PIETRAMELARA – Fra le tante “curiosità” che caratterizzano la vicenda legata alla mancata realizzazione dell’isola ecologica, emerge – prepotentemente – l’assenza dell’assessore ai lavori pubblici Vincenzo Cangiano. Un’assenza che si è notata nell’intero percorso dell’iter procedurale: dall’idea di massima, al progetto, al bando di gara. Di tutto ciò, l’assessore non si sarebbe interessato. Eppure – evidenziano alcuni cittadini di Pietramelara, sarebbe proprio lui l’amministratore preposto a tali questioni. Invece, Cangiano, si è fatto notare – sulla vicenda isola ecologica – per la sua assenza e per il proprio silenzio. Del resto, la gente, non sembra aver dimenticato l’assenza dell’assessore al consiglio comunale nel quale fu presentato, discusso e approvato il piano triennale delle opere pubbliche che il comune guidato da Luigi Leonardo intende perseguire. Anche in quel caso, l’assenza dell’assessore ai lavori pubblici destò molte perplessità. Sullo bizzarra questione legata a Cangiano, a Pietramelara, esistono, in sostanza, due linee di pensiero: una secondo cui il “ragioniere” – così come affettuosamente è chiamato Cangiano in paese – e il resto della maggioranza non sarebbero in perfetta sintonia. L’altra ipotesi, invece, ritiene che Cangiano si interessi poco o niente dei lavori pubblici, sia per pressanti impegni di lavoro, sia per la poca dimestichezza con la materia specifica. In ogni caso, la vicenda non mancherà, magari nei prossimi mesi, di suscitare nuove polemiche negli ambienti politici locali.
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domenica 8 febbraio 2009
Pietravairano: politici a caccia di romeni
PIETRAVAIRANO – Nella piccola Pietravairano – comune dell’Alto Casertano - la campagna elettorale che si concludere con il rinnovo del consiglio comunale nel prossimo giugno è appena partita e già si registrano “singolari” iniziative. Infatti, qualche politico locale sta tentando di coinvolgere la folta comunità di romeni. Oltre 70 famiglie che rappresenterebbero circa 140 voti. Un numero che fa gola, in un piccolo centro, a qualsiasi schieramento. Così, nei giorni scorsi, dopo una serie di contatti informali, oltre cento raccomandate – tutte indirizzate a cittadini romeni, residenti in paese - sono spartite dalla casa comunale. Il documento è un sollecito affinché gli immigrati si attivino per richiedere l’iscrizione nelle liste elettorali del paese. L’iniziativa sembra essere stata assunta da qualche esponente dell’attuale maggioranza amministrativa, con lo scopo di assicurarsi le simpatie degli immigrati. L’attuale legge italiana però, per le amministrative, consente l’iscrizione nelle liste elettorali solo agli immigrati residenti da più di cinque anni, stabilmente, nel paese in cui si intende votare. Proprio intorno a questo particolare aspetto, quasi certamente, si svilupperà la disputa fra gli schieramenti che potrebbe anche approdare in Procura. La comunità Romena a Pietravairano è molto numerosa; gran parte di loro lavorano come autisti nelle aziende di trasporti. Altri, invece, sono impiegati come braccianti nelle aziende agricole del territorio. La restante parte è utilizzata come badanti o come collaboratrici domestiche. Nonostante si tratti di una comunità numerosa, però, l’integrazione è ancora una chimera: vivono isolati, non partecipano alla vita sociale, non si vedono in giro al punto che in paese la loro presenza non traspare. La sfida politica di Pietravairano si snoderà intorno alla successione a Dario Rotondo – sindaco in carica, al suo secondo mandato consecutivo – non più candidabile. Il gruppo di maggioranza appare diviso fra l’attuale vicesindaco, Antonio Del Sesto e l’assessore Alfonso Sica: il primo voluto da furor di popolo; il secondo, invece, ben visto dalla “casta”. Dall’altra parte, l’attuale guida dell’opposizione, Francesco Zarone.
