Cerca nel blog

lunedì 26 settembre 2011

Pietramelara - Estorsione in "trasferta" denunciati in due

pietramelara.  Si trasfericono, da Pietramelara, nella capitale dove tentano l’estorsione ad alcune attività commerciale. Denunciati da titoli vengono incastrati dalla polizia capitolina.
Protagonisti della vicenda due figure della zona - già note alla giustizia per vicende del genere e per fatti legati al mondo della droga -  che ora dovranno rispondere dell’accusa di tentata estorsione.
Secondo l’accusa - I.R. e F.B. - avevano messo in piedi una mini organizzazione con lo scorpo di terrorizzare alcune attività commerciali di Roma, in particolar modo Pub e strutture ricettive.
Sui fatti indagano gli agenti della polizia di Roma che ha raccolto le prove e le testimonianze   delle presunte vittime.
Presto, secondo alcune indiscrezioni raccolte sul posto, ben presto potrebbero esserci sviluppi sull’intera questione con decisioni importanti da parte dei magistrati. I due amici, accusati di tentata estorsione,  da alcuni mesi avrebbero lasciato Pietramelara per trasferirsi a Roma in cerca di lavoro.
Il loro trasferimento, secondo molti commenti raccolti in paese, sarebbe stato “consigliato” dalla necessità di allentare la pressione esercitata dagli investigatori che tenevano, da tempo, sotto osservazione i loro movimenti.

Teano - Ambito C4 e concorso "nascosto", esplode la polemica

Il vice sindaco Gianpaolo D'Aiello, delegato alle politiche sociali
teano.  Esplode la polemica contro il municipio di Teano per un bando dell’ambito C4 - di cui l’ente sidicino è capofila - che sarebbe stato “insabbiato” e tirato fuori negli ultimi giorni utili. Sono queste le accuse mosse da numerosi giovani del vasto ambito territoriale che si sono sentiti  esclusi “a prescindere” dalla possibilità offerta dall’ambito.
Non sono solo i giovani a protestare ma anche alcuni comuni dell’ambito. A qualche ente “avversario”  componente dello stesso ambito di cui Teano fa parte, il bando e i relativi modelli sarebbero stati trasmessi solo l’ultimo giorno utile. Un tempo troppo stretto per poter presentare un progetto competitivo. I “soliti maligni” non hanno dubbi e si dicono certi che si tratta dei soliti metodi attuati da chi vuole favorire parenti e amici. Altri, invece, - meno maligni - si dicono certi che quanto accaduto è solo frutto dell’improvvisazione e della scarsa organizzazione del comune capofila. In ogni caso appare incomprensibile quanto successo, soprattutto perchè  è stata negata a molti giovani la possibilità di dimostrare le proprie capacità. L’Ambito Territoriale C4 intendeva individuare 5 proposte progettuali da candidare all’Avviso Pubblico “Giovani Attivi” della Regione Campania. L’avviso pubblico ha quale obiettivo quello di favorire la partecipazione dei giovani campani alla vita attiva e allo sviluppo della propria comunità, attraverso il finanziamento di progetti innovativi e sperimentali ideati e realizzati da gruppi di giovani con il supporto degli Ambiti Territoriali. L’intervento è finalizzato a sostenere le iniziative giovanili sui temi della solidarietà e dell’impegno civile, favorendo la creazione di forme di aggregazione stabili (società, associazione, cooperativa etc.) attraverso azioni di accompagnamento iniziale ed in itinere.
Le proposte pervenute saranno sottoposte all’esame di una Commissione di valutazione, nominata dal Responsabile dell’Ufficio di Piano e presieduta dallo stesso o suo delegato, che stilerà apposita graduatoria che sarà pubblicata all’Albo Pretorio online del Comune di Teano.

sabato 24 settembre 2011

Piedimonte Matese - Assunzione del tecnico comunale, è scontro fra i poli

Pietro Terreri, tecnico comunale di Piedimonte Matese
piedimonte matese.        Assunzione del tecnico comunale, è scontro fra il Pdl e l’amministrazione comunale.
Il centro destra accusa Cappello di non rispettare le regole; il sindaco replica duramente: invocate la legge solo quando vi conviene.

