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martedì 15 novembre 2011

Teano - Picchia la madre, condannato ad un anno con pena sospesa

L'avvocato Ciro Balbo
teano.  Picchia l’anziana madre e la sequestrata nella sua stessa casa. Condannato ad un annodi reclusione con la pena sospesa. Ritorna in libertà Giovanni Storti dopo la sentenza emessa dal giudice. Una decisione non condivisa dal difensore dell’uomo, l’avvocato Ciro Balbo: il mio assistito è innocente e lo dimostreremo in appello. I giudici non hanno tenuto conto delle dichiarazioni della stessa madre che insostanza ha scagionato l’uomo. Il 45enne venne fermato  dai carabinieri della locale stazione che sarebbero interventi dopo una segnalazione fatta da alcuni vicini. Secondo alcune indiscrezioni raccolte sul posto, sarebbero state le urla della donna a  determinare la richiesta di soccorso. Da qualche ora, raccontano alcuni vicini, fra Giuseppina e suo figlio si era accesa una discussione, probabilmente legata a futili motivi. Ben presto l’uomo è passato alle vie di fatto aggredendo la madre. Poi, per impedire che la stessa donna uscisse di casa, forse intuendo che voleva recarsi presso la caserma dei carabinieri, l’ha chiusa in casa. Un vero e proprio sequestro, secondo l’accusa. Quando sono arrivati i carabinieri, Giovanni non avrebbe opposto alcuna resistenza. Dopo le formalità di rito il 45enne è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. La madre, invece, è stata trasferita presso l’ospedale di Sessa Aurunca dove è stata ricoverata per essere sottoposta ad una serie di accertamenti.  L’arresto del 45enne è stato eseguito dai carabinieri della locale stazione

Vairano Patenora - Bimbo investito, ora è fuori pericolo

Don Pasqualino De Robbio
vairano patenora. Giuseppe è fuori pericolo. Lo ha annunciato il parroco del paese, Don Pasqualino, durante la messa regalando così una gioia immensa a tutti i fedeli. Restano alcuni problemi ad un orecchio e un occhio, forse, troppo vicini al punto del tremendo impatto contro il cofano della vettura. Quello che starebbe avvenendo in quel lettino dell’ospedale Santobono di Napoli, sembra essere un autentico miracolo, sorretto dalla volontà e dalla professionalità di medici che si stanno alternano alla cura del piccolo. In paese, Vairano Patenora, la vicenda del bimbo ha toccato i cuori di tutti e la speranza  di ognuno è che presto Giuseppe possa riabbraccaire i familiari e ritornare a scuola, fra i suoi amici.    Giuseppe, il piccolo di sette anni investito l’altra mattina lungo via Volturno, è stato operato -  dai medici del Santobono di Napoli - con l’obiettivo di ridurre il trauma cranico e quindi favorire l’assorbimento dell’ematoma. L’intervento sembra essere tecnicamente riuscito. Secondo il raccontodi alcune persone presenti al momento dell’incidente, il fratello di Giuseppe avrebbe tentato disperatamente di evitare che il bimbo attraversasse la strada. Per diversi minuti il fratello avrebbe trattenuto per la maglia Giuseppe tenendolo fermo sul marciapiede.  Poi, improvvisamente, Giuseppe si sarebbe “liberato” dalla presa del fratello scattando verso l’altro lato della strada. Inevitabile l’impatto con la vettura che viaggiava in direzione Matese. I carabinieri della locale stazione hanno posto sotto squestro la vettura. Tutto in attesa dell’evoluzione della vicenda e soprattutto delle condizioni del bimbo.

Vairano Patenora - Puc, la giunta Robbio annulla tutto

Giovanni Robbio, sindaco di Vairano Patenora
vairano patenora. La giunta guidata da Giovanni Robbio, cancella il Puc appena approvato. Il consigliere di opposizione Aldo Di Muccio attacca: “alla fine di un iter tecnico amministrativo ci si accorge che la normativa seguita è obsoleta e si ricorre ai ripari cancellando tutto e riapprovando il tutto in giunta  seguendo la nuova normativa senza   preoccuparsi se questo sia legittimo o no, si cambiano le carte in tavola con la stessa disinvoltura di quando si approva un atto amministrativo così importante senza sapere a quale normativa ci si sta riferendo. Dalla confusione amministrativa al caos legislativo sottolinea Aldo Di Muccio, consigliere di opposizione, appena saputo della nuova delibera di giunta comunale con la quale il sindaco Giovanni Robbio, contestualmente annulla tutto il procedimento amministrativo seguito dalla sua stessa giunta e riapprova tutto facendo riferimento alla nuova normativa. Infatti la delibera 130 dell’11.11.11, approvata solo da quattro assessori (Pasquale Picozzi ed  Enzo Cortellessa assenti), cancella tutto quanto fatto fino al giorno prima un procedimento che era stato già contestato per la sua illegittimità mettendo a rischio investimenti delle imprese e  dei cittadini. Valuteremo con un amministrativista le azioni da prendere, considerata una materia complessa come quella urbanistica, ma appare chiara la sprovvedutezza della giunta e della maggioranza davanti a fatti importanti per la crescita e lo sviluppo comunale,un autentico papocchio ,dettato da urgenze e interessi che non sono della collettività ,la quale tra l’altro si è già espressa con decine e decine di ricorsi,ma probabilmente solo di alcuni che forse non sono del tutto estranei all’amministrazione” aggiunge Di Muccio.

