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mercoledì 25 febbraio 2009

Pietravairano: 61enne scomparso nel nulla


PIETRAVAIRANO – E’ scomparso nel nulla Antonio Orsi. Dall’altra notte l’uomo è ricercato attivamente da carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, unità cinofili e da un elicottero. Purtroppo, senza alcun esito, finora. Ogni ipotesi sulla scomparsa del 61ennne, al momento, sembra essere buona. Per alcuni familiari l’uomo potrebbe essersi allontanato, a piedi, lungo una strada interna che conduce verso il Matese; un’azione che Antonio avrebbe attuato in un momento di confusione o di sconforto. Oltre a questa ipotesi non si può escludere nemmeno la tesi di un gesto estremo, attuato da Antonio, magari in un momento di sconforto. Più remote appaiono le ipotesi legate ad un atto criminale, magari quella di un tentativo di rapina finito male. In ogni caso le ricerche, finora, si sono concentrate nel bosco alla spalle della casa di campagna dalla quale Orsi è scomparso l’altra sera. Antonio, nella vita tecnico radiologo presso l’Asl Ce1, ha una famiglia perfetta composta dalla moglie e da tre figli maschi. Due di essi gestiscono un negozio di ottica e un bar a Vairano Scalo. L’altro, invece, ha seguito le orme del padre lavorando come tecnico di radiologia in un ospedale della Toscana. Così, appare evidente che la famiglia Orsi non aveva alcun tipo di problema. L’unico cruccio di Antonio appare quello legato ad un problema ad un ginocchio. Una questione per cui l’uomo avrebbe dovuto sottoporsi ad una visita in una clinica di Bologna. Una visita medica di cui la famiglia non era stata messa al corrente, così come non era stata messa a conoscenza del fatto che Antonio, proprio a partire da ieri mattina, si era messo in ferie, fino al prossimo 20 marzo. L’ultimo giorno “normale” di Antonio – lo scorso lunedì – si è svolto tutto fra la casa e la sua masseria dove si è intrattenuto per molte ore a raccogliere legna. Poco prima delle ore diciotto, ha incontrato il cugino al quale avrebbe raccomandato di dare un’occhiata alla sua piccola fattoria, annunciandogli, appunto, la sua assenza per recarsi a Bologna. Dopo quell’ora, nessuno ha visto più Antonio. La sua vettura è rimasta parcheggiata davanti la masseria in località “Aia dei Monaci” con le chiavi inserite ne quadro. Solo alcuni attrezzi usati per raccogliere la legna e lasciati sul terreno tradiscono qualcosa di imprevisto, accaduto in fretta. Alcuni cacciatori che conoscono bene quella collina che separa il territorio di Pietravairano con quello di Vairano Patenora, ipotizzano che l’uomo, magari inoltratosi nel bosco, sia finito in qualche inghiottitoio naturale. Nello stesso modo – evidenziano i cacciatori – si sono smarriti diversi cani che inseguivano la cacciagione.

domenica 22 febbraio 2009

San Gregorio Matese: sequestrato il cantiere del comune

SAN GREGORIO MATESE – Sequestrato il cantiere – ubicato nel centro del paese - dove l’amministrazione comunale stava realizzando un centro sportivo polivalente. Carenza totale delle più elementari norme di sicurezza e quasi la metà dei lavoratori impiegati non erano mai stati assunti. Mentre per la struttura sono scattati i sigilli, l’amministratore della ditta aggiudicatrice dell’appalto – una impresa di Caserta - è stato denunciato alla Procura della Repubblica. Il blitz è scattato ieri mattina ed è stato condotto in sinergia dai carabinieri della compagnia di Piedimonte Matese, in collaborazione con i funzionari dell'ispettorato del lavoro di Caserta. Il cantiere si sviluppa su una superficie di oltre duemila metri quadrati. Nel sito si stava lavorando per la realizzazione di un impianto sportivo polivalente comprensivo di auditorium e campo di tennis – riconosciuto dal Coni - del valore complessivo di un milione e mezzo di euro. I militari della compagnia di Piedimonte Matese hanno riscontrato violazioni in materia di sicurezza relative alle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. La scala che serve i ponteggi, ad esempio, era sprovvista del dispositivo antisdrucciolevole ed era, secondo gli inquirenti, mal assicurata alle pareti; molti i cavi elettrici erano sprovvisti di protezioni. Inoltre, su dieci lavoratori trovati all’opera nel cantiere, quattro di essi lavoravano al nero. Il legale rappresentante della ditta è stato denunciato per i reati previsti ed inoltre allo stesso è stata già notificata una sanzione amministrativa di ventimila euro. Rammaricato - il sindaco del piccolo paese lungo i pendii del massiccio del Matese, Antonio De Lellis - che, insieme alla sua amministrazione, ha puntato sul progetto ritenendolo un volano di sviluppo per l’intera area matesina. Una struttura polivalente - Precisa De Lellis – che dovrà attirare a San Gregorio numerosi turisti ed anche investimenti. Il sindaco, perciò, auspica una immediata ripresa dei lavori, chiaramente, dopo che la ditta avrà ottemperato alle norme di legge. Il comune di San Gregorio Matese – che conta circa mille abitanti è situato nel cuore del Parco Regionale del Matese, nel suo territorio è situato uno dei più importanti laghi dell’area.

