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giovedì 27 ottobre 2011

Sparanise - Crolli e allagamenti, scuole chiuse

Il muro crollato a Sparanise
Sparanise. Le forti piogge causano il crollo di un muro e l’allagamento di via Roffredo. Il sindaco ha emesso un’ordinanza di chiusura pomeridiana per le scuole .  Si contano i danni in città dopo l’ondata di maltempo che si è abbattuta per gran parte della giornata. Allertata dagli annunci dal servizio meteorologico dell’aeronautica, dalla Protezione civile e dai principali servizi meteo, già dalle prime ore del mattino l’amministrazione guidata dal sindaco Mariano Sorvillo ha immediatamente allertato una squadra di pronto intervento composta da dipendenti comunali che hanno lavorato senza sosta, per realizzare una essere una serie di interventi precauzionali volti ad evitare occlusioni delle caditoie e di pulizia straordinaria dei canali di raccolta delle acque piovane. Ma l’opera di prevenzione non è bastata ad evitare che via Abate Roffredo venisse sommersa da mezzo metro di acqua per la seconda volta nel giro di una settimana. Proprio nel clou del temporale, mentre si lavorava per favorire il deflusso dell’acqua dalla zona della stazione ferroviaria, in una traversa di via Posta vecchia è crollato un muro lungo una ventina di metri. Sul posto è giunta immediatamente una pattuglia dei vigili del fuoco che hanno faticato non poco per liberare i tubi del metano ed altri asservimenti dalle pietre di tufo crollate a causa della forte pioggia. Per fortuna solo tanto spavento per i cittadini residenti che confinano con la tenuta dell’ex palazzo Mesolella e qualche danno alle cose.
In via precauzionale, nella mattinata il sindaco Sorvillo aveva emesso anche un’ordinanza di chiusura pomeridiana che ha interessato la scuola materna “Don Ricca” di via Falcone.
“Le notizie apprese dai servizi meteorologici non erano per nulla confortanti – ha detto il sindaco – ed in via precauzionale, oltre alla chiusura della scuola materna, l’unico istituto pubblico cittadino che svolge attività nella fascia pomeridiana, ho rivolto un invito anche ai genitori degli alunni che frequentano l’Istituto privato “Padre Giovanni Semeria”, affinché provvedessero a ritirare i propri figli prima del picco temporalesco. Inoltre, con squadra di intervento abbiamo svolto una serie di interventi sul territorio comunale affinché non si verificassero ulteriori allagamenti o intasamenti dei canali pubblici di raccolta delle acqua.”
In giornata la Protezione civile ha diramato un comunicato che invitava i cittadini ad evitare i rischi. Prestare “la massima attenzione” ed “evitare di esporsi a rischi”. E' questo l'invito che il dipartimento della Protezione civile ha rivolto ai cittadini delle zone colpite da piogge e temporali anche molto intensi.
Allerta meteo per le prossime 18 ore su buona parte del Sud, visto il transito dell’intensa perturbazione atlantica in evoluzione verso Levante. Ancora forti piogge tra il pomeriggio e la notte sulla Campania con allerta meteo, su Abruzzo e Molise e su tutta la Sicilia, specie orientale e la Calabria meridionale. I fenomeni tenderanno ad attenuarsi durante le prime ore oggi giovedì 27, quando si attendono in forma residua sulla Puglia e lungo le aree ioniche di Basilicata e Calabria, fino alla Sicilia orientale.

mercoledì 26 ottobre 2011

Pietramelara - Omicidio colposo, sotto processo 35enne

pietramelara. Slitta nuovamente il processo a carico di Pasquale Tabacchino.
E’ stato deciso ieri, durante l’udienza che seguiva quella di diversi mesi fa, quando la dottoressa Carapella, ascoltò altri testimoni fra cui il comandante dei vigili urbani di Baia e Latina. Il rinvio è stato deciso per l’assenza di un testimone.  La vicenda prende avvio nell’agosto del 2005, quando Tabacchino, di anni 35, a bordo della sua fiat  Punto, lungo la  provinciale Riardo-Dragoni, investì un anziano, Giovanni De Pasquale, residente nella vicina Baia e Latina. L’uomo che viaggiava a bordo del proprio motorino, dopo l’incidente, fu  ricoverato all’ospedale di Caserta dove morì diverso tempo dopo. Tabacchino, difeso dall’avvocato Fabrizio Zarone, ha sempre sostenuto la propria innocenza imputando ogni responsabilità alla presenza di un terzo veicolo, esattamente una Mercedes, che nel superare l’auto condotta da Tabacchino, stringeva il rientro determinando poi, di fatto, tutte le successive fasi dell’incidente. Inoltre, la difesa dell’imputanto punta sul fatto che la morte dell’uomo è avvenuta molto tempo dopo l’incidente. L’imputato  si è sempre dichiaarato estraneo alle accuse mosse. Il legale dell’imputato si è sempre dimostrato fiducioso di poter diomostrare durant eil processo l’innocenza del proprio assistito.

