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giovedì 21 luglio 2011
Teano - Sert, Migliozzi fa "arrossire" i politici e i vertici dell'Asl
teano. “Esprime solo la propria ignoranza chi afferma che chiudere il sert non e' una grave perdita. Ignorare il problema significa solo affermare la propria incapacita' di contribuire allo sviluppo di una società civile”. Così il sindacalista Mario Migliozzi interviene in merito alla polemica del Sert. ”Assistiamo con disappunto alla mancanza di sensibilità delle istituzioni locali alla problematica che sta riguardando il Sert di Teano. A Piedimonte Matese per lo stesso identico problema il sindaco ha convocato una conferenza di tutti i sindaci, a Maddaloni l'intero consiglio comunale si è mobilitato convocando un consiglio comunale aperto alla cittadinanza dedicato completamente alle problematiche del Sert. A Teano l'unica voce che si è alzata da parte dell'amministrazione comunale è stata quella di limitarsi a dire che “chiudere il Sert non rappresenta una grave perdita”. Il sottoscritto in qualità di operatore del settore è convito invece che è un servizio utile e vi spiego il perché: “Il Ser.T è un servizio che ha il compito di contrastare il fenomeno della tossicodipendenza e a tal fine è fondamentale la presenza capillare di esso sul territorio. Ogni distretto deve avere un Ser.T per consentire il trattamento di un maggior numero di tossicodipendenti. 10 anni fa, quando il Ser.T di Piedimonte non esisteva, a Caserta afferivano solo 30 pazienti provenienti dal distretto citato e solo quelli che avevano a disposizione un mezzo di trasporto proprio, oggi il Ser.T di Piedimonte assiste circa 200 pazienti. La tossicodipendenza è una MALATTIA e non un vizio, pertanto ha dignità di trattamento come tante altre patologie. E’ una patologia PSICHIATRICA in quanto le sostanze determinano gravi alterazioni di sistemi neurotrasmettitoriali tali da determinare uno stato di malattia molto complesso che necessita di un intervento a 360° per poter essere compensata ( sottolineare compensata e non guarita in quanto si tratta di patologia cronica), tanto che è stata inserita nel DSM V sotto il nome di ADDICTION. Il Ser.T grazie al suo intervento multidisciplinare consente il contenimento di tale patologia: il trattamento con metadone e buprenorfina permette la stabilizzazione dei pazienti e migliora la loro qualità di vita al punto che possono lavorare e produrre e non delinquere, essere cioè attivi e attori in una società “civile” e non essere semplicemente dei parassiti (chi afferma che il Ser.T non è una grave perdita esprime la propria ignoranza del problema e la propria incapacità di contribuire allo sviluppo di una società “civile”). La stabilizzazione dei pazienti TD contribuisce a ridurre la microcriminalità, si potrebbe dire che un Ser.T sottrae mano d’opera alla criminalità organizzata. La presenza dei Ser.T in ogni distretto della ex ASL CE1, ha contribuito a contrastare patologie come epatiti e HIV al punto che possiamo vantare di non avere più ricoveri per la cura degli stadi acuti delle suddette patologie. La percentuale di contagio di HIV è dello 0,8% nella nostra popolazione dei TD (in altri territori tale percentuale arriva anche al 30% ): ciò comporta un notevole risparmio di spesa sanitaria se si considera che la terapia con inibitori delle proteasi indicata nei sieropositivi è tra le più costose. Da anni non ci sono quasi più ricoveri presso la divisioni di malattie infettive di TD con epatite B acuta in quanto abbiamo provveduto a vaccinare a tappeto tutti i nostri pazienti. Lo stesso discorso va fatto per l’epatite C: non c’è un paziente TD che non abbia fatto o che non stia facendo trattamento con interferone e ribavarina: ciò ha contribuito a ridurre il contagio e a ridurre i costi diretti e indiretti di un ricovero di pazienti con epatiti acute (circa 700 euro /die per minimo 10 giorni e non meno di due volte l’anno), e a ridurre la spesa ancora più onerosa di un trattamento di pazienti cirrotici”.
