne, aveva in rapporto di amicizia molto stretto con la vittima.
La Procura della Republbica di Cassino ha emesso avviso di garanzia nei confronti di Francesco Suprano - 43 anni residente a Sora - Michele Fioretti, 38 anni residente a Ripi, e di sua madre Rosina Partigianoni.
Secondo la Procura di Cassino, in concorso tra loro e/o con Ignoti, colpendo al cranio Serena Mollicone in prossimità della regione sopraccigliare sinistra con uno strumento contundente, legandole gli arti superiori dietro alle spalle e bloccandone le gambe con un nastro adesivo bianco e con fili accoppiati di ferro, nonché incappucciando il cranio con una busta dì plastica sigillata attorno al collo, ne cagionavano la morte, sopravvenuta a causa dello shoc traumatico e della asfissia meccanica, dopo ampio versamento ematico, con l'aggravante di avere agito con inutile crudeltà verso la vittima.
Inoltre i cinque indagati sono accusati perché, in concorso tra loro al fine di conseguire l'impunilà, occultavano il cadavere, trasportandolo in un viottolo recondito ed ivi abbandonandolo, dopo essersi impegnati, per ostacolarne il rintraccio, a ripiegare al di sopra della salma arbusti ivi vegetanti e ad utilizzare, come riparo, la sagoma di un contenitore metallico cilindrico.
Secondo la Procura Guglirlmo Mollicone, padre della vittima, è la parte offesa nel procedimento penale a carico dei cinque.
A dieci anni dall'omicidio di Serena Mollicone - la 18enne di Arce scomparsa il 1 giugno 2001 e il cui cadavere venne fatto ritrovare nel boschetto all’Anitrella - c'è una svolta nelle indagini. Cinque persone sarebbero infatti state iscritte nel registro degli indagati. Il primo giugno, a compimento del decimo compleanno dell’omicidio, il capo della procura cassinate aveva annunciato tempi brevi per la conclusione elle indagini dicendo anche: "Sono circa 30 le persone che stiamo ascoltando, alcune sono del posto, altre le riteniamo informate sui fatti".
"Noi abbiamo come elemento certissimo che sul nastro adesivo che legava le gambe di Serena vennero repertate due impronte papillari - ha spiegato il criminologo Carmelo Lavorino - una di queste impronte ha dodici punti, detti punti particolari, che sono stati ben definiti. Quindi abbiamo l’impronta papillare dell’assassino o del complice, che ha legato Serena. Mi sembra molto strano che all’epoca non abbiano fatto queste comparazioni anche perchè ricordo che presero le impronte di Michele Fioretti, della madre e anche del figlio del maresciallo". 

Teano - Scuola Laurenza, i genitori agli amministratori: muovetevi

teano. I genitori degli alunni della scuola Laurenza incontrano l’amministrazione per tentare di capire la soluzione all’annossa vicenda. Ricevono tante promesse e un nuovo appuntamento, fra venti giorni, per verificare se i fatti seguiranno alle parole. “I sottoscritti, genitori rappresentanti del comitato spontaneo costituitosi in seguito alle notizie relative alla inagibilità del plesso delle SMS Laurenza di viale S, Antonio, comunica che in data 21.07.11 sono stati ricevuti presso la casa comunale dal sindaco Picierno, ass. D’Aiello, ass Toscano, ass. Pentella, ass. Pinelli, ass. De Monaco, c.c. e D.S. La Prova, ing. Russo. I genitori avendo esposto quanto già palesato nei precedenti comunicati hanno avuto rassicurazioni e personali garanzie sui seguenti punti: L’ing. Russo ha garantito per il 14.09.11 la certificazione di agibilità dei locali relativi all’ex istituto Papa che dovrebbero accogliere circa 7 classi ed i relativi laboratori funzionali all’espletamento delle attività didattiche; le altre aule saranno reperite presso il plesso di viale Ferrovia. Il c.c. e D.S. La Prova ha garantito per il 14.09.11 la piena funzionalità della nuova sede con tutte le attività di laboratorio nel rispetto del POF stilato per l’anno scolastico 2011-2012. L’ass. Toscano ha garantito l’impegno dell’Amministrazione per richiedere un mutuo di circa 2,5 milioni di euro per la demolizione e ricostruzione di un nuovo plesso scolastico nell’area di sedime di viale S. Antonio su di un progetto definitivo già predisposto. Il sindaco, ha garantito per gli impegni presi dall’Amministrazione e dall’Ufficio Tecnico. Il comitato genitori, preso atto delle garanzie poste alla base di quanto richiesto, in comune accordo ha previsto tra 20 gg la verifica in sito dell’attuazione dei lavori per essere certi che il 14.09.2011 sia per tutti il primo giorno di scuola”.

Piedimonte Matese - Comune contro il Consorzio dei Rifiuti: il giudizio davanti al Tar