Teano - Storico incontro, Picierno sconfessa Treccani

teano.  Quello che temevamo, cioé lo scontro fra due città per “accaparrarsi la prmogenitura dello storico incontro del 26 ottobre 1860 fra il Generalissimo ed il Re Vittorio Emanuele II, si sta avverando. Infatti, la notizia di una conferenza stampa dell'Enciclopedia Treccani di Roma, nel corso della quale verrà ufficializzata la notizia che la città che ha ospitato l'incontro è Vairano Patenora, ha scatenato le giuste rimostranze da parte del Sindaco di Teano, Raffaele Picierno, che ha subito preso carta e penna ed ha scritto una lunga lettera all'Istituto per l’Enciclopedia Treccani, al Prof. Giuliano Amato c/o Enciclopedia Treccani di Roma, al Prof. Giuseppe Monsagrati dellUniversità La Sapienza di Roma, oltre che alle maggiori testate giornalistiche nazionali. Data la delicatezza e l'importanza che l'incontro ha avuto sulla storia risorgimentale della Città di Teano, pubblichiamo, per intero, il testo della missiva: “Apprendiamo da notizie di stampa che codesto Istituto si appresta ad ufficializzare, in una conferenza stampa fissata per il giorno 26 ottobre alle ore 11.30, la tesi secondo la quale l’Incontro tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi sarebbe avvenuto nella località Taverna Catena, in territorio di Vairano, anziché in località Ponte di San Cataldo, in territorio di Teano. Qualora detta notizia rispondesse al vero, ci preme far presente, con la massima umiltà ma nello stesso tempo con la più assoluta fermezza, che quanto vi apprestate a proclamare in forma solenne rappresenta, a nostro parere, il punto di arrivo di un lavoro storiografico palesemente lacunoso e parziale sia nel metodo che nel merito. Infatti, sembra del tutto evidente che il convincimento ultimo cui è pervenuto il Vostro Istituto si fondi su alcuni recenti scritti di cosiddetti storici locali (Antuono, Panarello, ecc.) appartenenti o legati territorialmente al tenimento di Vairano e che comunque riprendono e ripetono pedissequamente vecchie tesi già note nella loro inadeguatezza da decenni, ricalcano notizie imprecise se non errate, citano “studi” e ricerche marchiati negativamente dal loro taglio localistico su cui una più accurata ricerca storiografica, a partire da quella del Boragine - questa sì di ben altro spessore - ha tolto ogni crisma di scientificità e fondatezza. A fronte di una simile situazione, è disponibile in questa Città una notevole mole di documenti, studi, testimonianze -  non ultima una recente nota chiarificatrice redatta dalla pronipote di Giuseppe Garibaldi, Anita, sulla base delle informazioni riferitele direttamente dai suoi antenati – che spingono fortemente a collocare nel territorio di Teano l’avvenimento storico del 26 ottobre 1860. 
Nunzio De Pinto