Vairano Patenora - Atti del Puc negati, carabinieri in comune
vairano patenora. Da settimane non si riesce a prendere visione degli allegati alla delibera di proposta del Piano Urbanistico comunale, dopo la nota scritta dei gruppi di opposizione, anche oggi nulla di fatto per i consiglieri comunali che chiedono alla segretaria comunale di prendere visione delle tavole grafiche. Aveva provato prima Fabio Marcello e i responsabili del circolo Pd di Vairano, ma invano. Ma nella mattinata di ieri all’ennesima latitanza della segretaria il caprogruppo Pdl di opposizione Cristian De Angelis, ha chiamato i carabinieri per verbalizzare la mancanza degli allegati alla delibera di giunta apposta in bacheca per la pubblicazione.
Un intervento ritenuto necessario dopo settimane che le opposizioni hanno sollecitato verbalmente e formalmente di poter visionare le tavole grafiche per conoscere quali sino state le linee guida per disegnare lo sviluppo urbanistico e socio economico di Vairano Patenora. Con il sindaco in ferie e la segretaria comunale presente solo qualche giorno della settimana e di cui nessuno conosce quando, non è possibile visionare la documentazione parte integrante del Puc, in quanto nessun ufficio, in particolare l’ufficio tecnico, è stato messo in condizione di disporre del Puc e di metterlo a disposizione dei consiglieri.
Intanto i militari hanno verbalizzato quanto accaduto e preso atto che gli allegati non sono disponibili né in forma cartacea né online sul sito del comune dove si può trovare invece, la delibera, così come è stata registrata l’assenza della segretaria comunale.
Tutto ciò alimenta legittimamente i dubbi che da settimane serpeggiano tra le forze politiche e le opposizioni, sulla regolarità della procedura adottata dalla giunta del sindaco Robbio, sulla proposta di Piano Urbanistico.
Un intervento ritenuto necessario dopo settimane che le opposizioni hanno sollecitato verbalmente e formalmente di poter visionare le tavole grafiche per conoscere quali sino state le linee guida per disegnare lo sviluppo urbanistico e socio economico di Vairano Patenora. Con il sindaco in ferie e la segretaria comunale presente solo qualche giorno della settimana e di cui nessuno conosce quando, non è possibile visionare la documentazione parte integrante del Puc, in quanto nessun ufficio, in particolare l’ufficio tecnico, è stato messo in condizione di disporre del Puc e di metterlo a disposizione dei consiglieri.
Intanto i militari hanno verbalizzato quanto accaduto e preso atto che gli allegati non sono disponibili né in forma cartacea né online sul sito del comune dove si può trovare invece, la delibera, così come è stata registrata l’assenza della segretaria comunale.
Tutto ciò alimenta legittimamente i dubbi che da settimane serpeggiano tra le forze politiche e le opposizioni, sulla regolarità della procedura adottata dalla giunta del sindaco Robbio, sulla proposta di Piano Urbanistico.
Sant'Angelo D'alife - Solidarietà ai terremotati, mancano i soldi: revocata al delibera per una casa a Onna
sant’angelo d’alife. Senza soldi la solidarietà può attendere. La struttura in legno programmata da destinare ad infermeria ad Onna, frazione dell’Aquila e gemellata con il comune matesino, colpita dal terremoto non si farà. Almeno per il momento. L’ufficio tecnico comunale ha revocato il bando per la realizzazione della struttura perché mancata la copertura finanziaria. Tutto era partito la scorsa primavera con l’avvio dell’iter la costruzione della struttura in questione da finanziare per un importo di circa 29.000 euro ( 20.000 nel precedente bilancio e 9.000 nel nuovo oggetto della seduta di oggi del consiglio convocato alle 17) con la relativa tempistica per l’affidamento (furono anche riaperti i termini per la presentazione delle offerte finalizzate alla costruzione del manufatto). Con la delibera che ha approvato, in giunta, il bilancio preventivo manca una parte del finanziamento impegnato per questa struttura mobile che doveva, nelle intenzioni della giunta De Crescenzo, essere messa a disposizione della frazione aquilana . Inghippo che ha fatto saltare il progetto. Da qui la scelta obbligata di annullare il bando con la procedura negoziale avviata, e di comunicare alle ditte la revoca dell’avviso stesso . Oggi seduta del consiglio con all’ordine del giorno anche la programmazione delle opere pubbliche.