Vairano Patenora: allarme amianto nelle condotte idriche

VAIRANO PATENORA – Per ovviare ai persistenti problemi che gravano sull’erogazione dell’acqua, sarebbe stata utilizzata, negli ultimi tempi, un vecchio tratto di acquedotto cittadino costituito da tubazioni in amianto-cemento. Un collettore idrico che non veniva più usato dal lontano 1984 quando l’allora sindaco, Giuseppe Santagata decise di abolirlo per evitare conseguenze sulla salute della gente. Successivamente, la costruzione di un altro by pass, realizzato dall’amministrazione guidata da Massimo Visco, eliminò del tutto quella vecchia condotta in amianto. Da qualche tempo, secondo quanto riferito da alcuni cittadini e ribadito dalla minoranza consiliare targata “Castello”, quella pericolosa condotta sarebbe stata riattivata incanalandoci l’acqua destinata ai residenti del centro Patenora. La gente è allarmata e chiede chiarimenti e risposte certe per allontanare qualsiasi dubbio. Anche la stessa opposizione presenterà, nei prossimi giorni, una richiesta per far luce sulla vicenda. Il delegato ai servizi idrici, l’assessore Pasquale Picozzi, afferma di non conoscere la vicenda e comunque si sente di escludere qualsiasi utilizzo di quella vecchia e pericolosa condotta. Intanto, da qualche giorno l’erogazione dell’acqua in città è ritornata normale dopo tante settimane di gravi e persistenti disagi. Un’area, quella vairanese, cresciuta – negli ultimi anni – a dismisura senza i necessari adeguamenti degli impianti idrici e fognari. Il consorzio di Terra di Lavoro, come emerso più volte nei mesi scorsi, ha tentato di sopperire alla crescente richiesta semplicemente aumentando la pressione nelle condotte principali. Un aumento che deve servire a portare l’acqua in palazzi sempre più alti ma anche a soddisfare i tanti rubinetti in più. Spesso però, le condotte, vecchie e inadeguate, cedono sotto la pressione sempre maggiore.

Teano: mamme in rivolta contro l'amministrazione

TEANO – I genitori degli alunni della scuola media cittadina sono in rivolta. L’indice è puntato contro l’assenza di iniziativa da parte dell’amministrazione cittadina. Mancanza di interventi che costringono i giovani alunni sidicini a sopportare diversi disagi. Inutili, finora, i tentativi da parte di diverse mamme di “convincere” gli amministratori ad intervenire. Anzi, innanzi alle insistenze qualche assessore di spicco del governo sidicino avrebbe “minacciato” il taglio di qualche servizio. Così, alcune classi, soprattutto quelle al piano terra sono costrette a fare lezione al freddo. Un freddo che aumenta specialmente quando c’è vento. Infatti, così come riferiscono alcuni genitori, il vento impedirebbe alla caldaia di funzionare. Un disagio che si potrebbe risolvere con un semplice intervento e che, invece, si prolunga da mesi e mesi. Ma, la “ciliegina” sulla torta riguarda tutti gli alunni – e sono davvero tanti – che hanno deciso di usufruire di un corso di musica che si svolge in orario extrascolastico. I locali scelti “offerti” dal comune per ospitare le lezioni sono quelli dell’ex struttura carceraria, fino a pochi mesi fa utilizzati dall’Asl. Locali – precisano alcun mamme infuriate – che non sono certamente idonei per fare delle lezioni e soprattutto per ospitare dei bambini. La sporcizia sparsa ovunque, l’assenza dei riscaldamenti e la scarsa sicurezza fanno di quel posto un luogo pericoloso per i nostri figli. A supporto di questa tesi arrivano le decisioni di alcuni insegnanti di musica che in qualche caso hanno preferito mettere a disposizione la propria casa nella quale portare gli alunni per garantire loro un luogo più confortevole. Qualche altro insegnante, invece, ha semplicemente comprato – a proprie spese – una stufa elettrica per riscaldare gli ambienti. L’amministrazione comunale, sollecitata più volte a sistemare quei locali, avrebbe semplicemente risposto che sarebbe toccato all’Asl, quando ha liberato i locali, rimetterli in ordine e pulirli. Intanto, mentre avviene il classico scaricabarile, i ragazzi – che pagano le reali conseguenze – continuano a vivere pesanti disagi. Ancora una volta, le istituzioni e le amministrazioni mostrano di avere scarsa attenzione verso la scuola, l’istruzione e la formazione delle nuove generazioni.