piedimonte matese. Saranno i giudici del Tar del Lazio, a definire la contesa fra comune e Consorzio Unico per la raccolta dei rifiuti, Fra pochi giorni, davanti ai giudizi amministrativi della capitale, si discuterà del ricorso presentato dai vertici del Cub, contro la decisione assunta dall’amministazione matesina di voler lascaire la struttura consortile per affidare il ritiro dei materiali ai privati.
Una decisione che è nata dai tanti disservizi che frequentemente i comuni sono costretti a subire. Piedimonte Matese, guidato dal sindaco Vincenzo Cappello, non sembra l’unico comune a voler lasciare il Cub.
Diversi comuni dell’Alto Casertano lasceranno il consorzio unico per i rifiuti.  I continui disservizi non sono più tollerabili.  L’amministrazione di Piedimonte Matese  esce dal consorzio unico, anticipa gli stipendi ad alcuni dipendenti dello stesso ente, noleggia mezzi e attrezzature per effettuare la raccolta. Tutti i costi anticipati dalle casse del municipio saranno decurtati dalle competenze spettanti al Consorzio. Una iniziativa che probabilmente sarà seguita da numerosi altri comuni limitrofi.   I comuni dell’Alto Casertano, fino a pochi mesi fa, rappresentavano l’eccellenza nella raccolta differenziata  raggiungendo percentuali altissime.
Intanto la  Procura della Repubblica indaga sul sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’indagine è estesa a tutti i comuni di Terra di Lavoro che fanno ancora parte del Consorzio Unico di Bacino  L’attenzione degli inquirenti è rivolta all’intero ciclo: dalla corretta  separazione effettuata dal singolo cittadino, al ritiro effettuato dal personale del Consorzio, per finire al deposito dei materiali raccolti. Un lavoro che dovrà fornire ai magistrati un quadro esatto sulla situazione dei rifiuti in provincia di Caserta; probabilmente servirà anche a capire eventuali responsabilità nelle tante situazioni di emergenza che si ripresentano ciclicamente; così come potrebbe fornire  prove di eventuali azioni di sabotaggio tese proprio a  determinare l’inceppamento nel sistema di raccolta e smaltimento. Quindi la necessità di verificare e annullare eventuali infiltrazioni malavitose all’interno della struttura consortile. Infiltrazioni che potrebbero essere anche alla base dell’attuale situazione nella raccolta rifiuti; una situazione che sembra indicare l’esplosione di nuove emergenze. L’inchiesta, secondo alcune indiscrezioni, punterebbe, inoltre,  a fornire un quadro completo di eventuali sprechi di risorse da parte dell’ente consortile, come ad esempio, quelli legati ai mezzi d’opera. Da alcuni mesi, inoltre, è in corso un’altra inchiesta – gestita dalla guardia di finanza di Piedimonte Matese – che mette sotto la lente la gestione dei rifiuti e bilanci comunali: la guardia di finanza indaga su 25 municipi compresi nell’area del Matese e dell’Alto Casertano. Gli inquirenti intendono conoscere i motivi che hanno determinato, in molti casi, la mancata erogazione di fondi al Consorzio per la gestione dei rifiuti. Il periodo interessato è quello che parte dal 2005 fino ad oggi.  Baia e Latina, Dragoni, Alvignano, Caiazzo, Piana Di Monte Verna, Alife, Sant’Angelo D’Alife, Gioia Sannitica,  Ruviano, Castel Campagnano, Vairano Patenora, Pietravaino, Raviscanina, Capriati al Volturno, Ciorlano, Ailano, Fontegreca, Gallo Matese, San Gregorio Matese, Castello Matese, Piedimonte Matese, San Potito Sannitico, Letino, Prata Sannita e Pratella sono i comuni – per ora – interessati dall’inchiesta. L’ipotesi di reato riguarda l’abuso d’ufficio e il falso in bilancio.

giovedì 21 luglio 2011

Roccamonfina - Fanno il bagno nella piscina termale, uccisi dalle esalazioni solforose







ROCCAMONFINA  –  Un bagno nelle calde acque termali di Suio fatale per una coppia di Roccamonfina. Un uomo e una donna uccisi – secondo le prime ipotesi - dalle esalazioni velenose  di una piscina naturale sulfurea nell'area termale di Suio, nel comune di Castelforte, in provincia di Latina. I due corpi sono stati notati da un turista che ieri mattina, intorno alle ore 11, è  arrivato in zona per fare un bagno. La morte sarebbe sopravvenuta, nella tarda serata dell’altro ieri, per asfissia.
L'area da qualche giorno era stata recintata ma i due sarebbero entrati da un taglio presente nella rete metallica.  Fabio Di Pippo – 42 anni - ed Ernestina Martino (conosciuta da tutti come Tina) – 39 anni – originaria di Teano ma tempo  residente anche lei a Roccamonfina,  amavano quella sorgente e spesso, secondo il racconto di alcuni conoscenti, si concedevano qualche ora di relax in quel sito.
Lui era un artista, lavorava il legno e il rame. Aveva regalato, ultimamente, una sua opera all’ospedale Pascale di Napoli. Da una precedente relazione aveva avuto un bambino che oggi ha sei anni e vive a Roma con la madre. Fabio, a  Roccamonfina, lo conoscono tutti per il suo impegno durante la sagra delle castagna. Ernestina era separata e aveva una bimba in tenera età. Già la scorsa domenica, la coppia, aveva fatto il bagno in quella piscina naturale.
Il giorno dopo, lunedì, l’area era stata recintata ed eranostati collocati i cartelli di  “pericolo”.  Fabio e Tina sono ritornati e l’altro ieri e, probabilmente,  sono passati attraverso un foro nella rete. Il corpo di lei è stato trovato a pancia sotto, riversa nell’acqua, lui era poco lontano. Sul posto i Carabinieri di Castelforte e il Nucleo Radiomobile con la scientifica.
I corpi sono stati recuperati e trasferiti presso la sede di medicina legale di Latina dove presto sarà eseguita l’autopsia. Al momento la prima ipotesi al vaglio è che i due siano morti per intossicazione dovuta ad una concentrazione letale di gas nocivi, per l'uomo, contenuti nelle stesse acque. Nella stessa vasca naturale, più di 30 anni fa, perse la vita, allo stesso modo,  un ragazzo di 17 anni.
La notizia del dramma ha scosso fortemente la comunità di Roccamonfina dove la coppia viveva. In tanti si sono stretti intorno alla famiglia Di Pippo; Fabio, infatti, viveva con i genitori con i quali era legatissimo. Se l’esame medico legale sarà eseguito in giornate, probabilmente, domani potrebbero svolgersi i funerali.