mi.ma.
mi.ma.
Letino - Grotta di Cauto, svelati i suoi misteri
letino. Una lunga e ripida scala in acciaio, illuminata, permetterà ai turisti e ai curiosi di visitare la grotta di Cauto. E’ stata realizzata dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Orsi, attraverso un progetto che punta alla valorizzazione del sito. Sabato sarà inaugurata la prima parte della struttura che scende per oltre 80 metri nel ventre del Matese. La grotta inghiotte, nella pianura delle Secene, il fiume Lete per restituirlo, più a valle, nel territorio di Prata Sannita. Come tutti i sistemi ipogei naturali, costituiscono anche uno stupefacente quanto delicato ecosistema biologico e ambientale, complesso e vulnerabile, nel quale convive una fauna cavernicola caratteristica e varia rappresenta¬ta da chirotteri e topici coleotteri, crostacei, aracnidi, ragni, acari, ortotteri, lepidotteri . Per tale motivo, in prospettiva della tanto attesa fruizione delle grotte a scopo "turi¬stico" e speleologico (tal quale le più blasonate di San Canziano a cui sono state para¬gonate), il sito è stato oggetto di attenti studi da parte di esperti studiosi ai fini di una mi¬gliore conoscenza delle specie presenti e, attraverso una corretta ed oculata gestione eco-compatibile (periodi e modalità di accesso, tipi di percorsi, illuminazione artificiale, monitoraggi), alla loro naturale conservazione.
La presenza dei visitatori, infatti, costi¬tuisce una potenziale fonte di disturbo che deve essere tenuta costantemente sotto con¬trollo. Ricerche e monitoraggi av¬viati nel febbraio 2004 hanno accertato, all’interno della cavità, la presenza di alcune rare specie di pipistrello fra cui il Rinolofo Maggiore o Ferro di Cavallo ed il Rinolofo Minore, entrambi minacciati di estinzione.
Le grotte del Lete sono situate a ridosso della Diga del Lago di Letino, su due piani paralleli distanti mediamente 90 metri l'uno dall'altro, esse sono di indescrivibile bellezza, con giochi di stalattiti e stalagmiti. La galleria superiore si incunea nella montagna e presenta folta vegetazione e molte piccole cascate del fiume che precipita verso la Valle del Volturno.
mercoledì 20 luglio 2011
Teano - Frazioni sommerse dai rifiuti, amministrazione sotto accusa
teano. Ritorna il pericolo per l’ emergenza rifiuti in città. La periferia sommersa da cumuli di immondizia. Dalle ringhiere dei palazzi pendono sacchetti.
Insorgono i cittadini delle tante frazioni sidicine: Teano Scalo, Versano, Santa Maria Versano, Borgonuovo, San Marco, Fontanelle, Casale, Casafredda, Furnolo, Casi, Casamostra, Taverna Zarone, Pugliano, Borgonuovo, Carbonara, San Giuliano, Tuoro e tante altre contrade sono territorio ormai abbandonati. La raccolta dei rifiuti non avviene da giorni, gli angoli delle strade e delle piazze sono caratterizzate da cumuli enormi di sacchetti di ogni colore.