Pietramelara: Izzo assessore alla Comunità Montana

PIETRAMELARA - L’intesa di maggioranza, raggiunta all’indomani della legge regionale di riforma delle comunità Montane , tra i Comuni di Liberi,Pietramelara,Dragoni,Pontelatone e Castel di Sasso, ha portato alla definizione di un nuovo assetto politico organizzativo e di governo della comunità montana del Monte Maggiore attualmente retta da neo presidente Giusepppe Vastano. L’accordo politico programmatico ,ha visto il comune di Pietramelara assumere un ruolo assai rilevante e di particolare importanza nel governo dell’ente e dell’intero territorio montano di tutti i comuni compresi in cui sono in atto e si svolgeranno altri lavori in programma di attività boschive idraulico forestali e di ripristino delle montagne e dei boschi del Monte Maggiore a cura dello staff tecnico e degli operatori baif. La scelta politica di governo della nuova comunità montana attuata dall’amministrazione comunale pietramelarese nel delegare all’ente montano il consigliere comunale Roberto Izzo ha permesso al comune di Pietramelara dopo diversi anni di assumere un importante ruolo nella nuova giunta costituita dal presidente e da solo due assessori, ottenendo peraltro la delega alla riforestazione e alla attività dei baif. Il neo assessore Izzo si è calato subito nel suo nuovo impegno politico, programmando insieme ai nuovi vertici della comunità montana e allo staff tecnico i lavori già in corso nei vari comuni che vedono impegnati oltre agli operatori stabili altri 104 operatori qualificati a tempo determinato. Tra le diverse attività programmate nei vari comuni e sul territorio di Pietramelata, l’assessore Izzo intende dare particolare attenzione alla salvaguardia e alla valorizzazione dei boschi,dei sentieri montani e i dei siti archeologici ,al recupero delle vecchie conoscenze alle tradizioni rurali contadine e montane dell’intera area del monte maggiore. A tal proposito sarà dato particolare impulso al completamento dei lavori già da tempo avviati dell’area comunale denominata Capozzola a ridosso del Montemaggiore, attraverso il completamento della pulizia del bosco, sottobosco, ripristino vecchi sentieri , con la creazione di aree di sosta , percorsi naturalistici tematici ,cartellonistica dei sentieri e delle zone di interesse archeologico.