Vairano Patenora - E' arrivato l'organo, si realizza il sogno di Don Luigi

Don Luigi De Rosa
vairano patenora.  E’ arrivato ieri l’organo monumentale per la chiesa dei santi Cosma e Damiano. Ad attendere il Tir con le oltre mille vi erano tantissimi fedeli che hanno collaborato fattivamente allo scarico delal merce.
 Don L uigi De Rosa, - prete con un occhio strizzato  verso la fascia tricolore - corona il suo sogno.  L’acquisto di un organo monumentale  spacca un paese. Da un lato forti critiche, dall’altro felicità incontenibile. Al centro c’è lui: Don Luigi De Rosa che con forza difende la propria idea.  «Una chiesa senza organo è come una casa senza cucina, dove ci si arrangia a cucinare su fornelletti elettrici da campeggio: non è la soluzione migliore da offrire al Signore». Lo scrive  il  parroco di San Cosma e Damiano, in una lunga lettera indirizzata  a tutti i fedeli della frazione Scalo – nel comune di Vairano Patenora – per convincerli a contribuire  all’acquisto di un organo monumentale “necessario” per  la  faraonica struttura realizzata nel 2000.
Don Luigi, rivolgendosi alle pecorelle della parrocchia, non usa mezzi termini: «un comitato verrà a visitarvi per farvi richiesta di un congruo contributo economico per la realizzazione dell'organo, per il quale bisogna anticipare il 50% nei prossimi mesi».
Insomma, secondo Don Luigi  «l'organo aggiunge splendore alla celebrazione, favorisce la preghiera dei fedeli e innalza la loro mente a Dio». Quanto basta per aprire in città un’aspra polemica sulla vicenda. Da un lato chi sostiene il parroco e si dice già pronto a fare grossi sacrifici, economici, pur di sostenere l’iniziativa di Don Luigi. Dall’altro canto coloro che invece indicano nella carità cristiana, nella semplicità e nel sostegno ai bisognosi il miglior modo per raggiungere la luce di Dio, altro che musica. 
Il “terzo polo” di fedeli vairanese,  invece, si rende disponibili a contribuire solo se i fondi raccolti serviranno per aiutare le tante famiglie del paese le cui difficoltà sono acuite da una crisi economica sempre più grave.  Ma ormai questo apaprtiene al passato perchè Don Luigi ha vinto la sua personale sfida riuscendo in pochi a collocare l’organo monumentale nella propria chiesa. Così mentre i fedeli contribuivano allos carico dei componenti, diversi in paese auspicavano una reale discesa in campo - alle prossime comunali - di Don Luigi. Uno che quando decide una cosa sa portarla a termine in pochi mesi, unoche sa arrivare concretamente al traguardo.
Nulla a che vedere, quindi, con i soliti “politiconi” incapaci in 20 anni di rendere fruibile la circumvallazione oppure di avviare concretamente la ristrutturazione del castello e del borgo antico. Potrebbe essere, veramente, Don Luigi l’uomo giusto per  risollevare le sorti della comunità vairanese?

Sant'Angelo D'Alife - Scuola, le mamme attaccano il sindaco Di Tommaso

sant’angelo d’alife.   La riunione, convocata dalla dirigente prof. Clotilde Riccitelli per trovare una soluzione al problema relativo al tempo prolungato, finisce in una diatriba. La preside fa presente che, risultando la scuola primaria ubicata in un unico plesso, non può disporre di un numero superiore di bidelli per far partire il tempo pieno. Intanto, le attività didattiche  continuano da tempo a svolgersi in due strutture periferiche. Il sindaco Crescenzo Di Tommaso dà comunque la disponibilità perché due dipendenti comunali svolgano, fin da subito, mansioni relative alla sicurezza degli alunni per far fronte all’emergenza. Se il plesso centro fosse stato reso totalmente agibile, non ci sarebbero stati problemi. Alla domanda posta al sindaco sui tempi di consegna dell’edificio di via Roma,  Di Tommaso non ha saputo fornire una risposta precisa. “Forse tra più di un mese, forse prima…” - si è limitato ad affermare tre l’imbarazzo dei presenti. Dinanzi alla richiesta, formulata dai consiglieri di minoranza e da molti genitori, di trasferire le lezioni presso la Casa del Parco, poi, ha espresso categorico diniego. Sciogliere il comodato d’uso con l’ente Parco appare una montagna troppo ripida da scalare per il primo cittadino. 
Francesco Mantovani