Tutto questo fa capire che la raccolta differenziata non è mai partita. Il sacrificio fatto da migliaia di residenti che con cura e senso civico separano l’immondizia secondo quanto prescritto dall’inutile programma diffuso tempo fa dal Consorizio Unico dei rifiuti, diventa un lavoro vano. Inevitabilmente, dopo settimane in cui il servizio di ritiro non viene effettuato, si accumulano i materiali che determinano mucchi enormi e multicolore.
Così quando “avviene il miracolo” del ritiro, la differenziazione non esiste più. Tutto viene mischiato. La gente delle frazioni e delle contrade non hanno alcun dubbio: “la colpa della nuova emergenza che ci colpisce è totalmente a carico dell’amministrazione comunale.
Il nostro sindaco attua due pesi e due misure: mentre nel centro città il ritiro dei materiali avviene regolarmente, le frazioni sono clamorosamente dimenticate. Questa è una disparità di trattamento inaccettabile, gravissima.
Noi siamo cittadini come gli altri, paghiamo regolarmente le tasse, anche quella sui rifiuti che una delle più altre della provincia di Caserta. Siamo stanchi essere trattati da cittadini di serie B, a volte le discriminazioni fatte dall’amministrazione ci fa sentire senza dignità. Non possiamo più tollerare l’atteggiamento della nostra amministrazione che cura solo una parte del nostro comune. Se c’è una emergenza rifiuti allora deve essere tutta la popolazione, nella sua globalità a sopportarla.
Non può essere più accettato che un amministratore decida quali sono le zone che hanno diritto alla dignità e quali invece quelle dove la dignità della gente può essere calpestata.
Questa nuov aemergenza rappresenta anche un grave problema nell’educazione delle nuove generazioni.
Se i vivi si lamentano i morti stanno ancor peggio. Il cimitero di Versano è diventato una discarica. Da qualche mese - evidenziano alcuni residenti - il ritiro dell’immondizia non viene più effettuata. In più occasioni il sindaco Raffaele Picierno ha sottolineato che la raccolta è decisa unicamente dal Consorzio Unico dei Rifiuti che affida il ritiro dell’immondizia a gruppi di dipendenti.
Ogni gruppo poi deve servire una certa zona. Noi dell’amministrazione comunale, purtroppo, non abbiamo alcun potere.
Nonostante tutto, l’amministrazione non intende lasciare il consorzio come stanno facendo, invece, numerosi altri comuni dell’Alto Casertano.
Insorgono i cittadini delle tante frazioni sidicine: Teano Scalo, Versano, Santa Maria Versano, Borgonuovo, San Marco, Fontanelle, Casale, Casafredda, Furnolo, Casi, Casamostra, Taverna Zarone, Pugliano, Borgonuovo, Carbonara, San Giuliano, Tuoro e tante altre contrade sono territorio ormai abbandonati. La raccolta dei rifiuti non avviene da giorni, gli angoli delle strade e delle piazze sono caratterizzate da cumuli enormi di sacchetti di ogni colore.
Tutto questo fa capire che la raccolta differenziata non è mai partita. Il sacrificio fatto da migliaia di residenti che con cura e senso civico separano l’immondizia secondo quanto prescritto dall’inutile programma diffuso tempo fa dal Consorizio Unico dei rifiuti, diventa un lavoro vano. Inevitabilmente, dopo settimane in cui il servizio di ritiro non viene effettuato, si accumulano i materiali che determinano mucchi enormi e multicolore.
Così quando “avviene il miracolo” del ritiro, la differenziazione non esiste più. Tutto viene mischiato. La gente delle frazioni e delle contrade non hanno alcun dubbio: “la colpa della nuova emergenza che ci colpisce è totalmente a carico dell’amministrazione comunale.
Il nostro sindaco attua due pesi e due misure: mentre nel centro città il ritiro dei materiali avviene regolarmente, le frazioni sono clamorosamente dimenticate. Questa è una disparità di trattamento inaccettabile, gravissima.