venerdì 20 febbraio 2009

Vairano Patenora: parte male la campagna elettorale di Patriciello

VAIRANO PATENORA – Inizia sotto una cattiva stella – sicuramente non nel migliore dei modi - la campagna elettorale dell’Europarlamentare molisano, Aldo Patriciello, nell’Alto Casertano. Infatti, mentre l’europarlamentare, che può pescare voti anche in provincia di Terra di Lavoro, tenta di conquistare nella nostra provincia, ogni spazio possibile, anche improvvisandosi docente nelle scuole e negli istituti del territorio, una nuova bufera – legata alle sue disavventure giudiziarie - sembra profilarsi all’orizzonte. Sotto accusa finiscono i rapporti di amicizia fra Aldo Patriciello e il Procuratore Capo della Procura di Isernia, Antonio La Venuta. Lo stesso dirigente della stessa Procura che lo scorso 14 febbraio avrebbe dovuto decidere sul rinvio a giudizio o meno di Aldo Patriciello. Una decisione che non c’è stata perché La Procura Pentra ha deciso di spostar eil processo presso la Procura di Cassino. Una Procura che già in precedenza aveva detto di non essere competente sulla questione. Ieri è arrivata la prima reazione da parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Infatti, la Prima Commissione del Csm ha avviato, all'unanimità, una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilita' ambientale nei confronti del procuratore della Repubblica di Isernia Antonio La Venuta, sul quale pende anche una richiesta di sospensione dalle funzioni e dallo stipendio avanzata dal procuratore generale della Cassazione. Il magistrato e' accusato dalla Prima Commissione di aver causato, con i suoi comportamenti, una "grave ed ingiustificata conflittualita'" con la Procura generale di Campobasso, con alcuni pm in servizio ad Isernia, con alcuni esponenti dell'Arma dei Carabinieri e con il pm Nicola D'Angelo della Dda di Campobasso. Sull'operato del procuratore di Isernia, si legge ancora nel capo di incolpazione notificato al magistrato, grava poi un "clima di sospetto" scaturito dal suo "rapporto di amicizia con Aldo Patricello", che era stato indagato nell'ambito dell'inchiesta 'Piedi d'argilla', inerente presunti rapporti di alcuni esponenti del luogo con la camorra (questa specifica posizione è stata poi archiviata), di cui era titolare il pm D'Angelo, condotta con l'ausilio della Compagnia dei Carabinieri di Venafro. Il magistrato, poi, non diede l'assenso al trasferimento dell'ufficiale di polizia giudiziaria Massimo Laboccetta, come invece sollecitato dalla Procura generale, indagato con La Venuta in un procedimento penale aperto a Bari in seguito a una denuncia presentata dal sindaco di Scapoli. "La situazione determinatasi a seguito di queste condotte - si legge nel capo di incolpazione per La Venuta - gettando discredito e dubbi di correttezza sul suo operato, ha inevitabilmente inciso negativamente non solo sul suo personale prestigio ed autorevolezza", ma anche sulla possibilita' che il procuratore "continui ad operare con la necessaria imparzialita' ed indipendenza negli stessi contesti territoriali e con le medesime funzioni, essendo ormai coinvolto in un groviglio di gravi sospetti e accuse". La Prima Commissione interroghera' il 16 marzo La Venuta, il quale ha gia' annunciato di voler lasciare la magistratura: tale sua istanza dovra' essere vagliata dalla Quarta Commissione e poi dal plenum, nonche' seguita da un decreto ministeriale. Il 24 febbraio, nel frattempo, la sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli sara' chiamata a decidere sulla richiesta di sospensione cautelare presentata dal pg della Suprema Corte, titolare, assieme al ministro, dell'azione disciplinare.

Pietravairano: dal comitato civico due ricorsi contro Moccia

PIETRAVAIRANO - Il Comitato Civico “per la tutela e la difesa di Pietravairano” scende in campo contro le cave presentando un doppio ricorso: una al Tar e l’altro al Consiglio di Stato. Una decisione accelerata dopo l’ordinanza del Tar che ha rigettato il ricorso presentato dal Comune di Pietravairano contro la delocalizzazione delle cave e cementificio Moccia a Pietravairano. Insomma, il comitato civico pietravairanese – presieduto dalla professoressa Maria Acquaro – ha assunto un’azione autonoma di opposizione, al fine di prevenire ogni altro eventuale “attacco del potere costituito” contro il territorio di Pietravairano. Contestualmente, inoltre, rivolge l’ennesimo appello all’Amministrazione Comunale, Sindaco in testa, affinché si proceda alla necessaria perimetrazione del già istituito Parco di “Monte Maggiore – Monte Monaco e Monte Fossato”, superando ogni impedimento “burocratico”. “Abbiamo fatto tante lotte – scrive Acquaro - e vinto varie battaglie, non possiamo perdere questa guerra, seppur dura e difficile. Di fronte ad un nuovo “colpo di mano” il dovere dei cittadini di difendere la propria salute e il proprio ambiente diventa ancor più inderogabile. La ratifica ad un piano di sviluppo “sostenibile” – precisa il presidente del comitato - compatibile cioè con le risorse ambientali del nostro territorio, è già avvenuta tramite le adesioni espresse sia dal Comune di Pietravairano che da altri 16 Comuni dell’Alto Casertano al Parco di “Monte Maggiore-Monte Monaco e Monte Fossato” e al “Parco delle Acque”. E’ su questa direttiva – conclude Acquaro - che continueremo ad impegnarci per tutelare e difendere “ ad oltranza” il nostro paese e poter così garantire alle giovani generazioni un futuro migliore di quello che ha dovuto subire, purtroppo, S. Clemente di Caserta, di cui in questi giorni stiamo seguendo, a mezzo stampa, le amare vicende.”