Castel Campagnano - Picchia figlia e genero, sotto processo "arzillo" nonnetto

castel campagnano. Picchia con un bastone la figlia e il genero. Nonnetto di Castel Campagnano finisce alla sbarra. La Procura sammaritana contesta al 75enne Luigino Tebano di aver cagionato ad Antonio Zambella lesioni personali consistite in “trauma craniocervicale non commotivo con contusione nostoidea sinistra e trauma contusivo al gomito destro e riferita contusione addominale” giudicata guaribile in cinque giorni. In particolare, l’attuale imputato lo colpiva con un’asta metallica forata alla testa e gli sferrava calci all’addome. Nei capi d’accusa, i pubblici ministeri imputano a Tebano anche di aver cagionato alla figlia, Tebano Aldi Angela, lesioni consistite in “dolenza regione sovracleveare sin post traumatica” giudicate guaribili in tre giorni. Dopo averla afferrata per un braccio, l’uomo la colpiva di striscio al collo con un bastone di legno. Fatto accaduto a Castel Campagnano il 20 ottobre del 2007. Le persone offese si sono costituite parte civile tramite l’avvocato Antonio Battista di Santa Maria Capua Vetere. L’imputato, invece, è assistito dal legale di fiducia, Giuseppe Cipullo. Ieri mattina è ripreso il procedimento penale a carico dell’arzillo nonnetto nel palazzo di giustizia pedemontano. Sono stati escussi un maresciallo dei carabinieri e le persone offese. Anche la moglie del Tebano avrebbe dovuto essere sentita, ma la forte emozione le ha provocato un lieve malore. Per questo motivo, il Got dott. Sorgente ha preferito ascoltarla in occasione della prossima udienza. Tutti, ad ogni modo, hanno confermato l’accusa. Il giudice ha poi rinviato la discussione in aula, per il prosieguo dell’istruttoria dibattimentale, al 30 novembre del 2012. In quella circostanza saranno escussi anche i testi della difesa. Francesco Mantovani

Piedimonte Matese - Trasporti, scuola negata per tanti studenti. La regione affonda il Matese

Vincenzo Cappello
piedimonte matese. Trasporti nel caos, scuola negata per decine di studenti. Tutta colpa delle decisioni assunte dalla Regione Campania che ha stravolto e smembrata la linea ferroviaria Alifana. “Ho presentato un'interrogazione all'Assessore regionale ai trasporti, Sergio Vetrella, affinche' chiarisca quali provvedimenti intenda adottare per alleviare i disagi dei cittadini casertani che oggi non possono raggiungere i luoghi di lavoro e le scuole, vedendosi negato dunque il diritto indispensabile di usufruire del trasporto pubblico.
Le deliberazioni assunte in merito alla tratta ferroviaria Piedimonte Matese-Napoli, gestita da MetroCampania Nord-Est, hanno determinato infatti forti perplessità e disagi alla popolazione del territorio Pedemontano, una decisione che provoca, ancora una volta, conseguenze gravissime per pendolari e studenti".
Ad affermarlo è Eduardo Giordano, consigliere regionale campano e Capogruppo dell’Italia dei Valori che aggiunge:
"Le stazioni ferroviarie di Alife e Piana di Monteverna della MetroCampania Nord Est resteranno chiuse.
Sopprimere la stazione di Alife, dove insiste l’Istituto Professionale, è un errore colossale.
Con l’entrata in vigore del nuovo programma di esercizio, poi, sono state soppresse anche le fermate di Maddaloni inferiore e Cancello del treno 7864 proveniente da Napoli, fondamentali  per gli studenti che dal basso casertano si recano a Piedimonte Matese per frequentare istituti scolastici come l’Agrario e l’ Alberghiero, provocando estremo disagio agli stessi. MetroCampania Nord- Est - continua il consigliere dipietrista - non avendo acquistato le tracce per l’anno 2012, dovrà prestare servizio da Piedimonte a Santa Maria Capua Vetere lasciando gli utenti privi della possibilità di raggiungere direttamente Caserta e Napoli e viceversa.
Vale a dire che i cittadini dell’Alto Casertano per raggiungere il capoluogo di provincia e quello regionale dovranno attendere le coincidenze delle Ferrovie dello Stato. La necessità di voler risparmiare ad ogni costo, si concretizza solo ed esclusivamente con una concentrazione di problemi sui viaggiatori".

Alilfe - Occupazione suolo pubblico, verifica insabbiata

alife. Un importante e potente imprenditore locale, durante la ristrutturazione di un fabbricato,  avrebbe occupato una grossa fetta di suolo pubblico. Un’occupazione “necessaria” per realizzare gli accessi ai nuovi locali che avrebbero così acquisito utilità e valore commerciale.
Un’azione che non sarebbe sfuggita all’allora sindaco Fernando Iannelli che avrebbe conferito incarico ad un tecnico per verificare e quantificare l’occupazione del suolo pubblico.
La cattiva sorte, poi, volle che Iannelli lasciasse la valle di lacrime alifana per approdare nel regno dei cieli.
Da lassù, certamente, il beneamato sindaco starà osservando i suoi successori che sembrano aver dimenticato quella pratica. Uno spettacolo di cui probabilmente non sarà compiaciuto, considerato l’immobilismo di coloro che dovrebbero tutelare il bene pubblico.