Teano: blitz dei carabinieri contro i clandestini
TEANO - Sette immigrati clandestini espulsi, tre imprenditori agricoli locali denunciati per sfruttamento e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I tre imprenditori sono proprietari e gestori di altrettanti imprese agricole nelle campagne teanesi. N.G. , M.G. e G.G. sono i tre denunciati a piede libero. Per i sette clandestini è scattata la procedura d’espulsione. Sono questi i risultati di una vasta operazione dei carabinieri contro il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Oltre dieci i militari della locale stazione – diretta dal maresciallo Proietti – impegnati per diversi ore a setacciare il territorio. I carabinieri hanno fatto irruzione in alcuni casolari dell’agro teanese con un’azione fulminea e ben congeniata che non ha lasciato alcun margine di manovra ai tanti clandestini scoperti in condizioni, a di poco, al limite della dignità. L’attenzione dei carabinieri si è concentrata, in modo particolare, in località Passarelle, Santa Maria di Versano, Maiorisi e Borgonuovo. Negli ultimi anni si è assistito ad una forte accelerazione del fenomeno della mobilità e dello spostamento di stranieri da un paese ad un altro riconducibile per lo più al differenziale di benessere tra stati in via di sviluppo e stati sviluppati. Come evidenziano quotidianamente le vicende di cronaca giudiziaria, molto spesso è proprio la criminalità organizzata internazionale a gestirne l’ingresso clandestino. Il problema dell’immigrazione clandestina è reso ancora più drammatico se si pensa che, dopo essere stati introdotti nei paesi di destinazione, i “trafficati” vengono spesso inseriti in circuiti criminali e sfruttati come fonti di nuovi profitti illeciti. Un’azione senza sosta, quella dei carabinieri di Teano che negli ultimi tempi stanno setacciando il territorio costantemente nel tentativo di debellare il fenomeno degli immigrati clandestini. Pochi giorni fa, due immigrati – di origine asiatica – furono arrestati perché già precedentemente colpiti da un ordine di espulsione. Qualche settimana prima un altro blitz condusse alla scoperta di una sartoria clandestina gestita da cinesi. In quella occasione, furono nove cinesi e un giapponese a finire nei guai. Il gruppo gestivano una sartoria clandestina nascosta in un casolare in località “Saliscendi” nelle campagne di Teano. La merce prodotta – ipotizzano gli investigatori – finiva, in parte, anche nei negozi di Pechino. Quattro donne e cinque uomini – tutti di origine asiatica - lavoravano in condizioni disumane, in ambienti non adatti, con servizi igienici ridotti al minino e senza poter mai uscire dalla casa. Di notte il gruppo dormiva su piccole brandine, con poche coperte e materassi fatiscenti. Di giorno, invece, tutti al lavoro, intorno a macchine ad alta tecnologia capaci di produrre anche trecento capi d’abbigliamento al giorno.
sabato 7 febbraio 2009
Pietravairano: Arrivano le cave e i cementifici Moccia
PIETRAVAIRANO – Respinta dal Tar la richiesta di sospensiva, avanzata dal comune di Pietravairano contro il progetto del gruppo Moccia-Buzi. Ora, il trasferimento delle cave e dei cementifici da Caserta a Monte Monaco, nel comune di Pietraviarano è più vicino. Fra le motivazioni assunte dalla terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, vi è quella della mancata perimetrzione del Parco del Montemaggiore, istituito nel dicembre del 2007. Per oltre un anno e mezzo, la politica e le amministrazioni, non sono riuscite a definire il perimetro del quindicesimo parco Regionale. I giudici del Tar rigettano la richiesta del comune – difeso dall’avvocato Giuseppe Palma – perché «ad un primo sommario esame, non ricorre il necessario fumus boni juris, tenuto conto del ruolo comunale nel procedimento de quo come scolpito nelle ordinanze del Consiglio di Stato nn. 3093/08 e 3081/08, nonché della ancora non avvenuta perimetrazione del Parco regionale Monte Maggiore». Il ricorso del comune di Pietravairano, guidato dal sindaco Dario Rotondo, è ricorso al Tar dopo l’approvazione – da parte della giunta Regionale di una delibera con la quale si stabilisce la delocalizzazione delle cave e del cementificio del gruppo Moccia spa, su Monte Monaco, nel territorio di Pietravairano. La decisione della giunta - assunta nella seduta del 18 settembre scorso, con la deliberazione numero 1500 - fu assunta nonostante che la stessa regione Campania, oltre un anno prima, avesse istituito il quindicesimo parco regionale – quello denominato del Montemaggiore e Monte Monaco – includendo in esso anche l‘area che i Moccia intendono cavare. Dopo tale istituzione però i sindaci dei comuni interessati non hanno