Alife - Le indenità della giunta Avecone per la mensa scolastica

Giuseppe Avecone
alife. Il sindaco Giuseppe Avecone e la sua giunta hanno deciso di evolvere parte delle proprie indennità in favore della mensa scolastica. Questo per permettere ad un numero maggiore di bambini di poter usufruire del servizio ad un costo minore. “Mentre molti si affannano in sterili polemiche, noi, con fatti concreti dimostriamo di tenere effetttivamente al bene della nostra città.  In questa ottica e nello spirito di aiutare diverse famiglie in difficoltà e in affanno anche a causa di una crisi economico-finanziaria sempre più pesante, abbiamo deciso di devolvere parte delle nostre indennità in favore degli utenti della mensa scolastica. Basta confrontare i nostri deliberati con quelli degli anni precvendeti per rendersi conto”. Lo afferma il primo cittadino Giuseppe Avecone che guida il paese da pochi mesi e che sta affrontando una situazione finanziaria dell’ente che sembra abbastanza difficile. “Sono certo, continua il primo cittadino alifano, che con il supporto di tutti possiamo riuscire a riportare la nostra Alife in un ruolo di protagonista nell’intero territorio. Non è semplice - conlide il sindaco - ma il traguardo non è impossibile”.

Piedimonte Matese - Truffa 227 clienti con falsi contratti telefonici, sotto processo

Il tribunale di Piedimonte Matese
piedimonte matese. Duecentoventisette falsi contratti per truffare la Wind e procurarsi un ingiusto profitto. Un 52enne pedemontano finisce a giudizio. Sisto Bucci, in qualità di titolare della società di agenzia “New Comunication”, stipulava con la Wind un contratto per la fornitura del servizio di telefonia vocale denominato Pronto 1055. Secondo la Procura sammaritana, l’uomo, con più atti esecutivi del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, con artifici e raggiri, consistiti nel redigere duecentoventisette falsi contratti, apparentemente stipulati e sottoscritti da clienti residenti nelle zone di operatività dell’Agente, inducendo in errore la società Wind in merito al numero di contratti effettivamente promossi e conclusi, si procurava l’ingiusto profitto pari alle provvigioni spettanti per ogni singola attivazione del servizio. Con corrispondente danno per la suddetta società.
I pubblici ministeri ravvisano anche l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di relazioni di prestazioni d’opera. I fatti accaddero a Piedimonte Matese dal mese di gennaio del 2002 fino al dicembre dello stesso anno. Pochi giorni fa è ripreso il procedimento penale a carico dell’imputato presso il palazzo di giustizia del capoluogo matesino. Il Got, dott. Carmela Sorgente, ha rinviato la discussione in aula all’udienza del luglio 2012 per il prosieguo dell’istruttoria dibattimentale. La causa deve essere trattata da un giudice togato. Bucci  è difeso dall’avvocato di fiducia, Alberto D’Angelo.
Francesco Mantovani

Pignataro Maggiore - Palumbo scuote la sua maggioranza

Pier Nicola Palumbo
pignataro maggiore. “La mia assenza al consiglio comunale di domenica scorsa deve essere imputata a motivazioni personali.  Tuttavia, dopo duecento giorni dal nostro insedimanto, dobbiamo metterci in condizioni di dare, al paese,  un segnale di svolta importante. In un momento coì difficile dobbiamo stringerci ancor più intorno al sindaco per capire le esigenze del paese e per poter attuare una politica capace di riportare serenità in città”.  Lo afferma il capogruppo di maggioranza, Pier Nicola Palumbo, che ha così inteso precisare alcuni aspetti alla base della sua assenza al consiglio comunale di domenica scorsa.  Palumbo non si nasconde e mette in chiaro che la sua non vuole essere una polemica contro il sindaco Raimondo Cuccaro o contro qualche altro componente del gruppo di maggioranza. “Spero che la mia azione venga recepita dai miei amici non come critica o polemica sterile, bensì come un’autentica inizione di adrenalina capace di scuotere il cammino del nostro governo cittadino”. Il capogruppo di maggioranza è fermamente convinto che per riportare Pignataro Maggiore al ruolo di centro egemone dell’intero territorio, serve un preciso rilancio economico. “Il traguardo più importante che dobbiamo inseguire e centrare è quello di gettare le basi per fermare la costante perdita di posti di lavori e l’impoverimento della nostra zona industriale. Dobbiamo quindi, assolutamente e velocemente creare i presupposti per  la nascita di nuovi posti di l avori per evitare che ogni anno decine e decine di nostri giovani lascino il nostro paese perchè costretti a cercare  lavoro altrove”.

