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venerdì 28 ottobre 2011

Piedimonte Matese - Furto e ricettazione, recuperata una vettura e 500 confezioni di sigarette rubate


L'operazione condotta dal Capitano Vitiello
PIEDIMONTE MATESE - Furto e ricettazione, blitz dei Carabinieri, una persona nei guai, recuperati un’auto e 500 confezioni di sigarette rubate.
Nelle ultime ore durante una vasta operazione coordinata dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese e condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Ailano, finalizzata a contrastare fenomeni di microcriminalità, una persona è finita nei guai e un ingente quantitativo di refurtiva è stato recuperato. A Piedimonte Matese, nei pressi della Stazione Ferroviaria, i militari hanno fermato un cittadino extracomunitario, S.K., 25enne, il quale ha fornito delle false generalità. Così il giovane è stato accompagnato in caserma e dopo il rilievo delle impronti digitali e i rilievi fotosegnaletici, i Carabinieri hanno scoperto la sua reale identità, a suo carico risultavano numerosi precedenti per furto all’interno di abitazioni ed esercizi commerciali, per questi motivi aveva tentato di eludere il controllo fornendo delle false dichiarazioni sulla sua identità. Nei suoi confronti è scattata inevitabilmente una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, mentre le indagini continuano per accertare se il pregiudicato fosse in zona per portare a segno qualche “colpo”. Nel corso delle attività, nei pressi della strada provinciale all’altezza di Sant’Angelo d’Alife, i militari hanno ritrovato una autovettura Toyota Rav 4, che risultava rubata ad un pensionato del beneventano, a bordo ritrovati anche due grossi sacchi di plastica contenenti circa 500 confezioni di sigarette di varie marche, per un valore complessivo di oltre 2.500,00 euro, che si sospetta anch’esse di provenienza furtiva. I militari presumono che qualche malvivente sorpreso dai numerosi di blocco messi in atto nel territorio matesino, abbia deciso di abbandonare la refurtiva. L’autovettura è stata già restituita al legittimo proprietario, mentre il consistente numero di sigarette recuperate è finito sotto sequestro. Infine durante i controlli tra Piedimonte Matese e i paesi limitrofi, oltre cento veicoli con rispettivi conducenti e passeggeri sono stati sottoposti ad accertamento, due i mezzi sottoposti a sequestro poiché privi di copertura assicurativa, due le patenti di guida ritirate e numerose le perquisizioni eseguite per la ricerca di armi, droga e refurtiva.

TEANO - Tentativo di furto in casa De Simone

Tommaso De Simone
TEANO - Furto in casa De Simone, ladri messi in fuga dall'allarme. Il presidente della Camera di Commercio di Caserta, Tommaso De Simone ridimensiona l'accaduto e sgonfia le ali della fantasia: "nessun atto intimidatorio, nessuna minaccia. Probabilmente si sarà trattato del tentativo attuato dai "soliti ignoti" che è stato vanificato dal nostro sistema di allarme. Erano circa le 5 del mattino quando ho constato che una finstra della casa era stata forzata. Ho segnalato ogni cosa ai carabinieri della locale stazione che condurranno le indagini".
Così il presidente Tommaso De Simone ha spiegato l'accaduto.

giovedì 27 ottobre 2011

Pietravairano - Scattano gli aiuti per Monterosso, Zarone: dimostriamo a tutti di avere un cuore grande

Il sindaco Francesco Zarone
pietravairano. Il Comune di Pietravairano, guidato dal sindaco Francesco Zarone, corre in aiuto di Monterosso, distrutto da  frane e alluvioni. “Vogliamo dimostrare il nostro grande cuore e sfatare il luogo comune di chi continua a dire che il Sud vive sulle spalle del Nord”. Questa in sintesi l’idea che ha mosso l’azione di  Zarone, che ieri ha contatto il suo collega Angelo Betta, primo cittadino di Monterosso, uno dei paesi più colpiti dall'alluvione.  Sono già pronti viveri, vestiti, coperte e beni di prima necessità, altri prodotti saranno raccolti nei prossimi giorni attraverso  una gara di solidarietà.  Il sindaco Francesco Zarone ha deciso di aiutare il piccolo comune ligure “per dare un segno tangibile di solidarietà verso una popolazione duramente colpita.  La gente del Sud non vive sulle spalle di altre regione del Nord ed è capace di immensi slanci d’altruismo.  
Gli aiuti giungeranno a destinazione lunedì mattina, “scortati” dallo stesso sindaco.  Sabato e domenica prossima, davanti alla casa municipale  - conclude Zarone - ci sarà un furgone  che accetterà  i doni della popolazione pietravairanese”. L’ente municipale Pietravairanese è stato uno dei primi, in tutta Italia, ad offrire il proprio aiuto alla gente  ligure.

