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giovedì 27 ottobre 2011

Teano - Storico incontro, Fumo: ecco la strada da seguire

teano.  Un opportuno richiamo al vero significato del fatto storico, che prescinde dal luogo geografico ove si sarebbe realizzato. Che importanza ha dove materialmente sia avvenuto l'incontro? Chi fomenta questa sterile polemica? Che importanza ha dove materialmente sia avvenuto l'incontro? Chi fomenta questa sterile polemica? Credo sia più utile tener conto del dato storico incontrovertibile: Garibaldi e Vittorio Emanuele una volta incontratisi, marciarono uniti verso Teano, ivi consacrando l'Unità d'Italia. Scelsero Teano quale città simbolo della raggiunta unità nazionale, innanzitutto perchè rappresentava la via d'apertura verso Gaeta, poi perchè v'erano ancora di stanza truppe borboniche che si accingevano a ripiegare verso il garigliano, infine, perchè i Comuni che oggi rivendicano, senza alcuna prova storica, la paternità dell'incontro, nel 1860 si componevano di poche case sparse. Non avrebbe avuto alcun senso marciare trionfalmente nel mezzo di una campagna. L'unico centro che aveva una consistenza urbana era Vairano Patenora, ma Garibaldi e Vittorio Emanuele non considerarono neanche l'idea di entrare a Vairano in pompa Magna, certamente perchè l'incontro avvenne in luogo più prossimo a Teano. Inoltre Vairano, città antica e con un pregevole centro, era comunque, da un punto di vista strategico, meno importante. A Teano v'era la sede episcopale, un distaccamento del tribunale di Santa Maria Capua Vetere con un giudice stabilmente incardinato, un presidio della guardia nazionale,vi dimoravano l'ex ministro borbonico Nicola Gigli e l'intendente ( prefetto) della provincia, appartenente ad una delle più prestigiose famiglie del Regno delle due Sicilie. Il Re scelse dunque di entrare trionfalmente con Garibaldi a Teano, per dimostrare all'Italia intera che l'unità era fatta. La città era stata teatro di  tumulti popolari fomentati dalle truppe borboniche in ritirata. Venne liberato Pasquale Cardente, rinchiuso nelle carceri del castello, poi primo senatore del nuovo Regno. Vittorio Emanuele congedò Garibaldi, prima di essere ricevuto nel palazzo dei principi Caracciolo. Il Generale, invece, prese alloggio in una abitazione sul muraglione. Il giorno successivo, le sole truppe piemontesi proseguirono nella battaglia,attaccando alcune divisioni borboniche in ritirata, nei pressi della villa di San Giuliano. Il 26 ottobre 1860 Teano fu dunque teatro di un evento che la rese famosa in tutta la nazione: il Re proclamò l'Unità d'Italia! Non servono comitati o commissioni per stabilire dove effettivamente sia avvenuto l'incontro, non credo sia questo il punto.  Ciò che veramente conta è il significato che il Re volle dare al suo ingresso in Teano. Così l’avvocato Giancarlo Fumo, appassionato di storica locale e, ha voluto indicare la strada per risolvere, definitivamente, la vecchia polemica fra i due centri.

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