Noi siamo cittadini come gli altri, paghiamo regolarmente le tasse, anche quella sui rifiuti che una delle più altre della provincia di Caserta. Siamo stanchi essere trattati da cittadini di serie B, a volte le discriminazioni fatte dall’amministrazione ci fa sentire senza dignità. Non possiamo più tollerare l’atteggiamento della nostra amministrazione che cura solo una parte del nostro comune. Se c’è una emergenza rifiuti allora deve essere tutta la popolazione, nella sua globalità a sopportarla.
Non può essere più accettato che un amministratore decida quali sono le zone che hanno diritto alla dignità e quali invece quelle dove la dignità della gente può essere calpestata.
Questa nuov aemergenza rappresenta anche un grave problema nell’educazione delle nuove generazioni.
Se i vivi si lamentano i morti stanno ancor peggio. Il cimitero di Versano è diventato una discarica. Da qualche mese - evidenziano alcuni residenti - il ritiro dell’immondizia non viene più effettuata. In più occasioni il sindaco Raffaele Picierno ha sottolineato che la raccolta è decisa unicamente dal Consorzio Unico dei Rifiuti che affida il ritiro dell’immondizia a gruppi di dipendenti.
Ogni gruppo poi deve servire una certa zona. Noi dell’amministrazione comunale, purtroppo, non abbiamo alcun potere.
Nonostante tutto, l’amministrazione non intende lasciare il consorzio come stanno facendo, invece, numerosi altri comuni dell’Alto Casertano.
Baia e Latina - madre a 49 anni, è record provinciale
baia e latina. Le cose più desiderate sono le più belle. Qui parleremo di persone e perciò il senso della saggezza popolare è ancora più intenso. Mamma a 49 anni di una bellissima bambina venuta al mondo con un peso di circa tre chili in una clinica napoletana. E dopo 20 anni di matrimonio. I neo genitori sono Dante Maturo di Piedimonte Matese e la signora Maria Fascio, 47 anni il marito e 49 la neo mamma: la neonata Shakira Anna in una sorta di omaggio alla modernità ma anche di abbraccio alla tradizione di fede e di fiducia. Perché ce n’è voluta tanta di fiducia e di speranza per resistere ai momenti di sfiducia che hanno attraversato in questo ventennio di vita matrimoniale. La tecnologia ha fatto la sua parte ma è stata la tenacia, l’amore di Dante e Maria a non perdersi d’animo, ad andare avanti e a godersi adesso questa nuova stagione della loro vita. E che festa a Baia Latina dove vivono. nadia maria nacca
lunedì 18 luglio 2011
Teano - Sert sta per chiudere, Migliozzi: amministratori teanesi assenti
teano. “Il Sert verso la chiusura, la notizia a Piedimonte Matese ha scatenato le ire del sindaco che con una serie di iniziative si è schierato a difesa del prezioso servizio, la stessa cosa accade nell’altra parte della provincia a Maddaloni infatti è stato costituito un apposito comitato che in sinergia con il sindaco e l’itero consiglio comunale di Maddaloni hanno programmato una serie di iniziative di sensibilizzazione, l’ultimo dei quali un convegno a cui ha partecipato anche il sottoscritto in qualità di operatore Sert, la prossima iniziativa in programma è un consiglio comunale aperto convocato congiuntamente da consiglieri di maggioranza e opposizione.