Riardo - Risarcimento danni, il Tar salva il comune

riardo. Il comune ritarda la concessione di una licenza edilizia facendo perdere un contributo della comunità europea - di circa  700mila euro - ad un giovane che voleva fare impresa. Girolamo Funaro ha così fatto ricorso al tar chiedendo  contestualmente il pagamento di circa 2milioni di euro di danni all’ente riardese, guidato dal sindaco Angelo Izzo. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, accogliendo la richiesta del difensore dell’ente, l’avvocato Pasquale Di Fruscio, ha respinto la richeista inoltrata da Funaro, salvando il comune dal collasso finanziario. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali sostenute dal Comune di Riardo, in persona del Sindaco p.t., nella misura di euro 2000,00 (duemila). Funaro però potrebbe ricorrere al consiglio di Stato per tentare di ribaltare la decisione del Tar.  Venendo a scadere il finanziamento nel successivo novembre del 2007, ossia quattro anni dopo il suo riconoscimento, la ricorrente avrebbe potuto evitare la perdita del contributo per mancata ultimazione dei lavori nei termini, ove avesse tempestivamente azionato i rimedi giudiziali, attraverso il rito del silenzio, o amministrativi attraverso l’esercizio dei poteri sostitutivi previsti dalla legge regionale per ottenere il permesso di costruire in tempo utile per conseguire in via definitiva il finanziamento medesimo. Di tali iniziative non v’è menzione né traccia in atti, ad eccezione di una laconica diffida inviata al Comune per il rilascio della concessione in data 4.10.2007, ossia in epoca ormai prossima allo scadere del contributo medesimo. Né può ritenersi che l’attivazione dello strumento di tutela avverso il silenzio, nella fattispecie, superi il limite di esigibilità del comportamento di un creditore di media diligenza, trattandosi di rimedio di natura sommaria, ad esperimento non aleatorio né di difficile o complessa percorribilità avuto riguardo alla situazione soggettiva di cui la ricorrente era portatrice.

Teano - Storico incontro, Fumo: ecco la strada da seguire

teano.  Un opportuno richiamo al vero significato del fatto storico, che prescinde dal luogo geografico ove si sarebbe realizzato. Che importanza ha dove materialmente sia avvenuto l'incontro? Chi fomenta questa sterile polemica? Che importanza ha dove materialmente sia avvenuto l'incontro? Chi fomenta questa sterile polemica? Credo sia più utile tener conto del dato storico incontrovertibile: Garibaldi e Vittorio Emanuele una volta incontratisi, marciarono uniti verso Teano, ivi consacrando l'Unità d'Italia. Scelsero Teano quale città simbolo della raggiunta unità nazionale, innanzitutto perchè rappresentava la via d'apertura verso Gaeta, poi perchè v'erano ancora di stanza truppe borboniche che si accingevano a ripiegare verso il garigliano, infine, perchè i Comuni che oggi rivendicano, senza alcuna prova storica, la paternità dell'incontro, nel 1860 si componevano di poche case sparse. Non avrebbe avuto alcun senso marciare trionfalmente nel mezzo di una campagna. L'unico centro che aveva una consistenza urbana era Vairano Patenora, ma Garibaldi e Vittorio Emanuele non considerarono neanche l'idea di entrare a Vairano in pompa Magna, certamente perchè l'incontro avvenne in luogo più prossimo a Teano. Inoltre Vairano, città antica e con un pregevole centro, era comunque, da un punto di vista strategico, meno importante. A Teano v'era la sede episcopale, un distaccamento del tribunale di Santa Maria Capua Vetere con un giudice stabilmente incardinato, un presidio della guardia nazionale,vi dimoravano l'ex ministro borbonico Nicola Gigli e l'intendente ( prefetto) della provincia, appartenente ad una delle più prestigiose famiglie del Regno delle due Sicilie. Il Re scelse dunque di entrare trionfalmente con Garibaldi a Teano, per dimostrare all'Italia intera che l'unità era fatta. La città era stata teatro di  tumulti popolari fomentati dalle truppe borboniche in ritirata. Venne liberato Pasquale Cardente, rinchiuso nelle carceri del castello, poi primo senatore del nuovo Regno. Vittorio Emanuele congedò Garibaldi, prima di essere ricevuto nel palazzo dei principi Caracciolo. Il Generale, invece, prese alloggio in una abitazione sul muraglione. Il giorno successivo, le sole truppe piemontesi proseguirono nella battaglia,attaccando alcune divisioni borboniche in ritirata, nei pressi della villa di San Giuliano. Il 26 ottobre 1860 Teano fu dunque teatro di un evento che la rese famosa in tutta la nazione: il Re proclamò l'Unità d'Italia! Non servono comitati o commissioni per stabilire dove effettivamente sia avvenuto l'incontro, non credo sia questo il punto.  Ciò che veramente conta è il significato che il Re volle dare al suo ingresso in Teano. Così l’avvocato Giancarlo Fumo, appassionato di storica locale e, ha voluto indicare la strada per risolvere, definitivamente, la vecchia polemica fra i due centri.