La protesta del Pdl
Lo scorso anno l'amministrazione Cappello indiceva un concorso per la copertura di un importante posto di lavoro: quello, a tempo pieno, di dirigente del Settore Territorio ed Ambientale; immediatamente denunciammo la “singolarità”, per non dire la vera e propria illegittimità, di tale concorso che risultava riservato ai soli laureati in ingegneria, con esclusione dei possessori della laurea in Architettura.      Lo stesso Ordine degli Architetti di Caserta aveva censurato l'operato del Comune, invitando l'Ente all'annullamento del bando ed alla sua riformulazione. Noi ci interrogammo sul vero motivo di questa esclusione e del persistere di un comportamento palesemente illegittimo, chiedendoci se per caso, tale scelta fosse dovuta alla arroganza mista ad incompetenza di cui, più volte, l'Amministrazione Cappello ha dato prova, o piuttosto al raggiungimento di uno scopo ben preciso, quello cioè di “blindare” il concorso per qualcuno, chiedendoci anche cosa avrebbero pensato i cittadini se a vincere tale concorso fosse stato l'ing. Terreri, fratello del socio di studio del Sindaco.      Ebbene, fummo buoni profeti, perchè lo “strano” concorso da noi denunciato è stato vinto proprio dall'Ing. Pietro Terreri.      Crediamo ci sia poco da aggiungere, saranno i cittadini a valutare la trasparenza e la rettitudine a cui è improntata l'azione amministrativa della giunta Cappello ed a trarne le debite conseguenze.

La replica del sindaco
“Coerenti con il loro capo e padrone Berlusconi, anche i pidiellini nostrani chiedono l'applicazione delle garanzie di legge solo per i loro sodali, mentre si abbandonano a illazioni e dietrologie quando si tratta di discreditare chi non si dimostra servo del signore. Allora ricostruiamo i fatti. In data 08/02/2010 fu bandito un concorso per coprire il posto vacante di ingegnere categ. D3. A seguito di sollecitazione dell'Ordine degli Architetti, il bando fu riaperto per consentire anche agli architetti e non solo ai laureati in ingegneria di partecipare al concorso. Entro i termini fissati pervennero 21 domande, 15 furono escluse per carenza di titoli e 6 candidati furono ammessi a sostenere le prove, ma di questi, tre non si presentarono. Costituita la Commissione, composta dal Direttore Generale e da due componenti esterni di cui uno nominato dalla Prefettura, si sono svolte le prove di selezione nella massima trasparenza e severità. Dalla valutazione è risultato primo in graduatoria ring. Pietro Terreri, senza che alcun ricorso sia stato prodotto dagli altri concorrenti, che pure ne avrebbero avuto possibilità e diritto, se avessero riscontrato irregolarità, essendo parte interessata. Questa è la realtà dei fatti, il resto sono illazioni di chi non ha saputo amministrare e vorrebbe che non lo facessero neanche gli altri. Invece questa Amministrazione ha bandito concorsi che non venivano espletati da oltre venti anni per coprire i numerosi posti vacanti in organico e per sottrarre così alla precarietà e alla discrezionalità delle diverse amministrazioni una figura decisiva per la continuità e l'efficacia dell'azione amministrativa. l'Amministrazione Cappello sta operando e ricostruendo la dignità di Piedimonte Matese. Il giudizio lo lasciamo ai cittadini”.

Vairano Patenora - Appalti, l'onorevole Patriciello sotto processo

L'eurodeputato Aldo Patriciello, sotto processo per lo scandalo Piedi D'Argilla
vairano patenora.  E’ ripartito ieri il processo scaturito dall’inchiesta Piedi D’Argilla. Una indagine relativa alla costruzione della variante Anas di Venafro eseguita dall’importante gruppo industriale che fa capo all’europarlamente Aldo Patriciello.
Lo stesso onorevole risulta fr agli imputati, unitamente al fratello Gaetano  e ad altre figure coinvolte nell’inchiesta. Durante l’udienza di ieri, presso il tribunale di Isernia, sono stati ascoltati una decina di testimoni dell’accusa ed altri ancora dovranno essere sentiti il prossimo trenta settembre, data in cui è stata aggiornata la seduta. I due fratelli sono imputati, insieme ad altre quattro persone, a vario titolo per frode in pubbliche forniture, concorso in falsità di certificato e concorso in truffa aggravata ai danni dell’Anas. Gli avvocati difensori hanno preannunciato la citazione di oltre cento testimoni. Un esercito, che dovrà contribuire a far luce sui lavori, appaltati per 55 milioni di euro. L’indagine, che risale al 2004, fu condotta dai carabinieri della Compagnia di Venafro, agli ordini del capitano Antonio Bandelli. Solo il 24 febbraio scorso il giudice per l’udienza preliminare, Maria Luisa Messa, ha deciso per il rinvio a giudizio. Il rischio prescrizione per il processo, prevista a giugno 2012, resta alto. In questo caso l’Anas, costituitasi parte civile attraverso il noto avvocato di Campobasso Arturo Messere, in chiederà un risarcimento di sette milioni di euro anche in sede civile. La prossima udienza, quella fissata per fine settembre, potrebbe essere  importante ai fini della sentenza.