A Teano invece è gelo profondo sulla tematica Sert. Con una indifferenza mai vista prima, si sta consumando un altro esempio di incivile e indecente pregiudizio da parte delle istituzioni locali. E’ stato proprio l’assessore alle politiche sociali durante l’ultimo consiglio comunale a sintetizzare il pensiero dell’amministrazione comunale di Teano sulla questione riguardante la soppressione del Sert sito in viale Italia proprio sotto la caserma dei carabinieri. D’Aiello senza mezzi termini ha giudicato il lavoro finora svolto dal Sert “Discutibile e senza risultati” pertanto “Un servizio inutile, che nessuno rimpiangerà”. Il ragionamento dell’assessore alle politiche sociali rende molto chiara la volontà reale che anima non solo il suo pensiero ma l’intera amministrazione comunale guidata da Picierno, questa considerazione in virtù del fatto che nessuno dei consiglieri di maggioranza si è dissociato da questo pensiero espresso senza mezze parole. Per dovere di cronaca è giusto dire che durante il dibattito del consiglio comunale l’analisi spietata di Ciro Balbo è stata l’unica voce che si è alzata contro l’indifferenza alla notizia di soppressione di un altro servizio storico attivo nella città di Teano dal 1980. Balbo ha espresso il suo disappunto con fermezza e coerenza svolgendo come sempre fino in fondo il suo ruolo anche quando come in questa circostanza potrebbe rivelarsi controproducente per chi prende una posizione a difesa di un Servizio come il Sert. Balbo ha dato una lezione esemplare al collega di maggioranza sintetizzando che nella nostra società ci sono purtroppo anche famiglie meno fortunate che loro malgrado si trovano costrette a vivere le gravissime problematiche legate alla tossicodipendenza e pertanto è utilissimo per questi cittadini avere un punto di riferimento dove si possa intraprendere uno dei percorsi che tendono a portare i giovani afflitti dalla dipendenza dell’uso di droghe, verso l’uscita del tunnel di cui il Sert è solo un tassello di un mosaiche molto più complesso. La lezione di Balbo data ai colleghi in consiglio è esemplare. In effetti l’analisi è spietata e schietta: “un consigliere comunale, nella sua funzione di rappresentante del popolo rappresenta anche quella parte meno fortunata e se poi questo è anche assessore alle politiche sociali a maggior ragione deve farsi carico di concittadini di cui nessuno vuol parlare e occuparsi che vivono ai margini della nostra società, nasconderli non risolve il problema e non serve a migliorare la società in cui viviamo.” Il problema esiste e va affrontato con una sinergia istituzionale. Se le istituzioni non si accorgono del gravissimo problema legata all’uso di sostanze stupefacenti sempre più in aumento fra i giovani, anche della nostra città, liquidando queste questioni (soppressione Sert) con una superficialità mai vista e espressa proprio da un assessore con la delega alle politiche sociali che tra l’altro ha il compito proprio per la carica che ricopre, di prevenire il fenomeno della diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti fenomeno in crescita esponenziale anche nella nostra città di Teano”.
Così il sindacalista Mario Migliozzi ha bacchettato l’amministrazione comunale teanese per l’indifferenza mostrata verso la questione del Sert
A Teano invece è gelo profondo sulla tematica Sert. Con una indifferenza mai vista prima, si sta consumando un altro esempio di incivile e indecente pregiudizio da parte delle istituzioni locali. E’ stato proprio l’assessore alle politiche sociali durante l’ultimo consiglio comunale a sintetizzare il pensiero dell’amministrazione comunale di Teano sulla questione riguardante la soppressione del Sert sito in viale Italia proprio sotto la caserma dei carabinieri. D’Aiello senza mezzi termini ha giudicato il lavoro finora svolto dal Sert “Discutibile e senza risultati” pertanto “Un servizio inutile, che nessuno rimpiangerà”. Il ragionamento dell’assessore alle politiche sociali rende molto chiara la volontà reale che anima non solo il suo pensiero ma l’intera amministrazione comunale guidata da Picierno, questa considerazione in virtù del fatto che nessuno dei consiglieri di maggioranza si è dissociato da questo pensiero espresso senza mezze parole. Per dovere di cronaca è giusto