Pietramelara - Vendeva Hogan false, denunciato dai carabinieri

pietramelara.  Aveva messo in piedi un vero e proprio mercato  di Hogan. Tutto falso. Nonostante la cura dei dettagli i carabinieri dell’arma della stazione di Pietramelara non si sono lasciati ingannare denunciando un 40enne. L’uomo - C.R. - che commerciava scarpe e borse con griffe contraffatta, operava principalmente fra Pietramelara e Baia e Latina. Tutti i prodotti sono stati posti sotto sequestro mentre nei confronti del 40enne  è scattata la denuncia a piedi libero. Le indagini dei carabineri continuano per stabilire la provenienza della merce e per accertare, ulteriori eventuali  responsabilità. L’operazione degli uomini guidati dal maresciallo Pasquale Mariano segue di pochi giorni un’altra simile condotto nella vicina Baia e Latina quando venne smascherato un immigrato che vendeva Dvd pirata. Lui finì in carcere mentre gloi olte mille Dvd vennero posti sotto sequestro.
L’operazione condotta dai militari mette in luce la forte attività delle bande criminali che operano nella falsificazione dei capi firmati. Un mercato  difficile da stroncare non solo per la capacità delinquenziale di chi vi opera a livelli di professionalità elevatissima, ma anche per l’enorme domanda di articoli con griffe false che viene dai cittadini – di varia estrazione sociale - disposti ad alimentare tale mercato illecito, forse persino nella inconsapevolezza del grave danno prodotto ad uno dei più fiorenti settori dell’economia nazionale. La crisi economica, poi, ha giocato a favore di chi fa di questa attività illecita un business di inimmaginabili proporzioni.
Il fenomeno della contraffazione in Italia costituisce un vero e proprio sistema commerciale ed industriale che si sviluppa attraverso tutta una serie di canali di vendita e di distribuzione, nonché, a monte, di sofisticati centri di produzione e di ‘assemblaggio’. Si tratta, secondo le ultime risultanze derivanti dagli studi condotti da Confcommercio e Confindustria e sulla base di indagini eseguite dalla Guardia di Finanza, di una effettiva e concreta economia parallela che fattura in Italia circa 7 miliardi di euro e che sottrae all’Erario 5 miliardi, facendo perdere ben 130.000 posti di lavoro. Un danno economico rilevante che, visto il campo estremamente vasto della contraffazione - che va dai marchi agli alimenti passando per i farmaci -, non solo colpisce le tasche dei cittadini ma, molto spesso, anche la salute. E’ evidente come in Italia il ruolo della criminalità organizzata, anche di stampo mafioso, nell’attività di contraffazione, sia estremamente rilevante. Infatti, gran parte di quei 7 miliardi di euro vanno proprio ad alimentare in particolare i forzieri della Camorra