mai attivato la perimetrazione dell’area del nuovo parco. Tale perimetrazione poteva rappresentare, da sola, la migliore difesa contro l’arrivo delle cave. Nel frattempo, però il gruppo Moccia è andato avanti per la propria strada, presentando anche il progetto definitivo – così come si legge nella stessa deliberazione adottata dalla giunta regionale – per trasferire cementificio e cave su Monte Monaco. “Si tratta – sottolinea Matteo Palmisani, delegato Regionale della Lipu - di una grave negligenza da parte dei sindaci dei diciassette comuni interessati. Il nuovo parco, insite Palmisani, non solo sarebbe stato un ottimo strumento per tutelare un territorio ricco di eccellenza, ma avrebbe rappresentato anche il miglior deterrente contro l’appetito dei cavaioli. Ancora una volta, conclude Palmisani, la politica ha dimostrato di non sapere difendere gli interessi dei cittadini e il territorio.” Un pensiero sostenuto dall’ex assessore provinciale all’ambiente Maria Carmela Caiola che ha sempre avversato la delocalizzazione sui colli della catena del Montemaggiore: “la decisione della giunta Regionale è un atto gravissimo – precisa Caiola – perché non tiene conto delle caratteristiche e delle vocazione del territorio dell’Alto Casertano.” Inoltre, l’esponente dei Verdi rimarca l’incompatibilità della decisione assunta della giunta regionale con l’adesione di Pietravairano al Parco delle Acque Minerali. Le cave che da decenni soffocano Caserta, quindi, si sposteranno a Pietravariano; l’area interessata all’estrazione è ricoperta da una lussureggiante vegetazione e rappresenta un habitat ideale per tanti animali. Come ogni medaglia, dall’altra parte esultano i comitati e i residenti di Caserta, in particolare coloro che da decenni subiscono il grave inquinamento ambientale prodotto dagli impianti estrattivi. Un’area la cui “liberazione”, dopo la decisione del Tar, appare più vicina.
Piedimonte Matese: a ottobre il processo per il suicidio in una casa famiglia
PIEDIMONTE MATESE – E’ stato rinviato al prossimo ottobre, il processo a carico di Amelia Izzo e Giuseppe Musco. I due, in qualità di responsabili di una casa famiglia sono finiti sotto processo perché – in qualche modo – ritenuti responsabili del suicidio di una ragazza ospite della stessa struttura, con sede in San Potito Sannitico. Il rinvio, stabilito ieri durante l’udienza presieduta dal giudice Severino Antonucci, si è resa necessaria per un vizio di forma nella formulazione del capo di imputazione. Infatti, così come ha fatto notare l’avvocato difensore degli imputati, nello specificare il capo d’accusa, la Procura avrebbe omesso di citare, esattamente gli articoli del codice penale che sarebbe stati violati. Per questo motivo i legali di Izzo e Musco chiedevano la regressione del processo innanzi al giudice per le indagini preliminari. Dopo una breve camera di consiglio, il giudice Antonucci, invece, ha deciso di rinviare il processo al prossimo ottobre e, nel frattempo, notificare ai due imputati, non presenti in aula, nuovamente i capi di imputazione. La storia prende avvio nel 2005, quando Filomena Olisterno e una sua compagna – entrambi giovanissime ospiti della casa famiglia di San Potito Sannitico – decisero di tentare il suicido ingerendo una massiccia dose di farmaci. Mentre l’amica riuscì a salvarsi, Olisterno, purtroppo morì. Scattò una indagine della procura della Repubblica che scandagliò molti aspetti di quella casa famiglia e della vita che in essa conducevano gli ospiti. Fra le altre cose, sarebbe emerso che le due ragazze erano utilizzate per incontri “particolari” con uomini del posto. In cambio ricevano denaro oppure promesse. Se si rifiutavano subivano dure punizioni. Gli imputati hanno sempre rigettato con forza ogni accusa, evidenziando, in ogni occasione, che la verità verrà a galla durante il dibattimento. Insomma, una vicenda complicata che dovrà essere affrontata nei minimi dettagli durante il dibattimento che riprenderà il prossimo ottobre. Qualche mese prima del suicidio della giovane Olisterno, una succursale della casa famiglia “Sos Adolescenza” - sita a Vairano nella frazione Scalo – fu chiusa per ordinanza dell’allora sindaco, Massimo Visco. Secondo un rapporto fatto allora dai servizi sociali e dalla Procura, fra le altre cose, sussistevano la mancanza di cura per i servizi igienici, minori spostati come pacchi postali, un solo dipendente costretto a lavorare per 24 ore, finestre chiuse con catenacci, mancanza di sapone o altro per l’igiene dei ragazzi che erano costretti a comprare tutto di tasca propria. Questo spinse il primo cittadino a disporre la immediata revoca di ogni autorizzazione concessa alla struttura.