Castello Matese - Discarica abusiva, sequestrate 50 tonnellate di rifiuti

castello matese. Aveva trasformato la vecchia struttura industriale di famiglia in una discarica  – abusiva – per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Aveva ammassato – in alcuni capannoni ma anche all’esterno di essi, su oltre 5mila metri quadrati, materiali di ogni tipo, anche rifiuti speciali e pericolosi. Un’attività continuata  nonostante il sequestro eseguito, oltre un anno fa, dai carabinieri della compagnia del Matese e un’ordinanza del sindaco che imponeva il ripristino dei luoghi. E’ stato arrestato, ieri, per smaltimento illecito di rifiuti e violazione dei sigilli, Luciano Fontana, 45enne del posto. Una  discarica  nella quale Fontana – secondo l’accusa – aveva ammassato oltre cinquanta tonnellate di rifiuti. Il sequestro ricade nell’ambito di una vasta operazione predisposta dalla compagnia carabinieri di Piedimonte Matese – eseguita dai  militari della Stazione di San Gregorio, Prata Sannita e Alife - con l’obiettivo di contrastare fenomeni di inquinamento ambientale nelle zone protette del Parco Regionale del Matese. Tra i rifiuti rinvenuti, carcasse e parti di veicoli, pneumatici fuori uso, batterie esauste, fusti abbandonati ed elettrodomestici in disuso, nonché altri rottami ferrosi, depositati e smaltiti senza alcun tipo di autorizzazione. Gli investigatori continuano le indagine per stabilire la provenienza dei materiali. L’operazione evidenzia la centralità del territorio matesino nello smaltimento illecito di rifiuti; la conferma arriva proprio dalle ripetute azioni attuate dai militari dell’arma; azioni che hanno condotto in carcere diverse persone e al sequestro di centinaia di quintali di rifiuti speciali. Dall’inizio del 2011, sono salite già a 40 le persone arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare i reati di criminalità ambientale con particolare riferimento alle zone del Parco Regionale del Matese, protette da severi vincoli paesaggistici, sottoposti a sequestro 180 quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso, 16 mezzi di trasporto e 8 discariche abusive dove venivano depositate decine di tonnellate di materiali inquinanti.

Pignataro Maggiore - Beni confiscati, la polemica Romana


pignataro maggiore. La puntanta di Report, quella messa in onda la scorsa domenica, riaccende la polemica sulla gestione dei beni confiscati. Una polemica che da Roma coinvolge Pignatgaro e il suo ex sindaco, Giorgio Magliocca.

Le accuse socialiste
“Nominare quale responsabile dei beni confiscati alla mafia, ubicati sul territorio romano, Giorgio Magliocca, un signore da oscure competenze noto per essere stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, è senza dubbio il massimo della sfrontatezza. Alemanno è arrivato a tanto, come ci informa dettagliatamente il servizio di Report. Una notizia che se confermata potrebbe aprirebbe un inevitabile impiccement per il nostro sindaco” Dichiara in una nota il segretario del PSI di Roma Atlantide Di Tommaso. “Proprio ieri l’Italia è stata vergognosamente derisa in un’assise internazionale cerchiamo almeno di salvare Roma evitando di farla divenire la barzelletta del momento. Alemanno abbia il buon senso di chiarire subito la storia denunciata dal servizio della Gabanelli. Roma già vive un clima di paura e di terrore cerchiamo almeno il salvare da pericolose infiltrazioni il cuore delle istituzioni capitoline” Conclude la nota socialista.

La replica di Alemanno
"Desidero ricordare che Giorgio Magliocca e' stato assunto dal Comune di Roma nel 2005 tramite concorso pubblico bandito dalla precedente amministrazione. Nel 2009 e' entrato a far parte della segreteria del Capo di Gabinetto, il magistrato Sergio Gallo, su invito dello stesso Gallo". E' quanto dichiara il portavoce del sindaco di Roma Gianni Alemanno, Simone Turbolente.
"A seguito della notizia del suo arresto disposto dalla procura di Napoli, l'avvocato Magliocca e' stato immediatamente sospeso dal servizio in attesa degli esiti dell'inchiesta - sottolinea Alemanno - Tali argomenti sono gia' stati chiariti e invito l'opposizione a non strumentalizzare una vicenda che, come gia' detto, ha inizio nel 2005".