Pignataro Maggiore - Crisi alla Nuroll, continua lo sciopero dei lavoratori

Lo stabilimento Polinas
pignataro maggiore. Nuroll, tutti verso la cassa integrazione. I turchi non mantengono le promesse e dirottano un investimento di 30milioni di euro da Pignataro Maggiore in Turchia.  Scoppia la protesta fra i 110 lavoratori della struttura pignatarese che dallo scorso luglio – quanto  i turchi della Polinas  hanno rilevato l’azienda dalle mani del gruppo M&G – hanno sempre manifestato timori per il futuro occupazionale. Paure che sembrano concretizzarsi dopo la decisione della nuova proprietà di investire in Turchia a scapito della struttura di Pignataro Maggiore. Così mentre vengono comprati macchinari – per un importo di oltre 30milioni di euro e dirottati nelle strutture turche, alla Nuroll di Pignataro Maggiore viene spenta una linea di produzione e annunciata la cassa integrazione a partire dal prossimo primo gennaio. I lavoratori, dopo una giornata di sciopero, hanno chiesto all’unione industriali l’apertura di una vertenza. In attesa di un riscontro, le categorie sindacali hanno deciso di attuare due ore di sciopero per ogni turno.  Polinas è leader sul mercato turco nell'ambito dell’imballaggio flessibile, producendo e commercializzando una serie di film plastici quali Pvc, Polipropilene bio-orientato e cast. L’acquisizione doveva inquadrarsi in una strategia di sviluppo e crescita in Europa mirata ad ampliare il pacchetto di prodotti offerti al mercato dell’imballaggio flessibile. “La nuova proprietà, precisa Gianluca Teratone sindacalista della Cgil, aveva più volte promesso l’ampliamento della produzione e l’entrata a regime delle linee. Purtroppo non è così, continua il sindacalista, tanto è che, ora, la dirigenza dell’azienda annuncia la cassa integrazione. Non ci rassicura la dichiarazione rilasciata dall'azienda secondo la quale la linea acquistata di recente in Francia e destinata ad essere installata in Turchia, sia rivolta al mercato asiatico e che l'azienda di via del Conte continuerà a rivolgersi al mercato europeo. Chiediamo – Conclude Teratone - la presentazione di un piano industriale redatto dalla Polinas in funzione del quale valutare le reali prospettive future del sito industriale di Pignataro Maggiore

lunedì 14 novembre 2011

Teano - Lo studioso Croce scopre una nuova orchieda,


Antonio Croce
L anuova orchidea scoperta lungo il Savone
teano.  Elleborina del Savone: nuova pianta per la scienza scoperta sul vulcano di Roccamonfina. Una nuova orchidea spontanea, fino ad oggi sconosciuta al mondo scientifico e che vive esclusivamente sulle sponde del Torrente Savone da Roccamonfina a Teano, nel Parco Regionale Roccamonfina-foce Garigliano, è stata descritta nei giorni scorsi sulle pagine della rivista scientifica Journal Europäischer Orchideen, in corso di stampa. La sua scoperta risale al 2000 ad opera dello studioso Antonio Croce. Con l’aiuto di alcuni soci del Giros (Gruppo Italiano Ricerca Orchidee Spontanee), esperti del genere Epipactis (Luciano Bongiorni, Riccardo de Vivo e Silvana Fori), che l’hanno confrontata con le altre specie che vivono in ambienti simili in Italia del Nord ed in centro-europa, si è giunti a poter affermare che si tratta di una sottospecie a sé. Dopo ben 10 anni di osservazioni, misure, fotografie delle strutture quasi microscopiche ma tanto importanti per il riconoscimento di una specie dall’altra.   La nuova sottospecie è stata, quindi, “battezzata” come sottospecie maricae, facendo riferimentoalla antica Marìca venerata dai popoli italici (identificabile con Mefìte che darebbe il nome a Roccamonfina) come protettrice delle paludi e delle acque. La pianta non è molto appariscente: alta fino a 40 cm, con pochi fiori di piccole dimensioni (max 1 cm). Vive sempre sulle sponde umide del Savone, anche dove la forra diventa profonda e buia.
La vegetazione in questo tratto di torrente indica condizioni di elevata naturalità, forse ultimo relitto di quel paesaggio vegetale che esisteva prima che l’uomo cominciasse a modificarlo pesantemente.  Complessivamente la popolazione dell’elleborine del Savone è costituita da una cinquantina di piante ma speriamo che altre se ne trovino nei luoghi più inaccessibili del Savone e, chissà, degli altri corsi d’acqua del territorio. Confidiamo nell’Ente Parco Roccamonfina - foce Garigliano e nella sensibilità dei Comuni di Roccamonfina e Teano, custodi per le generazioni future del Savone, dei preziosi habitat da esso
lambiti e delle specie che solo qui trovano condizioni ottimali per la loro vita