Vairano Patenora: no dei giovani all'ampliamento della cava
VAIRANO PATENORA – Un comitato per contrastare l’ampliamento della cava Monte Sant’Angelo. Sono diversi giovani del posto a voler intraprendere l’iniziativa, coinvolgendo anche il giovanissimo comitato per l’ambiente, costituiscono alcuni mesi fa. L’idea è quella di bloccare il previsto ampliamento della cava alle porte della città; un ampliamento che potrebbe cancella una grossa fetta di montagna. Inoltre, il comitato ritiene che la comunità vairanese ha già sopportato da troppi anni i disagi e le problematiche conseguenti all’attività estrattiva. Sull’ampliamento, dovrà dire il “si” definitivo il Genio Civile che dopo la conferenza dei servizi di qualche mese fa dovrà dare il via libera all’ulteriore sfruttamento della cava di Vairano Patenora. Un sito che – secondo le richieste della società titolare dei diritti di coltivazione dell’impianto - sarà ampliata per consentire una estrazione ulteriore pari al 20% di quanto estratto finora. Una autentica enormità soprattutto in rapporto alle dimensioni della stessa collina che da molti anni è soggetta all’attività estrattiva. La proposta della società molisana – che fa riferimento al gruppo Patriciello, la famiglia dell’Europarlamentare Aldo - è stata già approvata dalla commissione integrata comunale. La richiesta avanzata dagli imprenditori è stata curata attraverso una conferenza dei sevizi e quindi attraverso la commissione ambientale. Ciò ha evitato che la questione approdasse in consiglio comunale e quindi avesse più visibilità per i cittadini. La cava in questione da decenni è sfruttata tanto che una grossa fetta di Monte Sant’Angelo è oramai un mero ricordo; inoltre da qualche tempo la cava è interessata da un progetto di sistemazione ambientale, scaduto nel 2007. I cittadini di Vairano, quindi, speravano che presto l’attività estrattiva del gruppo Patriciello cessasse. Invece ecco la sorpresa dell’ultima ora: gli imprenditori sfruttando una vecchia delibera degli anni novanta intendono ottenere la concessione per ampliare la cava. Un particolare sicuramente curioso ha voluto che quella delibera degli anni 90 fu partorita dall’allora sindaco Pasquale Picozzi, lo stesso Picozzi che oggi siede nei banchi della maggioranza con la carica di assessore.