Pietramelara - Borgo antico nel degrado, istituzioni assenti

I servizi igienici nel borgo antico distrutti dai vandali e utilizzati come discarica
pietramelara.  I servizi igienici, pubblici, del centro storico distrutti dai vandali e abbandonati dall’amministrazione comunale. Distrutti gli arredi e gli impianti, mentre la struttura è stata trasformata in una minidiscarica abusiva.
Un autentico scempio nel cuore dell’incantevole borgo antico della cittadina ai piedi del Monte Maggiore.
Se da un lato va rimarcata l’inciviltà, la cattiva educazione e l’irresponsabilità di coloro che distruggono dei beni pubblici, dall’altro canto non può non evidenziarsi l’abbandono in cui versa l’intero centro storico del paese. Uno dei più belli e suggestivi borgo dell’intera provincia di Caserta è da tempo sommerso dalla sporcizia e da cumuli di rifiuti negli angoli più suggestivi.
Molte abitazioni dell’antico borgo sono sempre più fatiscenti e l’assenza di una vera politica di rilancio sembra essere il male peggiore per tutto il paese alto.
Un borgo che con il passare degli anni resta sempre più vuoto; resistono solo pochi coraggiosi e gli immigrati che lì trovano prezzi più bassi per l’affitto delle case.
Nonsi ha più notizia di alcuni progetti di cui negli anni scorsi si parlava per il rilancio del centro storico pietramelarese. Presto la città, se non interverranno fatti nuoci, potrebb eperdere il suo gioiello più prezioso.

Teano - Case popolari, scatta il processo: ascoltati i testimoni d' accusa

teano.  E’ partito il processo a carico di sei persone accusate di aver occupato - illegalmente - alcune case popolari di Teano.
Sul banco degli imputati sono finiti Annamaria Supino, Angela Boragine, Pasqualina Sferra, Stefania Corso e Immacolata Caprio. Il sesto imputato, donna anche lei, è deceduto alcuni mesi fa.
Fra gli avvocati difensori spicca il nome di Ciro Balbo e di Gaetano La Milza.
Durante l’udienza di ieri, svoltasi presso il tribuanle di Carinola, sono stati ascoltati alcuni testimoni dell’accusa fra cui il Augusto Proietti, ex comandante della stazione dei carabinieri di Teano; Antonio Di  Nardo, capitano dei vigili urbani e il funzionario Fernando Zanni.
I difensori degli imputati hanno mostrato al giudice una serie di documenti, fra cui precedenti contratti di locazione, regolarmente registrati e autorizzazioni temporanee sottoscritte dal sindaco  che concedevano alcuni locali - per un tempo detemrinato - ad alcuni degli imputati. Dopo molte ore di discussione l’udienza è stata rinviata al prossimo marzo quando saranno ascoltati alcuni testimoni a discarica degli imputati. I fatti prendono avvio nel 2008, quando l’amministrazione della città - allora come ora guidata dal sindaco Raffaele Picierno - decise di “riconquistare” con la forza la disponibilità delle case parcheggio ubicate nel quartiere di Sant’Antonio Abate. “Noi eravamo in quelle case da diverso tempo e riteniamo di averne pieno diritto – commentano alcuni degli sfrattati finiti sotto processo - tanto che lo stesso sindaco ci  firmò una assegnazione a tempo indeterminato,  per restare nelle nostre abitazioni”.  Non sembrano avere dubbi alcuni dei legali che stanno sorreggendo le famiglie: “una situazione veramente curiosa  e strana dove le ipotesi possono essere principalmente due: o è stato fatto un atto illegittimo quando quelle famiglie sono state autorizzate a restare in quelle case oppure si sta forzando la mano ora”.  