Piedimonte Matese - Cimitero, scatta la denuncia

piedimonte matese. “la   camera mortuaria non rispetta le caratteristiche sanitarie contemplate negli arti 64 e 65 del DPR 285/90, ma è somigliante ad un vero e proprio mattatoio. La copertura dei vecchi loculi situati lungo il muro di cinta del cimitero è fatiscente e pericolante, infatti mostrano lavagnette, che sembrerebbero di eternit, sgretolate dal tempo ed in alcuni punti (lato nord-est) è ben visibile un accenno di dissesto idrogeologico della base di alcuni loculi (precisamente nn. 33 e 36 assegnati ai defunti coniugi Perrella Gaetano da cui si accede dal 2° cancello lato dx) dovuto ad intasamento di acque piovane che non confluiscono in un sistema di drenaggio adeguato, un vecchio problema anche questo mai risolto. Nell'area nuova non esistono monta-feretri o alza-feretri, come per legge, tant'è che le bare, nei loculi posizionati alti, vengono deposte in loco alla vecchia maniera improvvisata ovvero attraverso una tavola tenuta equilibrata dalle due scale in ferro presenti e ciò non è a norma sia per la salma che nell'atto della sistemazione nel loculo subisce continue posizioni nella bara decomponendosi sia per la sicurezza sul lavoro del personale addetto a tali attività, atteso che la bara potrebbe riversarsi al suolo con gravi conseguenze. E' decisamente vergognoso e deplorevole il modo in cui viene tenuto il Cimitero. Voglia prendere un serio e tempestivo provvedimento dopo un accurato sopralluogo unitamente
all'ASL competente sul territorio”. E’ questa la denuncia presentata nei giorni scorsi presso la locale  caserma dei carabinieri. Il documento porterebbe la firma di alcuni cittadini che si dicono indignati per una serie di carenze che gravano sul camposanto piedimontese le cui competenze ricadono sul dirigente Pietro Terreri, che è anche tecnico comunale.

Pignataro Maggiore - Magliocca, udienza rinviata a dicembre

Giorgio Magliocca
pignataro maggiore. Caso Magliocca, l’udienza preliminare prevista per domani, potrebbe saltare a casua dello sciopoero dei penalisti che si asterranno per l’intera settimana. L’udienza è stata fissata dopo il rinvio dello scorso ottobre quando il rinvio scaturì dalla richiesta del difensore dell’x sindaco di Pignataro Maggiore, l’avvocato Mauro Iodice. L’udienza preliminare arriv adopo la decisione della Cassazione ch ha ridimensionato, in parte, l’impianto accusatorio. Per due volte, il riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata da parte dei difensori dell’ex sindaco Giorgio Magliocca, arrestato lo scorso marzo, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. L’ex primo cittadino pignatarese, di professione avvocato e impiegato presso il comune di Roma, ai vertici della macchina amministrativa guidata dal sindaco Alemanno, appare provato ma non ha mai perso la fiducia in se stesso e la capacità di reagire ad una situazione che diventa ogni giorno sempre più difficile.  “Giorgio Magliocca é sindaco per graziosa intercessione del defunto Lello Lubrano,  quindi per i buoni auspici di Pietro Ligato, che lo appoggiò nella successiva competizione amministrativa”. Queste le dure accuse contenute nelle novantatre pagine  scritte dal Gip di Napoli, la dottoressa Terzi. “L’arresto di Magliocca  potrebbe apparire comune una strumentalizzazione della macchina giudiziaria per screditare le stesse istituzioni e per eliminare un uomo politico scomodo. Si sarebbero confuse responsabilità imputabili al compito dell’agenzia del Demanio con quelle degli amministratori”. Questa la linea difensiva dello stesso Magliocca.