Pietramelara: sequestrata la radio "abusiva" dell'assessore

PIETRAMELARA – Sequestrata l’emittente radiofonica dell’assessore Pietro Zannito. Una stazione radio che funzionava senza alcuna autorizzazione Ministeriale, senza partita iva e senza aver mai pagato i diritti di autore, necessari per la messa in onda dei brani musicali. Per queste ragioni, l’emittente è stata sequestrata dalla Guardia di Finanza di Caserta. “Radio Lara” era un punto di riferimento per l’intera cittadina di Pietramelara, riuscendo a calamitare l’attenzione degli ascoltatori specialmente la domenica mattina, quando ai microfoni si confrontavano, in accesi dibattiti, i politici locali. Vera anima di quella stazione è sempre stato Pietro Zannito, da qualche anno assessore nella giunta municipale. Una figura, quella di Zannito, che avrebbe assunto su di se ogni responsabilità inerente la vicenda. Il sequestro dell’emittente rientra in una mirata attività di servizio finalizzata alla ricerca e repressione delle violazioni agli obblighi relativi al pagamento dei diritti Siae e di quelli connessi all’esercizio del diritto d’autore nel corso delle trasmissioni radio-televisive, attraverso la diffusione non autorizzata delle opere tutelate dalla Siae. Nell’ambito di tali controlli è stata scoperta la radio “pirata” che è stata successivamente chiusa dalla sezione mobile del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Caserta, con il conseguente sequestro di tutte le apparecchiature radiofoniche, nonché di un’ingente quantità di materiale musicale riprodotto illecitamente. L'emittente radiofonica illegale era “specializzata” nella trasmissione di musica e di programmi di intrattenimento, intervallati da spot pubblicitari prodotti irregolarmente. La radio, peraltro totalmente sconosciuta al fisco, trasmetteva indisturbata da una stazione collocata all'interno di un anonimo appartamento situato nel comune di Pietramelara, con apparati radiofonici camuffati da comuni antenne televisive. I finanzieri, nell’occasione, unitamente a funzionari della società italiana degli autori ed editori del servizio antipirateria della direzione generale di Roma, hanno proceduto al sequestro di apparati informatici contenenti circa 42mila files relativi ad opere musicali di vari artisti e generi in formato Mp3; 1200 cd musicali di vari artisti, 650 Lp 33 giri in vinile e 463 musicassette audio musicali. Inoltre sono stati sequestrati i trasmettitori, le antenne e alcune consolle. L'indagine ha consentito di accertare anche il mancato possesso della prescritta concessione Ministeriale per l’installazione e per l’esercizio di impianti di radiodiffusione sonora e televisiva. Il proprietario dell'emittente radiofonica è stato denunciato alla locale procura della repubblica di santa maria capua vetere per la violazione della normativa riguardante la radiodiffusione e la protezione del diritto d'autore e degli altri diritti connessi al suo esercizio. L’attività delle fiamme gialle proseguirà per accertare le violazioni di carattere fiscale e per quantificare l'evasione in materia di imposte dirette, iva, oltre che dei dovuti diritti d'autore.