dire che durante il dibattito del consiglio comunale l’analisi spietata di Ciro Balbo è stata l’unica voce che si è alzata contro l’indifferenza alla notizia di soppressione di un altro servizio storico attivo nella città di Teano dal 1980. Balbo ha espresso il suo disappunto con fermezza e coerenza svolgendo come sempre fino in fondo il suo ruolo anche quando come in questa circostanza potrebbe rivelarsi controproducente per chi prende una posizione a difesa di un Servizio come il Sert. Balbo ha dato una lezione esemplare al collega di maggioranza sintetizzando che nella nostra società ci sono purtroppo anche famiglie meno fortunate che loro malgrado si trovano costrette a vivere le gravissime problematiche legate alla tossicodipendenza e pertanto è utilissimo per questi cittadini avere un punto di riferimento dove si possa intraprendere uno dei percorsi che tendono a portare i giovani afflitti dalla dipendenza dell’uso di droghe, verso l’uscita del tunnel di cui il Sert è solo un tassello di un mosaiche molto più complesso. La lezione di Balbo data ai colleghi in consiglio è esemplare. In effetti l’analisi è spietata e schietta: “un consigliere comunale, nella sua funzione di rappresentante del popolo rappresenta anche quella parte meno fortunata e se poi questo è anche assessore alle politiche sociali a maggior ragione deve farsi carico di concittadini di cui nessuno vuol parlare e occuparsi che vivono ai margini della nostra società, nasconderli non risolve il problema e non serve a migliorare la società in cui viviamo.” Il problema esiste e va affrontato con una sinergia istituzionale. Se le istituzioni non si accorgono del gravissimo problema legata all’uso di sostanze stupefacenti sempre più in aumento fra i giovani, anche della nostra città, liquidando queste questioni (soppressione Sert) con una superficialità mai vista e espressa proprio da un assessore con la delega alle politiche sociali che tra l’altro ha il compito proprio per la carica che ricopre, di prevenire il fenomeno della diffusione dell’uso di sostanze stupefacenti fenomeno in crescita esponenziale anche nella nostra città di Teano”.
Così il sindacalista Mario Migliozzi ha bacchettato l’amministrazione comunale teanese per l’indifferenza mostrata verso la questione del Sert
Vairano Patenora - Questione irrisolte e presunti responsabili
vairano patenora. Circumvallazione nella frazione Scalo, traffico e transito dimezzi pesanti lungo via Napoli, centri sportivi, depurazioni, cava, scuole, area mercato, parcheggi, castello e centro storico, taverna della catena.
Sono solo alcuni dei problemi irrisolti che da anni pesano sulla cittadinanza vairanese.
Per la gente, molti di questi problemi sono dei veri e propri incubi, dei “mostri” che hanno accompagnato l’esistenza.
Per gli amministratori della città, non solo per gli attuali ma anche per coloro che negli anni scorsi si sono succeduti alla guida del paese, rappresentano autentiche sconfitte, delle macchie che pesano come macigni sul giudizio di quello che è stato fatto, di ciò che si doveva fare ma che purtroppo non è stato realizzato.
Il castello che svetta sul centro storico rappresenta meglio di qualasiasi altra cosa il miglior esempio per descrivere le tante sconfitte di gran parte degli amminstratori vairanesi.
Anno dopo anno il castello della città è sempre più degradato, preda della vegetazione e dell’abbandono. Anche l’ultimo intevento di consolidamento di parte delle mura sembra essere stato una goccia nell’oceano.
Circa 15 anni per realizzare una variante che doveva servire a elminare il traffico che spesso paralizza via Napoli. Soldi publbici spesi a valanga con un unico risultato: un budello di asfalto contorto e contro ogni logica di circolazione moderna che serve a tutto, tranne a decongestionare la frazione Scalo.
Un centro sempre più prigioniero del traffico e dell’inquinamento acustico e atmosferico causato dalle migliaia di veicoli che ogni giorni transitanolungo il tratto di stale Casalina e quello della Venafrana.
La cancellazione della vecchia piazza mercato e la successiva realizzazione in essa di una villa comunale è seervita solo a qualche barista per migliorare il proprio volume d’affari. Niente nelle casse del municipio, nienti per la collettività. Tutto normale?