Alife - Tarsu alle stelle, cittadini infuriati

Giuseppe Avecone. sindaco di Alife
alife. Tarsu alle stelle, città in rivolta. Mediamente, riferiscono tanti alifani, la Tarsu è aumentata intorno al 60%. Un aumento spaventoso che pesa su migliaia di famiglie già pesantemente gravate dalla crisi economica che sta uccidendo l’intera nazione. La polemica sull’aumento della Tarsu viene da lontano, e precisamente dallo scorso agosto quando fu approvato il bilancio di previsione 2011. Ci furono in aula roventi polemiche.
La difesa di Avecone
Il primo cittadino di Alife, Giuseppe Avecone, ha sempre giustificato gli aumenti come un atto dovuto, anche in conseguenza dell’aumento imposto dalla provincia. In ogni caso, più volte, Avecone ha ribadito che l’aumento è stato contenuto proprio per evitare disagi ai cittadini. Abbiamo dovuto adeguare le bollette alle attuali necessità.  Negli anni passati l’inadeguatezza della Tarsu aveva generato buchi in bilancio, essendo un servizio totalemente a carico dei cittadini.
Le accuse della minoranzaSecondo le accuse formulate più volte dal gruppo di opposizione, guidato dal mancato sindaco Daniele Cirioli, gli aumenti sarebbero esagerati e mostrerebbero una incapacità amministrativa da parte dell’attuale governo locale. Aumentare la tarsu, secondo la minoranza, è stata la cosa più semplice per far quadrare i conti.

Piedimonte Matese - Le indennità per i "cervelli"

Vincenzo Cappello
piedimonte matese. L’amministrazione comunale piedimontese contrasta la fuga di cervelli e incentiva gli studenti meritevoli. La giunta guidata dal sindaco Vincenzo Cappello  rinuncia alle indennità e con parte di esse va a sostenere le spese universatire di giovani bravi e bisognosi. Fatto presente che l’amministrazione Comunale ha tra gli obiettivi l’attuazione dei programmi tesi a migliorare, anche se temporaneamente, le condizioni di vita e intervenire in situazioni di precarietà. Sono state così decise le erogazioni a favore di alcune famiglie piedimontesi per contribuire al mantenimento dei figli all’università. L’idea si innesta tra gli obiettivi dell’amministrazione che intende  promuovere azioni atte a sostenere quei cittadini che per motivi contingenti e/o straordinari si trovano a dover fronteggiare difficoltà di carattere socio-sanitario, economico, di inserimento.  La giunta Cappello intende privilegiare programmi e progetti che hanno come obiettivo il reinserimento e la fuoriuscita dall’esclusione sociale di soggetti versanti in condizione di disagio psico-fisico o di malessere che condizionano e compromettono fortemente la vita di relazione. La somma impeganta dall’amministrazione piedimontese, per i due obiettivi, non supererebbe i diecimila euro. Sin dal 2007, sindaco, assessori e consiglieri di Piedimonte Matese rinunciano agli emolumenti ed utilizzano quelle somme - più o meno 100mila euro all'anno - per interventi nel campo del sociale. Ma da quest'anno l'asticella si alza, con l'obiettivo di contribuire al sostentamento di circa 150 famiglie attraverso la realizzazione di progetti di lavori di pubblica utilità. «Nonostante il taglio drastico dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione - spiega il primo cittadino, Vincenzo Cappello - abbiamo deciso di intensificare gli sforzi nell'azione di contrasto dalla povertà e di sostegno alle fasce più deboli. Ma ponendo in essere un'iniziativa che non si configurasse come una sorta di elemosina, bensì come un corrispettivo per un lavoro svolto, per salvaguardare la dignità degli individui. Attiveremo una serie di progetti per la piccola manutenzione degli edifici comunali, per la vigilanza davanti alle scuole e le pulizie negli uffici, che consentiranno a 150 persone di guadagnare almeno