Pietravairano - Castello, interrogato Fabbri

pietravairano. Vendita del Castello medioevale e concessione del terreno comunale attiguo. Nuova puntanta nell’incchiesta delle fiamme gialle  di Piedimonte Matese.
Nei giorni scorsi è stato convocato ed interrogato l’amministratore della Inge srl - il dottor Fabbri.
Probabilmente all’imprenditore toscano gli investigatori hanno chiesto spiegazioni su una serie di circostanze fra cui  il ritrovamento di alcuni assegni che l’azienda avrebbe inviato al comune, durante l’amminisrazione guidata dall’ex sindaco Dario Rotondo.
Le fiamme gialle, ora, hanno gli elementi necessari da cui partire per fare chiarezza nell’intera vicenda che potrebbe portare ad un nuovo scossone dopo quello terribile di “Longa Manus”. Tutto partirebbe dalla concessione - probabilmente non proprio trasparentissima - di una grande fetta di bosco, alle spalle del castello, alla stessa società che pochi mesi prima aveva acquistato la fortezza. Una grossa parte di terreno comunale concesso dalla precedente amministrazione comunale, in uso gratuto alla ditta, senza alcun ritorno per le casse comunali.
Poi, sarebbe spuntata una cartellina con le copie di alcuni assegni. Non si tratterebbe di un caso nuovo ma di un episodio o  di una serie di episodi legati alla precedente amministrazione comunale, quella capeggiata dal sindaco Dario Rotondo. Il mese scorso il blitz delle fiamme gialle che si sarebbero recate in comune, a Pietravairano,  per acquisire l’intera documentazione e per avviare l’inchiesta necessaria a chiarire i fatti. 
Saranno ora le fiamme gialle matesine- che già condussero l’inchiesta su “Longa Manus” a chiairire le ragione dell’emissione degli assegni e i motivi che hanno portato al loro incasso.

venerdì 23 settembre 2011

Piedimonte Matese - Droga e traffico di rifiuti, quattro arresti


Paul Dobre
Jenica Braileanu
Aggiungi didascalia
Cristiano Rapa
Piedimonte Matese - Una operazione finalizzata a contrastare vari fenomeni di criminalità, è stata condotta nelle ultime ore dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese che hanno tratto in arresto quattro persone responsabili di vari reati. Il primo a finire in manette è stato Cristiano Rapa, 26enne di Piedimonte Matese. Il giovane era finito ai domiciliari durante una vasta operazione antidroga dei Carabinieri del Nucleo Operativo che nello scorso mese di marzo aveva portato all’arresto di tre spacciatori. A seguito di indagini durate alcuni mesi i militari arrivarono a smantellare una vero e proprio “droga shop” allestito nelle vicinanze di una sala giochi ubicata in prossimità di piazza Carmine, nel centro di Piedimonte Matese. Ma Cristiano Rapa, secondo le risultanze investigative dei militari del Nucleo Operativo, nel frattempo si era reso protagonista, attraverso alcuni suoi stretti familiari, su cui sono tuttora in corso ulteriori attività di indagine, di minacce e atti di intimidazione nei confronti di alcune persone di Piedimonte Matese, che dovranno essere probabilmente sentite in qualità di testimoni in un futuro processo a suo carico. Per questi motivi il 26enne, è stato arrestato in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a seguito delle attività investigative dei Carabinieri. Il giovane è stato prelevato presso la sua abitazione e dopo le formalità di rito, trasferito presso la casa circondariale di San Tammaro. Altri tre arresti sono stati invece eseguiti in flagranza di reato dai militari delle Stazioni di Alife e Prata Sannita, che hanno intercettato in pieno Parco del Matese, un camion che trasportava circa dieci quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso. Carcasse di veicoli, fusti e filtri di olio motore esausti, pneumatici, batterie e vari rottami ferrosi altamente inquinanti. I responsabili, Paul Dobre, 33enne, Jiplea Cristi, 36enne e Jenica Braileanu, 24enne, tutti di origine rumena e con vari precedenti di reato, sprovvisti di autorizzazione relativa alla gestione, allo smaltimento e al trasporto dei rifiuti, sono stati arrestati e trasferiti rispettivamente presso la casa circondariale di San Tammaro e Pozzuoli. Sulla provenienza e la destinazione del mezzo con il pericolosissimo carico, finiti sotto sequestro, sono ora in corso ulteriori indagini.