L’area mercato, intanto, non si è più realizzata e le bancarelle si sistemano, al meglio, lungo quella che doveva essere una circumvallazione. Negli ultimi 21 anni ilc omune è stato praticamente monopolizzto dall’alternanza dei sindaco Giovanni Robbio e Massimo Visco.
Tranne un breve periodo inc ui la fascia tricolore venne indossata da Pasquale Picozzi con vice sindaco la figlia di Visco. Se ci sono dei responsabili per i problemiirrosilti dei vairanesi, non bisogna andare lontano a cercarli.
sabato 16 luglio 2011
Alife - Abusava di minori, arrestato un 24enne
ALIFE - Abusi sessuali su minorenni, 24enne arrestato dai Carabinieri
A seguito di una attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Alife, è finito in manette Alessandro Guarnieri, 24enne del posto, con l’accusa di abusi sessuali su minorenni. Questo il reato per il quale il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del 24enne. Secondo quanto emerso dalle risultanze investigative dei Carabinieri, negli ultimi mesi il giovane arrestato, aveva almeno in quattro occasioni diverse adescato dei minori di anni 18, di sesso maschile, costringendoli a subire abusi sessuali, consistenti prevalentemente in rapporti orali e masturbazioni. Tali episodi si sarebbero verificati, ad Alife, in alcuni luoghi isolati nelle vicinanze del fiume Volturno. Il 24enne, con varie scuse attirava i ragazzini verso quella località dove li costringeva a subire gli abusi. Grazie poi alle testimonianze di alcune delle vittime, i militari sono riusciti a portare alla luce l’intera vicenda. Le indagini comunque non sono concluse, in quanto i militari dell’Arma starebbero anche sviluppando ulteriori attività investigative in quanto, il 24enne, nel passato si sarebbe reso protagonista di altre vicende analoghe, che però non erano mai state denunciate dalle vittime.
TEANO - Le ruspe dell'Anas cancellano l'antica via Latina
TEANO – Un’antica strada romana, la via Latina, cancellata dalla ruspe dell’Anas. E’ accaduto a Teano, in località Torricelle, dove è in costruzione una rotonda che dovrebbe servire per agevolare la circolazione proprio all’incrocio fra la statale Casilina e la provinciale che conduce alla città dello storico incontro.
I lavori che hanno interessato una zona archeologicamente ricca, hanno portato alla luce diverse decine di tombe che gli esperti classificano a partire dal IV secolo avanti Cristo. Insieme alle sepolture è venuta alla luce anche un tratto – molto ben conservato – della via Latina. In qualsiasi altra nazione del mondo sarebbe stata una buona occasione per il rilancio del turismo.
A Teano, invece, ieri mattina, le ruspe hanno “smontato” ciò che l’impero più importante del mondo realizzò oltre 2mila anni fa. Le basole sono state collocate in un angolo del cantiere, chissà quale sarà la loro destinazione.
Le tombe riportare alla luce e aperte dalla Soprintendenza avrebbero restituito dopo millenni ricchezze di inestimabile valore, come, ad esempio, il corredo di una figura che potrebbe rappresentare il sommelier dell’impero romano. Una sepoltura in cui si sarebbe conservato perfettamente il costume.
Teano è paragonata a Pompei per l’ampiezza dell’antica città ancora sepolta e in gran parte perfettamente conservata. Un’antichissima città sepolta da secoli e perfettamente conservata è stata individuata – grazie anche all’impiego di sofisticate apparecchiature elettroniche – in una vasta area intorno all’attuale centro abitato di Teano. I rilievi hanno evidenziato un complesso abitativo ben articolato che si estende per oltre 60 ettari. Determinanti, ai fini del risultato, le importanti scoperte archeologiche avvenute negli ultimi anni e le recenti prospezioni magnetometriche condotte dalla scuola britannica di Roma. Teano rappresenta un laboratorio ideale per lo scavo e la valorizzazione delle antichità. E’ questa la caratteristica che lo differisce da tutti gli altri centri archeologici della Provincia.
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