Castello Matese - Discarica abusiva, Fontana condannato a 8 mesi


castello matese. Discarica abusiva, Luciano fontana condannato a otto mesi di carcere e la pagamento di 9500 euro. Tutto con il beneficio della pena sospesa. E’ stato deciso ieri dal giudice del tribunale di Santa maria Capua Vetere dove il 45enne è stato processato  attraverso la formula del pattegiamento.
E’ libero, quindi, l’imprenditore  su di cui, però, pende un altro procedimento penale, per la stessa materia, scaturito da un sequestro eseguito ssempre dai carabinieri circa un anno fa. In caso di condanna, potrebbe perdere anche il beneficio della pena sospesa. Aveva trasformato la vecchia struttura industriale di famiglia in una discarica  – abusiva – per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Aveva ammassato – in alcuni capannoni ma anche all’esterno di essi, su oltre 5mila metri quadrati, materiali di ogni tipo, anche rifiuti speciali e pericolosi. Un’attività continuata  nonostante il sequestro eseguito, oltre un anno fa, dai carabinieri della compagnia del Matese e un’ordinanza del sindaco che imponeva il ripristino dei luoghi. E’ stato arrestato, ieri, per smaltimento illecito di rifiuti e violazione dei sigilli, Luciano Fontana, 45enne del posto. Una  discarica  nella quale Fontana – secondo l’accusa – aveva ammassato oltre cinquanta tonnellate di rifiuti. Il sequestro ricade nell’ambito di una vasta operazione predisposta dalla compagnia carabinieri di Piedimonte Matese – eseguita dai  militari della Stazione di San Gregorio, Prata Sannita e Alife - con l’obiettivo di contrastare fenomeni di inquinamento ambientale nelle zone protette del Parco Regionale del Matese. Tra i rifiuti rinvenuti, carcasse e parti di veicoli, pneumatici fuori uso, batterie esauste, fusti abbandonati ed elettrodomestici in disuso, nonché altri rottami ferrosi, depositati e smaltiti senza alcun tipo di autorizzazione. Gli investigatori continuano le indagine per stabilire la provenienza dei materiali. L’operazione evidenzia la centralità del territorio matesino nello smaltimento illecito di rifiuti; la conferma arriva proprio dalle ripetute azioni attuate dai militari dell’arma; azioni che hanno condotto in carcere diverse persone e al sequestro di centinaia di quintali di rifiuti speciali.

Calvi Risorta - Ufficio tecnico, esposto in procura

Il sindaco Antonio Caparaco
calvi risorta. L’ufficio tecnico incasserebbe - indebitamente - la percentuale del 2% sull’importo a base d’asta deoi lavori pubblici. Lo permetteva una vecchia legge del 1994 superata poi successiuvamente da correttivi che chiariscono che la somma spetta solo quando la responsabilitò del procedimento è affidata all’esterno della struttura burocratica dell’ente. E’ questa la ragione alla base della denuncia di alcuni professiniosti che ravvisano un abuso da parte dell’ente comunale guidato dal sindaco Antonio Caparco.  L’esposto è stato inoltrato alla Procura della Repubblica, al Ministero dei Lavori Pubblici, alla Corte dei Conti e agli ordini professionali di categoria. “Una somma non superiore al 2% dell'importo, al netto dell'IVA, posto a base di gara di un'opera o di un lavoro, comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell’amministrazione,  ripartita, per ogni singola opera o lavoro, tra il responsabile unico del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, del coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori (direttore operativo), nonchè tra i loro collaboratori. Che il compenso al solo RUP rientra in una percentuale da determinarsi sulla percentuale del 2% di cui sopra, e quindi non il 2% complessivamente come usualmente viene liquidato. Che la ripartizione del 2% di cui sopra deve essere regolamentato da apposito Regolamento interno di ogni singola Pubblica Amministrazione, nel caso dai Comuni sotto elencati. Accertato che  uso  costume, che l’unico dirigente dell'Utc, all’uopo incaricati solo come rup e non progettisti interni delle opere pubbliche, si autoliquidano illegittimamente l'intero compenso del  2% e quindi in contrasto con quanto riporta l'art. 92 di cui sopra. Considerato  che gli ordini professionali e albi professionali non tutelano in alcun modo i propri iscritti.  Con la presente si vuole denunciare la continua violazione dell'art. 92 , comma 5, del D. Lgs. 12.4.2006, n. 163 e s.m.i. ed il perpetrare nell'emissione di Documenti illegittimi (Determine Dirigenziali) da parte dei Dirigenti degli Uffici Tecnici dei seguenti comuni al fine di auto liquidarsi tutto il 2% illegittimamente”. Questo il documento a firma del comitato per la Valorizzazione delle libere professioni composto da un nutrito gruppo di Architetti, Ingegneri e Geometri (Liberi professionisti).