mercoledì 18 febbraio 2009

Vairano Patenora: Avvisi di garanzie per amministratori

VAIRANO PATENORA – L’attuale giunta di governo locale, guidata dal sindaco Giovanni Robbio, e quella precedente, diretta dall’ex sindaco Massimo Visco, unite da un comune denominatore: la scelta e la nomina del dirigente unico della macchina amministrativa vairanese. Una vicenda sulla quale – già da qualche mese starebbe indagando la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Nei prossimi giorni potrebbero essere notificati gli avvisi di garanzia a numerosi amministratori ed ex amministratori. Una vicenda che ha già visto la Corte dei Conti “intimare” un risarcimento, in favore dell’ente vairanese di trentunomila euro quale danno erariale ipotizzato dall’organo di controllo che ha posto sotto accusa, oltre allora sindaco Visco, gli assessori Pasquale Zompa, Nicola Raffaele e Domenico De Luca; quest’ultimo in veste di assessore esterno al personale quando fu chiamato a sostituire il dimissionario Giuseppe Santagata che da vice sindaco, proprio sulla vicenda del personale, preferì lasciare e collocarsi all’opposizione. La questione in merito alla quale è intervenuta la Corte de Conti si riferisce alla nomina a primo dirigente di Gaetano Di Nocera e il successivo contenzioso che ha portato l’ente vairanese a deliberare l’erogazione di circa 60mila euro in favore del dipendente. Una decisione contro la quale insorse l’allora segretaria generale dell’ente locale, Rita Riccio, che scrisse un dettagliato esposto alla Corte dei Conti, ipotizzando un danno erariale per le casse del comune di Vairano. Si dicono sereni e fiduciosi gli interessati, in particolar modo, l’ex primo cittadino, Visco, oggi consigliere comunale di minoranza, evidenzia che sarà dimostrato, durante il dibattimento, la legittimità di ogni azione assunta; decisioni prese nell’esclusivo interresse generale dell’ente. La questione prende avvio alcuni anni fa, quando Di Nocera fu inquadrato attraverso la legge 285 che favoriva l’ingresso dei giovani nella pubblica amministrazione, attraverso incarichi temporanei. Successivamente il rapporto divenne fisso e attraverso un concorso interno Di Nocera divenne avvocato dell’ente comunale. Durante la legislatura Visco fu fatta un’azione conciliatoria con la quale l’avvocato ottenne la nomina a dirigente. Proprio contro questa nomina e la relativa spesa l’allora segretaria Riccio punta il dito ritenendola illegittima perché l’ente sarebbe privo della pianta organica. L’avvocato è stato nominato dirigente unico della macchina amministrativa vairanese – all’unanimità – dall’attuale giunta capeggiata dal sindaco Giovanni Robbio che, con tale atto, avalla quanto stabilito dal suo predecessore Massimo Visco.

martedì 17 febbraio 2009

Roccamonfina: è nato l'osservatorio astronomico

ROCCAMONFINA - Un osservatorio astronomico nel cuore del Parco Regionale di Roccamonfina. Il sito è stato realizzato a pochi metri dall’Orto della Regina, un’area archeologica ubicata su Monte Frascara e circondata da imponenti mura megalitiche. Non si tratta di un osservatorio astronomico “tradizionale” dove il visitatore può avvalersi di cannocchiali o telescopi per avvicinare la volta celeste. L’osservatorio astronomico realizzato a Roccamonfina è del tutto “naturale”. Si tratta di un’opera d’arte – pienamente compatibile con l‘ambiente – che ha la duplice funzione di avvicinare il visitatore alle stelle e alla natura che lo circonda. Una semplice struttura in legno con un piano inclinato di pochi gradi permette di adagiarsi comodamente, su di essa con la schiena e, quindi, di avere il viso e gli occhi rivolti verso il cielo. L’intervento è stato realizzato nell’ambito del progetto “Arte e Natura nel Parco” che nasce dal desiderio di inserire l’area protetta del Parco Regionale Roccamonfina-Foce Garigliano nel circuito internazionale dei parchi d’arte e di promuovere la produzione artistica contemporanea, con particolare attenzione alle forme di arte pubblica e partecipata, alle poetiche della Land Art, all’interesse per i temi della natura, dell’ambiente, della cultura biologica, con l’obiettivo di ricostruire o evidenziare un legame tra l’opera d’arte e l’ambiente, capace di produrre una nuova visione del paesaggio. L’installazione – che prende il nome di “Osservatorio Shoemaker – Lexy” nasce da un’idea dell’artista Cristian Forsi. “L’osservatorio di Monte Frascara è solo il primo passo – dichiara il presidente dell’Ente, l’avvocato Raffaele Aveta – verso il traguardo che ci siamo fissati; far entrare il Parco nei circuiti internazioni del turismo di qualità. Nelle nostre città – continua Aveta – sempre più inquinate dalla luce artificiale, si è smarrito il semplice gesto di guardare – di notte – il cielo stellato. Il sito di Monte Frascara – conclude il presidente – fra le altre cose, punta anche a riconquistare il gusto di trascorrere una serata immersi nel buio naturale, attraverso il quale le stelle sembrano molto più vicine. ” L’ente guidato da Aveta, ha avviato azioni mirate volte a reperire i necessari fondi - anche attraverso interventi di privati - per la realizzazione altre opere simili a quelle dell’osservatorio. Fra queste spicca la riqualificazione e riconversione di un ex edificio scolastico sito sull’antico castello di Marzano Appio, in località Terracorpo.