Pietramelara: De Ponte scrive alla Corte dei Conti
PIETRAMELARA – Durissima l’opposizione verso la maggioranza, sulla vicenda isola ecologica. De Ponte preannuncia l’invio degli atti alla Corte dei Conti che dovrà valutare le responsabilità degli amministratori e condannarli al pagamento delle spese. Già in passato il gruppo di minoranza aveva definito “dilettanti” gli amministratori per una serie di errori commessi proprio nella procedura per la gara d’appalto del progetto; errori che furono ripetuti per ben tre volte consecutivi. Ora, alla luce delle motivazioni espresse dal Tar, il gruppo Uniti per Rinascere – attraverso la voce del capogruppo Andrea De Ponte - ha precisato: “che fossero degli sprovveduti noi lo dicevamo già da tempo; che adesso è certificato anche dal Tar Campania, non fa altro che confermare la nostra convinzione. Questi amministratori - continua De Ponte - hanno arrecato un danno enorme alle case del nostro comune, già mal ridotto. Inoltre, insiste De Ponte, la loro incapacità progettuale ha privato i cittadini di una struttura utile ad attuare la raccolta differenziata. Per non arrecare altri danni alla collettività di Pietramelara – precisa il capogruppo di Minoranza - dal punto di vista economico e visto quanto il Tar ha messo in evidenza (errori procedurali e non solo), al fine di evitare un’altra brutta figura per il nostro comune, invitiamo la maggioranza consiliare a non ricorre al consiglio di Stato. Siamo sicuri – conclude De Ponte - che la Corte dei Conti saprà controllare bene tutti gli atti e tutte le responsabilità perché il danno economico non ricada sui cittadini di Pietramelara.” Ricordiamo che pochi giorni fa, il Tar della Campania ha accolto il ricorso contro l’esproprio che il comune voleva attuare a danno della chiesa. Un esproprio necessario per la costruzione di un’isola ecologica. Il Tar, quindi, boccia – definitivamente - l’isola ecologica di Pietramelara.
Teano: 50milioni di euro per rete idrica e fognaria
TEANO - Il comune di Teano ha presentato un'istanza di coofinanziamento per 50 milioni di euro al Parco Progetti Regionale istituito con DGR del 1 agosto 2006. Si intende realizzare un sistema integrato idrico fognario e depurativo dell'intero territorio comunale. Il progetto, complesso ed ambizioso, coordinato dagli assessori Flavio Toscano e Gianpaolo d'Aiello ed affidato al dottor Gianluca Battaglia, esperto napoletano in ambito di utilizzo di fondi comunitari, è già immediatamente appaltabile ed attiverà, laddove finanziato, le risorse comunitarie della programmazione 2007 - 2013. Il progetto è ora all'esame del Nucleo di Valutazione degli Investimenti Pubblici della Regione Campania per la prima fase istruttoria. Il progetto successivamente verrà sottoposto all'esame dell'assessorato regionale all'ambiente per la formalizzazione del decreto di finanziamento. Gli interventi previsti nel progetto saranno realizzati per far fronte alla condizione di deficit in cui versano le attuali reti, e soprattutto per porre rimedio alla grave situazione di degrado ambientale causata dallo sversamento dei reflui urbani dell’intero abitato. Il comune di Teano presenta un territorio con tipica orografia collinare, esteso per circa 88 kmq, con una popolazione residente, di circa 13285 abitanti, distribuita sul territorio, fra Teano centro e 22 frazioni e contrade. La popolazione risiede per circa il 50% in Teano centro, pressoché il 40% risiede nelle 22 frazioni e contrade e la rimanente parte (circa il 10%) risiede in case sparse. L’intervento in oggetto si prefigura quale completamento, ammodernamento e realizzazione ex novo dell’apparato idrico, fognario e depurativo di tutto il territorio comunale. La notevole estensione del territorio e l’elevato numero di agglomerati ha dato luogo nel tempo ad un sistema acquedottistico articolato in più sottosistemi, ciascuno a servizio di una o più frazioni. Le reti di distribuzione, quasi ovunque mancano di idranti antincendio e sono mal dotate di organi per le usuali manovre di intercettazione e controllo. In molte frazioni peraltro la distribuzione è affidata a tubazioni in cemento amianato, con le immaginabili conseguenze per la salute dei cittadini. In progetto è previsto il rifacimento di tutti gli allacci alle utenze, notoriamente punti critici di ogni distribuzione, da realizzae in Pead che raggiungono l’attuale posizione del contatore, evitando così contenziosi amministrativi con i cittadini. Inoltre è prevista la realizzazione di 6 nuovi serbatoi al fine di poter garantire, in uno con i volumi idrici esistenti e riutilizzabili, le classiche funzioni di riserva idrica, compenso ed antincendio, demandate a taluni manufatti, poiché ad oggi, in alcune frazioni la modesta cubatura dei serbatoi esistenti, talvolta non garantisce neanche il compenso giornaliero alla punta. Al fine di risolvere i problemi di carenza idrica è risultato necessario prevedere la realizzazione di alcuni nuovi pozzi. Attualmente Teano centro ed anche la maggior parte delle frazioni sono dotate di fogne miste, ovunque si ha lo scarico a cielo aperto dei reflui in fossi locali che confluiscono nei fiumi Messeri e Savarone. Tali problematiche, mai affrontate in maniera articolata e sinergica attraverso una progettazione di tipo “integrato” hanno, di fatto, determinato un freno allo sviluppo sociale ed economico del territorio, che avrebbe viceversa potuto sfruttare favorevolmente la sua valenza ambientale e paesaggistica.