Alvignano - Autovelox, sette avvisi di garanzia

alvignano. Completate le comunicazioni degli avvisi di chiusa indagine relativa a quasi tutti gli autovelox della provincia di Caserta. In relazione ai sistemi di rilevazione adottati dal Comune di Alvignano risultano indagati: Domenico Bove, ex sindaco, difeso dall’ Avv. Angela Monaco, Pietro Mongillo, ex assessore, difeso (per ora d'ufficio) dall’Avv. Nadia De Marco, l’ing. Florio Bruno, ex assessore, difeso dall’ Avv. Antonio  Battista, l’Avv. Cesare Ianniello, ex assessore, difeso dall’Avv. Raffaele Pannone, l’Avv. Pietro Ugo della Morte, ex dipendente, difeso dall’Avv. Giuseppe Stellato, il Maresciallo Franco Vincenzo Mario, difeso anch’egli dall’Avv. Raffaele Pannone, e Monia Giannadrea, legale rappresentante della Sercom srl, difesa dall'Avv. Nicola Maione.
I primi cinque e la signora Giannadrea risultano indagati perché, in concorso tra loro, in relazione alle rispettiva qualità ricoperte sopra indicate, procedevano alla stipula del contratto fra il Comune di Alvignano e la Sercom con il quale si affidava alla stessa ditta la fornitura della apparecchiatura elettronica per il controllo del traffico, il servizio di assistenza e consulenza tecnica per il rilevamento dell'infrazione, della fornitura del materiale fotografico, materiale di consumo e moduli verbali con ricevuta di ritorno, l'assistenza e la consulenza amministrativa per la stampa dei verbali e la ricerca dei dati.
La stipula sarebbe avvenuta senza rispettare la legge. Tutti avrebbero determinato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale, in favore della indicata ditta affidataria del servizio, nonché, per il Comune, il vantaggio conseguente agli introiti patrimoniali conseguenti al rilievo delle sanzioni. Il Maresciallo Franco, unitamente alla signora Giannandrea, risulta indagato perché nelle indicata qualità, in seguito all'utilizzo del sistema di rilevamento delle infrazioni al codice della strada, elevavano verbali di infrazioni a numerosissimi utenti della viabilità, in violazione di legge e con false attestazioni  perché l'accertamento non veniva effettuato dall'organo accertatore ma da incaricati della ditta  avvalendosi dello stratagemma di far apparire la sanzione accertata dal responsabile della polizia municipale. Così avrebbero determinato l'ingiusto vantaggio patrimoniale per il Comune per € 666.627,95 consistito negli importi delle multe e l'ingiusto vantaggio patrimoniale per la ditta sopraindicata per € 56694,06. Dopo le memorie difensive degli avvocati, la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o dis

Piedimonte Matese - Incarichi all'Asl e caso Ferrucci, ecco i documenti

piedimonte marese. Per riuscire a fare un contratto all’ex assessore regionale, Daniele Ferrucci, sono servite ben due delibere dell’Asl. Una vicenda che aliemnta ancora forti polemiche.
Solo due concorrenti, Ferrucci secondo. Con la delibera 838 del 10/05/2001 l’Asl approva la graduatoria relativa al bando Passi. Parteci-pano solo due concorrenti. Uno è la dottoressa Sasso, l’altro è  Daniele Ferrucci. Il professionista, ex assessore della giunta Ventre, riesce ad arrivare secondo; l’incarico va a Sasso.
Il  “ripescaggio”. Le vie del Signore, si sa, sono infinite e la speranza deve essere sempre l’ultima a morire.  Infatti,  ecco che l’Asl sforna un’altra delibera: la 1451 del 13 settembre 2011, appena  dieci giorni fa. L’Asl affida a Ferrucci il progetto per l’epidemiologia che durerà fino al prossimo luglio