venerdì 6 febbraio 2009
Piedimonte Matese: online l'altlante della natura matesina
PIEDIMONTE MATESE - Nasce Matesenatura.it atlante on lineper conoscere le biodiversità del parco. Da marzo sarà disponibile a tutti dai turisti agli studiosiper descrivere l'ecosistema e i prodotti agroalimentari. Si chiama Matesenatura.it ed è la nuova piattaforma on line che raccoglie i più recenti studi sulla biodiversità nel Parco Regionale del Matese. L’atlante on line, che sarà disponibile a partire dal prossimo marzo, consente a tutti, dagli studiosi ai turisti, di scoprire l’eccezionale ricchezza di biodiversità del Parco Regionale del Matese, che si estende su oltre 33 mila ettari comprendendo 20 comuni e due provincie di Benevento e Caserta. Inventari di razze animali, varietà vegetali e prodotti agroalimentari tipici ma anche liste di controllo delle specie, schede monografiche di risorse, habitat ed ecosistemi: matesenatura.it divulga tutto questo anche attraverso un database denominato S.I.T. (Sistema Informativo Territoriale), riservato agli operatori specializzati, contenente i dati alfanumerici e la cartografia relativa alle diverse componenti della biodiversità del Parco. Il sito nasce per implementare il progetto dell’Ente Parco Regionale del Matese, denominato «Laboratorio della Biodiversità», svolto nel 2008 da Agriconsulting S.p.A e finanziato con i fondi del Programma Operativo Regionale 2000 - 2006. Si tratta del più aggiornato ed organico studio relativo alle risorse naturali e di biodiversità dell’area matesina che attraverso un’estesa trattazione di differenti filoni tematici consente l’inquadramento generale del potenziale di ricchezza naturalistica e florofaunistica del Parco. Al target degli operatori media, in particolare, è riservata una sezione della stessa area informativa - accessibile previa registrazione - contenente moduli nel formato professionale HD, foto e video.
Caiazzo: Ora è città slow
CAIAZZO - Il Coordinamento Internazionale delle Cittàslow a Caiazzo per verificare cosa sia il vivere lento, sano, genuino, naturale, vita moderna , cioè dell’oggi, ma senza tamburreggiamenti ansiogeni. Giornata inaugurale col sottosegretario Guido Bertolaso che ha accettato di buon grado di intervenire a un convegno in cui si parlerà di ambiente in positivo e non in negativo come, purtroppo, ogni volta che si accenna alla questione rifiuti. Trasferta non in una beauty farm, quindi, ma a 18 chilometri da Caserta, 200 metri di altitudine, 6000 abitanti in un contesto di verde, col Massiccio Matesino a far da sfondo, titoli per l’inserimento nell’albo delle Cittaslow che, per quanto riguarda la Campania, registra con la cittadina caiatina soltanto Amalfi, Positano, Pollica e Giffoni Valle Piana. Un club esclusivo di città, quindi, animate da persone "curiose del tempo ritrovato", ancora protagoniste del lento, benefico succedersi delle stagioni, rispettose della salute di tutti, della genuinità dei prodotti e della buona cucina. In questa «Bengodi» del Casertano sono attesi, con il sindaco di Mendrisio del Canton Ticino che ospiterà la prossima assemblea internazionale, le rappresentanze di alcune cittadine della Gran Bretagna, Germania, Spagna, Belgio, Norvegia, Polonia e Corea.
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